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Molti errano per mancanza di conoscenza delle Scritture

Versetto da imparare a memoria, con breve meditazione

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«Ma Gesù, rispondendo, disse loro: Voi errate, perché non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio.» (Matteo 22:29)

La setta dei Sadducei fece delle domande a Gesù per metterlo alla prova, a riguardo della risurrezione dei morti. Gesù rispose spiegando loro la verità sulla risurrezione, dimostrando per mezzo delle Scritture che si sbagliavano ed avevano delle convinzioni errate su Dio e sull’immortalità dell’anima.
Oltre a ciò, Gesù ha fatto sapere loro anche i motivi per il quale erravano; i motivi erano questi: «perché non conoscevano le Scritture, né la potenza di Dio».

Quindi, fratelli, Gesù ci ha fatto sapere che una condizione fondamentale per non essere nell'errore è la conoscenza delle sacre Scritture. Riflettete, fratelli, sul fatto che Gesù non ha detto che bisogna conoscere le tradizioni della propria religione, le usanze o la struttura organizzativa, ma bisogna conoscere le Scritture, è necessario conoscere ciò che è scritto nella Parola di Dio.

Pertanto, ogni credente deve impegnarsi a studiare la Parola di Dio; non i libri di dottrina scritti da uomini, né commentari, né dizionari, ma la Parola di Dio.
Questo è confermato anche dall’apostolo Paolo in una epistola a Timoteo: «Ogni scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, affinché l'uomo di Dio sia compiuto, appieno fornito per ogni opera buona.» (2 Timoteo 3:16,17)
La Scrittura è tutto ciò che l’uomo deve sapere affinché impari, sia corretto dagli errori ed educato alla giustizia e diventi maturo spiritualmente.
In definitiva, la conoscenza della sola Bibbia è sufficiente per il credente, perché essa gli conferisce tutto il “sapere” indispensabile per la sua vita cristiana; tutto il resto che è scritto dagli uomini, non è indispensabile, anzi, se contrasta con ciò che è scritto nella Bibbia, oltre che non necessario è persino dannoso per la chiesa dell’Iddio vivente.

Quando un credente conosce le Scritture, diventa più forte spiritualmente, il suo vivere e il suo parlare saranno, di conseguenza, sempre pieni di convinzione e di fede, perché egli ha scelto di appoggiarsi alla Scrittura, e Dio non permetterà che rimanga giammai confuso (cfr Salmo 22:5 «Gridarono a te, e furon salvati; confidarono in te, e non furon confusi»)
Il credente che non conosce le Scritture, al contrario, sarà sempre incerto, il suo vivere e il suo parlare sarà sempre privo di convinzione, per ogni problema al quale non ha una risposta, si rivolge agli uomini, al pastore, agli anziani, e questi, privi anche loro di conoscenza e discernimento, oltre che di pienezza di convinzione, non potranno che dare dei consigli sbagliati al fratello bisognoso di risposte. Rifiutarsi di studiare le sacre Scritture è come rifiutarsi di appoggiarsi a Dio, ai suoi consigli e alla sua sapienza; quelli che fanno ciò preferiscono confidarsi negli uomini, nel pastore (Geremia 17:5 «Così parla l'Eterno: Maledetto L'uomo che confida nell'uomo e fa della carne il suo braccio, e il cui cuore si ritrae dall'Eterno!»)

Coloro che conoscono le Scritture sono forti spiritualmente, perché sanno che Iddio è con loro e non li abbandonerà in nessuna circostanza, li sostiene in ogni prova, dà loro discernimento spirituale e sapienza che viene dall'alto; tali credenti sono ben saldi e fermi nelle loro convinzioni, incrollabili, possiedono una forza che proviene direttamente da Dio.

Ma oggi, purtroppo, la pienezza di convinzione come conseguenza del fatto che si conoscono le Scritture e la Potenza di Dio, viene scambiata da molti per presunzione. Accade, quindi, che coloro che non sono sicuri e convinti di nulla, accusino di essere presuntuosi i credenti che sono fermi nei propri sentimenti e nelle proprie convinzioni e si applicano a dimostrare ogni cosa in cui credono con le sacre Scritture.

Per rispondere a costoro, che lanciano tali accuse, eccovi, diletti nel Signore, le parole dell’apostolo Paolo: «Poiché il nostro Evangelo non vi è stato annunziato soltanto con parole, ma anche con potenza, con lo Spirito Santo e con gran pienezza di convinzione; e infatti voi sapete quel che siamo stati fra voi per amor vostro.»  (1 Tess. 1:5)

Alla luce di ciò che abbiamo letto sopra, l'evangelo e tutte le dottrine devono essere annunziate con pienezza di convinzione, tuttavia, non può esserci pienezza di convinzione se non si conoscono approfonditamente le sacre Scritture.
Inoltre, oggi, ci sono molti che parlano e che scrivono, ma poi quando vengono confutati, la vergogna cade loro addosso in modo copioso, perché i loro errori diventano evidenti a tutti, i quali si rendono conto degli errori e dell’ignoranza che hanno manifestato.
Ora, può anche accadere che qualcuno che non conosce le Scritture in modo approfondito cerchi di confutare qualche dottrina che è insegnata da un ministro di Dio che conosce bene la Parola, ma il servitore del Signore dovrà rispondere con una contro-confutazione, come faceva Gesù quando veniva accusato dai farisei e dagli scribi, Egli rispondeva loro citando le Scritture alle obiezioni che gli venivano mosse, entrando nel merito delle questioni e dimostrando con le sacre Scritture che si sbagliavano nel seguire le loro tradizioni contrarie alla Parola.

Diletti nel Signore, dovete sapere che Gesù non ci chiede di studiare e di sapere tutto sulle religioni, sui manuali della denominazione, dei regolamenti e dello statuto, ma ci chiede di studiare continuamente le sacre Scritture, affinché Lui possa illuminarci direttamente, per donarci oltre alla conoscenza, anche la forza e la pienezza di convinzione, che solo da Lui possono giungere a noi.

Considerate, fratelli, che se i santi rimanessero chiusi in una denominazione, in un gruppo religioso ed essi studiassero solo i libri e le dottrine che verrebbero propugnate nel loro interno, sicuramente parrà loro che tali ragionamenti siano veri; ma quando si studiano anche le obiezioni e le tesi degli altri che sono al di fuori della denominazione, allora si aprono gli occhi, si vedono gli errori, e quando certe dottrine sono false e sono state confutate, il ragionamento errato e tutto il parlare vano fatto a sostegno di ciò è manifesto ed il credente viene liberato dai lacci dell’errore che lo tengono prigioniero.

In questa epoca, i santi stanno assistendo a questi eventi: quando la propria denominazione viene confutata in talune dottrine, si verificano due reazioni, la prima è quella di insultare e gridare contro chi ha confutato tali false dottrine (questa è la soluzione che quasi tutti decidono di adottare, come a voler convincere sé stessi e gli altri che obbligatoriamente il proprio gruppo religioso ha ragione); la seconda è quella di entrare nel merito della questione e fare una contro-confutazione traendola dalle sacre Scritture, per dimostrare dove sono i ragionamenti sbagliati del confutatore. In questo secondo caso, però, è necessario conoscere approfonditamente la Parola di Dio, perché esponendosi pubblicamente con una contro-confutazione molti fratelli leggeranno ed esprimeranno un loro giudizio e faranno le loro valutazioni, com’è giusto che avvenga. A questo punto è lecito pensare che gli ignoranti nella conoscenza della Scrittura si tacciano per timore di fare una figura meschina davanti al mondo evangelico; qualora taluni non riescano a ritenere i propri bollori, e decidano di parlare, si premuniscono di quell’anonimato che li mette al riparo dalle conseguenze del loro parlare meschino e privo di sapienza; costoro, forti dell’anonimato e privi di quel coraggio di cui dovrebbero premunirsi, cominciano a coprire d’insulti colui che li ha confutati, minacciano denunce per farlo tacere, con l’intento di fargli del male e non certo per dimostrare la verità biblica (a proposito dell’uso dell’anonimato, fratelli, vi invito a considerare che è sintomo di incertezza e di codardia, quindi da costoro non c’è da aspettarsi nulla di buono, se non si assumono la responsabilità di ciò che dicono e che fanno, non possono essere reputati degni e fedeli servitori del Signore).

Quindi, per il timore di fare una misera figura davanti a tutto il mondo evangelico, la maggior parte dei pastori e dottori che sono stati confutati nelle loro credenze, non si azzardano ad argomentare nel merito, perché riconoscono, non pubblicamente, ma nel loro interiore, di non avere la conoscenza biblica sufficiente per dimostrare la propria verità servendosi della Bibbia, essendo abituati a propagare le loro particolari vedute a coloro che conoscono pochissimo la Parola di Dio, i quali si fidano ciecamente dei loro conduttori e non sono abituati a confrontare ciò che viene loro insegnato con la Scrittura, mettendoli alla prova per verificare se le cose stanno realmente così, come facevano, invece, i bereani, i quali sono lodati dalla Parola di Dio (cfr Atti 17:10,11).

Come erravano i sadducei che furono ripresi da Gesù, così oggi ci sono coloro che sbagliano grandemente, perché non conoscono le sacre Scritture! Può darsi che sappiano un po' di greco, un po' di ebraico, ma non conoscono le sacre Scritture. Gesù ha comandato di studiare la Parola di Dio e non le lingue originali o i manuali o altri libri di dottrina. Non è con l’infarcire i propri studi con parole di greco e di ebraico che si manifesta di essere in possesso della verità su di un argomento.
Purtroppo, ci sono quelli che ignorano ciò e fanno uso continuo di greco e di ebraico, privando i fratelli semplici della possibilità di poter verificare personalmente e direttamente se le cose stanno realmente così (questo fenomeno dell’infarcire i propri studi con parole e discorsi riferiti alle lingue originali, l’ho voluto chiamare “greekbombing”).

Una dottrina non è vera perché viene pronunciata da “quel pastore” o “dottore”; non è vera perché è piena di termini greci ed ebraici; ma è vera solo quando è pienamente confermata dalle Scritture sacre e regge d'innanzi alle obiezioni che si possono sollevare contro di essa. Alla luce di quanto abbiamo detto, se uno vuole sapere se una dottrina è verace e conforme alla Parola di Dio, si studi anche tutte le obiezioni che vengono mosse contro di essa, e se le obiezioni sono prive di fondamento e di sapienza, allora sarà assolutamente certo su tale dottrina; al contrario, se le obiezioni sono legittime e riescono ad annullare la dottrina in esame, non deve esserci nessun motivo per indurirsi e continuare a propugnare una dottrina che è debole, facilmente attaccabile se non addirittura falsa e confutata. Dico questo a vergogna di coloro che sono a conoscenza che certe dottrine insegnate nella loro denominazione sono false, ma per non contraddire i propri “dirigenti” continuano ad insegnare il contrario, quella falsa. Questi amano la gloria degli uomini più che la gloria di Dio, costoro vivono per piacere agli uomini e non a Dio.

Fratelli, conducetevi da savi, in modo avveduto e ve ne troverete sempre bene e Iddio vi benedirà. Cercate la gloria che viene solo da Dio, non applicatevi a cercare la gloria degli uomini.

Per comprendere meglio questo discorso voglio farvi degli esempi: Perché credere che la dottrina della Trinità non è biblica, quando invece la Scrittura è piena di passi che ne dimostrano l'assoluta verità? A voi unitariani dico: è bene studiare oltre alla dottrina unitariana, anche le dottrine trinitariane e le varie confutazioni, così da avere un quadro completo delle argomentazioni a favore e contro. Coloro che sono sinceri, Iddio darà loro di intendere la verità.

La stessa cosa è necessario fare con la dottrina della predestinazione, del battesimo con lo Spirito santo con il segno delle lingue, e tante altre dottrine, che sono avversate da molti, ma anche difese e insegnate da altri. Siate savi, documentatevi in modo diligente di ogni cosa, non conducetevi in modo disavveduto e troppo facilone. Badate bene a ciò che avete creduto, cercate conferme chiare nelle sacre Scritture, altrimenti rimarrete fuori dalla porta, come sono rimaste fuori dalla porta le cinque vergini disavvedute (cfr Matteo 25:1-12).

Dunque, è bene studiare una dottrina, cercarne i punti deboli e documentarsi sulle obiezioni che vengono mosse contro di essa, e se sono prive di fondamento, allora saremo pienamente convinti di tale dottrina; ma se le confutazioni e le obiezioni hanno una certa validità, un certo fondamento biblico, allora saremo costretti ad esaminare ancora più approfonditamente l’argomento per giungere ad una conclusione che sia conforme alle sacre Scritture.

Finora mi sono limitato a parlare solo di ciò che deve fare il credente, ma noi sappiamo bene che è Dio che dà il corretto intendimento a coloro a cui ha stabilito; sappiamo che lo Spirito santo guiderà coloro che sono sinceri in tutta la verità, perché è l'opera dello Spirito santo che fa intendere a coloro a cui è dato d’intendere la verità su ogni dottrina secondo il senso delle cose di Dio (cfr Marco 4:11-13).

Dopo tali ragionamenti, voglio concludere questo scritto con un altro passo:
“Predica la Parola, insisti a tempo e fuor di tempo, riprendi, sgrida, esorta con grande pazienza e sempre istruendo. Perché verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d'udire si accumuleranno dottori secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole.” (2 Tim. 4:2-4)

Da tale passo comprendiamo soprattutto due cose: la prima è che chi conosce la verità deve annunziarla in ogni tempo, riprendendo, sgridando ed esortando i fratelli, di qualsiasi denominazione essi siano, per il loro bene spirituale e non per il loro male; la seconda è che molti nella chiesa hanno distolto le proprie orecchie dalla verità e si sono volti alle favole, si cibano di dottrine false e di discorsi insensati, che vengono presentati loro da una schiera di conduttori ignoranti nella conoscenza della Scrittura, che non si prendono cura delle anime, ma fanno ogni cosa per motivi interessati.
Ecco, perché le prediche di costoro fanno dormire, sono prive di convinzione e sono infarcite di sapienza umana, di filosofia, di sofismi, di allegorie infinite e talvolta persino sono presentate sottoforma di favole, quelle stesse favole che il Signore ha detto di schivare (cfr 1 Tim. 4:7 e 2 Tim. 4:4).

Fratelli, domandatevi se volete essere tra quelli che non sopportano la sana dottrina e si cibano di favole e di false dottrine? o volete essere tra quelli che si cibano della sana dottrina e schivano le favole?
Rispondete a voi stessi e a Dio, non a me. Se scegliete di seguire Iddio, allora, mostratelo con i fatti e in verità, non solo a parole; studiate doviziosamente le sacre Scritture, rigettate le false dottrine, ammonite chiunque le insegni e, come ha detto Paolo a Timoteo, riprendete, sgridate ed esortate coloro che sbagliano, perché c'è tanto bisogno di operai, di buoni operai che si applichino nell’opera di contrastare i numerosi CATTIVI OPERAI che sono usciti dal di dentro della chiesa di Cristo e stanno producendo dei gravi danni.

Che Dio benedica la sua Chiesa e la preservi da ogni male.

Salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù: Giuseppe Piredda

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