Conversione a Cristo di Giovanni Battista Treccani, nipote di Papa Paolo VI.

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Introduzione.

"Cercava inutilmente nelle preghiere, penitenze e negli esercizi spirituali della sua vocazione di prete di placare l'inquietudine del suo cuore. In una semplice riunione pentecostale ha trovato la salute della sua anima ed al presente lavora come missionario fra gl'indiani nell'America del Sud".

 

Così 'L'Evangelii Harold', l'organo ufficiale del Movimento Pentecostale svedese, pubblica questa notizia che è allo stesso tempo sorprendente e lieta. I dettagli concernenti questa conversione ci pervengono da una scrittrice danese, Mme Trolly Nrutzsky-Wulff, che abita nel Canada ed è molto attiva nelle Chiese Pentecostali. E' stato in un recente convegno cristiano, a San Diego, nella California, che ella ha incontrato Giovanni Battista Treccani. Diamo qui appresso un estratto dell'articolo pubblicato dalla nostra sorella su questo avvenimento, per il quale noi eleviamo a Dio il nostro rendimento di grazie. Preghiamo affinchè la benedizione di Dio sia sul nuovo Ministero di questo fratello in Cristo e che il suo esempio coraggioso aiuti un grande numero dei suoi vecchi confratelli nella Chiesa Cattolica Romana a realizzare questa pace dell'anima che accompagna il dono della salvezza in Gesù Cristo, dono ricevuto in un cuore rotto, contrito e penitente.


Fin dall'infanzia, egli cercava Dio.

Giovanni Battista Treccani è nato in Italia in una famiglia tradizionalmente religiosa. La madre, sorella dell'attuale Papa Paolo VI, era una devota cattolica, ed ella aveva molto a cuore la formazione religiosa dei suoi figli. Fra tutti, fu su Giovanni Battista che la Chiesa esercitò la sua più grande influenza. Essa occupò tutta la sua vita. Fin dalla tenera infanzia, egli avvertì il desiderio di vivere vicino a Dio. In appresso, servì nella Chiesa Parrocchiale come membro del coro, e compì i suoi doveri con grande dignità e profondo rispetto. Spesso si prostrava in ginocchio davanti alle statue della Vergine Maria e dei santi nell'avida ricerca di qualche grazia. Fu sempre deluso.


Al Seminario.

All'età dell'adolescenza, si sentì chiamato a consacrare la sua vita al servizio di Dio. Suo padre si opponeva. Ciò nonostante, il giovane Treccani non si lasciò stornare da ciò che egli considerava il piano di Dio per la sua vita. Presso la madre, egli trovò piena comprensione; e mentre egli lavorava nelle masserie della contrada per guadagnare il denaro necessario agli studi, ella economizzava quanto più poteva per aiutare il figlio a divenire un uomo di Chiesa.

Finalmente, un giorno egli potè entrare nel seminario per iniziare i suoi studi. Là, pensava egli, io troverò la pace di Dio per la mia anima e la Sua benevolenza sulla mia vita; il mio desiderio ardente di una reale comunione con Lui sarà pienamente soddisfatto.

Spirito aperto, sinceramente sottomesso alle discipline della sua Chiesa, egli parlò con i suoi professori della distretta della sua anima. Ma nessuno potè aiutarlo a trovare la comunione con Dio di cui sentiva tanto il bisogno. La lettura delle biografie di santi non gli recavano nessun vantaggio, perché si rendeva conto che i santi stessi, al pari di Lui, erano stati delle povere creature umane alla ricerca della pace. Lo stesso padre-confessore del seminario al quale egli si rivolse per consiglio, dovette ammettere che egli stesso non aveva mai conosciuto questa pace e che perciò non poteva aiutarlo in questa ricerca.

Il tempo trascorso nel seminario non gli diede ciò ch'egli aveva sperato; al contrario, gli sembrava che fosse aumentata l'inquietudine della sua anima.


Non gli venne concesso il permesso di andare a vedere il padre morente.

Allorchè il padre, che col tempo aveva accettato la scelta fatta dal figlio, cadde gravemente malato, questi richiese presso di sé la presenza del figlio, nella speranza che costui, quale servitore della Chiesa, potesse aiutarlo a morire in pace. I superiori di Treccani gli rifiutarono il permesso di recarsi a casa presso il padre morente, asserendo che un prete appartiene innanzi tutto alla Chiesa e che le relazioni familiari non debbono influire sui suoi obblighi sacerdotali. Con profondo dolore nel cuore, egli s'inchinò di fronte a queste esigenze, trovandole comunque poco compatibili con il quinto comandamento della Parola di Dio, che ci raccomanda di onorare nostro padre e nostra madre. Questo rifiuto lasciò una ferita profonda nell'anima del giovane prete.


Verso l'America del Sud.

Un'altra carriera si aprì in seguito davanti a Giovanni Battista Treccani. Egli desiderava servire Dio nelle circostanze che richiedono sacrificio. Suo zio, l'attuale Papa Paolo VI, al tempo arcivescovo di Milano, a cui egli rivelò il suo desiderio, intervenne per appoggiarlo. Fu così che, qualche tempo appresso, egli fu mandato a servire, come coadiutore di un vescovo, nella regione montagnosa delle Ande, nell'America del Sud.

Fu tra quella povera popolazione ch'egli svolse un'attività molto meritoria e, nonostante il suo cuore fosse sempre così vuoto ed inquieto, egli consacrò tutto se stesso a questo nuovo incarico, in cui i rischi erano numerosi ed il lavoro penoso. Fu così che in quella regione egli incontrò per la prima volta un'opera missionaria evangelica. Per principio, egli la condannava, perché la sua Chiesa gli aveva insegnato ch'essa soltanto era la depositaria della Verità cristiana. Ma, nonostante la sua grande devozione a ciò che considerava essere la causa di Dio, egli avvertiva ogni giorno maggiormente la sua povertà spirituale e la sua incapacità di aiutare efficacemente le anime nella distretta. Quanto a cercare soccorso presso gli altri preti, egli sapeva ormai che la loro situazione valeva la sua; essi tutti ignoravano ciò che vuol dire la pace di Dio che riempie un cuore.


Posto di fronte alla semplicità della testimonianza evangelica.

Un giorno, uscendo da una cappella dove aveva sostato qualche tempo in preghiera davanti alla Vergine Maria, incontrò un indiano che gli chiese che cosa avesse fatto in quella cappella. Dapprima si sentì poco disposto a rispondere: lui, che indossava l'abito talare, dover ammettere a quell'indiano che era alla ricerca della pace di Dio? Quale tumulto nel suo cuore! Ma, cedendo ad un impulso del cuore, si umiliò davanti a quell'uomo che non conosceva e rispose che aveva pregato per avere la pace nella sua anima. "Non è questo il luogo giusto per fare questa preghiera", gli disse l'indiano. "La pace non la potrete trovare se non presso Gesù". Quel fratello indiano, che aveva fatto l'esperienza della salvezza, diede con semplicità la sua testimonianza a quel giovane prete, parlandogli di quella pace e di quella gioia che aveva trovato per la fede in Gesù Cristo, il suo Salvatore.

Era la prima volta che Treccani ascoltava il semplice messaggio del Vangelo di Gesù Cristo e udiva parlare del sangue dell'Agnello di Dio che purifica da ogni peccato; ed egli ascoltò avidamente. In seguito, l'indiano lo invitò alle riunioni; ma non era facile per un prete cattolico sedersi fra quelle genti ch'egli aveva fino a quel momento combattuto come eretiche. Ciò nonostante, egli non potè resistere a quella potenza che lo attirava verso di loro. Un giorno, egli si sedette sull'ultimo banco nella sala, timoroso di essere riconosciuto da qualcuno.

L'Evangelo fu annunciato nel fuoco e nella potenza dello Spirito Santo, e Treccani comprese subito che lì era ciò che aveva invano cercato altrove durante i lunghi anni trascorsi. Tutto in lui rispondeva "Sì" a quel messaggio così preciso concernente la via della salvezza. Sì, non poteva essere altrimenti: La salute di Dio è un dono gratuito della grazia divina, dono tanto meraviglioso, infinitamente prezioso. L'opera della salvezza è un'opera completa, gli uomini non hanno nulla da aggiungervi.


L'ora della decisione.

Giorni di lotte angosciose seguirono quel primo contatto con i cristiani evangelici. I suoi superiori avevano appreso ch'egli era stato nella Chiesa Evangelica e gli fecero ben comprendere la loro disapprovazione. Egli cercò di allontanare da sé l'influenza che gli incontri con i veri credenti esercitavano su di lui; si diede con uno zelo raddoppiato in ogni sorta d'attività nella Chiesa, per non subire più l'attrazione dell'Evangelo. Un giorno, una grande processione doveva aver luogo nella città, la statua di un grande santo celebre doveva essere portata a passeggio per le vie. Tutto il clero, vescovo in testa, vi partecipava, per dare lustro alla festa. Quel giorno segnò la svolta decisiva nella vita di Treccani. Egli lasciò la processione per recarsi alla Chiesa Evangelica. Là egli prese posto al primo banco dell'umile luogo e là, infine, egli fece il suo incontro con Gesù, il Salvatore della sua anima. La pace divina che aveva tanto agognato per lunghi anni, riempì tutto il suo essere ed egli apprese in quei momenti solenni ciò che significa: essere certi della salvezza dell'anima. Pertanto la sua scomparsa dalla processione era stata notata ed il vescovo insieme ad alcuni preti vennero a cercarlo per ricondurlo al suo luogo. Ma egli rispose loro: "Non posso più seguirvi, il mio posto è qui, presso la Croce del Golgota".

Al presente, egli è un fratello cristiano, salvato per grazia. Egli ha ubbidito al Battesimo per immersione ed il Signore gli ha concesso per grazia il battesimo nello Spirito Santo. Egli non è più prete della Chiesa Cattolica Romana. Le sue esperienze con il Signore stanno a significare ch'Egli ha scelto la Verità della Parola di Dio e rinunciato alle tradizioni degli uomini. Ha dovuto pagare il prezzo come tanti altri: disprezzo, ostilità e persecuzioni. Mentre si trovava in Italia per un soggiorno, trovò un giorno che dei malvagi visitatori si erano furtivamente introdotti nella sua camera saccheggiando tutto ciò ch'egli possedeva sulla terra.


Il ritorno verso i suoi amici indiani.

In appresso, egli riprese la sua attività in mezzo alla povera popolazione delle Ande, alle dipendenze del Suo Salvatore e Maestro, che provvede ai suoi bisogni. Una profonda trasformazione è avvenuta in lui e la sua opera come missionario è animata da una fede immovibile nelle promesse di Dio ed illuminata da un raggio d'amore e di gioia. Una tale testimonianza doveva anche esercitare un'influenza salutare sulla madre. Poco alla volta, la luce del Vangelo ha trovato il cammino del suo cuore.


Il regalo del Papa.

Lo zio del fratello Treccani, ha adottato, grazie alla nuova forma di governo ecumenico, un comportamento benigno verso la conversione del suo nipote. Gli ha scritto molto affettuosamente per domandargli se c'era qualche cosa che potesse fare per fargli piacere. Giovanni Battista ha risposto allo zio che aveva bisogno di un calice per celebrare la Santa Cena e di una tunica per i servizi battesimali. Il Papa gli ha inviati i due oggetti.

Mentre pubblichiamo questo articolo, il nostro fratello Treccani si trova nell'America del Nord dove visita un certo numero di chiese pentecostali. E' un qualche cosa di meraviglioso sentirlo parlare del duro cammino percorso verso la rivelazione dell'amore di Dio e della salute che ci viene offerta per l'opera redentrice compiuta sulla croce del Golgota. Sul viso di quest'uomo sembra di veder brillare un poco di quella stessa luce celeste che illuminò il volto di Stefano, il primo martire cristiano, nel contemplare il volto del Signore Gesù alla destra di Dio. Egli è certamente uno strumento scelto da Dio per portare il nome del Signore alle nazioni.

Possa il suo ministerio portare un grande numero di anime a fare la meravigliosa esperienza della salvezza per la fede in Cristo Gesù.

Tratto da L'Araldo Apostolico n°7-8 1967

 

C'erano tre registrazioni audio di discorsi di Giovan Battista Treccani che si potevano sentire in questa pagina web: www.chez.com/voxdei/audio.htm. Oggi purtroppo non è più funzionante (18.3.2008).

Un video ‘‘De la religiositè a l’Evangile’ (Dalla religiosità all’Evangelo) che concerne la conversione di Giovanni Battista Treccani è presente (ERA PRESENTE) alla seguente pagina web: www.cancom.net/~biblespm/catvideo/themes/temo2/v-temoi2.html che è parte del sito della Chiesa Pentecostale di SAINT-PIERRE ET MIQUELON (facente parte della Federazione delle Assemblee di Dio in Francia).

[Purtroppo neppure questa pagina è più funzionante a distanza di 4 anni (18.3.2008)]


La testimonianza l'ho presa dal sito web: La Nuova Via dei fratelli in Cristo Giacinto e Illuminato Butindaro.

Nel sito di questi fratelli è riportata la seguente importante annotazione: "Dopo avere scoperto le sopra citate conferme abbiamo saputo che il fratello Treccani tempo fa ha fatto visita alla Chiesa Evangelica di Vasto il cui pastore è Filippo Chinnici; e abbiamo anche saputo che Giovanni Battista Treccani tempo fa ha fatto visita ad una Chiesa Evangelica in Svizzera dove ha raccontato la sua conversione (ho l'audio cassetta della sua testimonianza dove lui racconta molte cose - di cui alcune agghiaccianti - che in questa testimonianza non ci sono)"

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