Grazie, Signore, per averci eletti a salvezza!

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Il Signore disse a mia moglie: “Sulla tua tavola non mancherà mai un pezzo di pane"

Pace fratelli.

Mi chiamo Antonio (o Tony come molti mi chiamano), sono sposato, mia moglie si chiama Rosalia. Fratelli scusatemi per gli errori scritturali o magari qualche virgola messa fuori posto perché non sono molto bravo a scrivere.
Voglio farvi partecipi della nostra testimonianza, e spero che sia di edificazione e d’incoraggiamento a qualche anima.
Io e mia moglie ci siamo conosciuti nel 1982 e proprio alla fine dell’anno, precisamente il 13 Dicembre, scappammo via come tante altre coppie. Oggi per grazia di Dio so che è sbagliato un passo simile.
I nostri genitori erano e sono delle famiglie semplici, come pure tuttora lo siamo anche noi. Non siamo delle famiglie agiate in quanto nella nostra vita abbiamo trovato molti disagi nel campo economico, ma non voglio stancarvi con questi discorsi.

Per un breve tempo, circa 8 – 9 mesi, io e mia moglie vivevamo in casa di mio suocero, dopo questo breve tempo abbiamo preso in affitto una casa di piano terra, era molto vecchia e le pareti a volte erano bagnate d’acqua per la troppa umidità e fragilità. Alcune mattine quando mi svegliavo appena poggiavo i piedi a terra toccavo il pavimento bagnato dall’acqua, perché dell’acqua fuoriusciva dal pavimento non a motivo di qualche perdita d’acqua che c’era, ma perché sotto quel pavimento c’erano delle sorgenti.

Andammo avanti così per circa 13 anni perché non avevamo la possibilità di cambiare casa per mancanza di soldi, le nostre condizioni di vita erano molto umilianti, non c’era prosperità nè benedizioni. A volte i giorni passavano senza speranza di lavoro, senza una lira (in quel tempo c’era la lira) a volte mettevamo la casa sottosopra con la speranza di trovare dei spiccioli di soldi per le sigarette, che in quel tempo erano molto più preziose del pane: chi aveva anche lui questo vizio potrà capire. A volte andavamo a letto senza mangiare e qualche volta mangiavamo del latte col pane o addirittura solo a bere. Quando riuscivamo a comprare un pò di carne, per noi era festa grande.

I giorni passavano e lo scoraggiamento si faceva sempre più forte, qualche volta mi trovavo costretto a rubare qualche cosa e venderla per pochi soldi per comprare del cibo, perchè le porte del lavoro erano come sigillate. Pensieri strani incominciarono a tormentare la mia mente, pensieri di suicidio, di abbandonare ogni cosa e scappare dalla presenza di tutti, mia moglie nel suo silenzio piangeva perché vedeva soltanto tenebre intorno a noi, non c’era nemmeno uno spiraglio di luce.

Dopo circa 9 anni, mia moglie rimase incinta e nel tempo stabilito nacquero due gemelli; figuratevi la gioia per quell’evento. Ci fu un breve tempo come se qualcosa stava cambiando, ma fu soltanto apparenza, lavoravo solo per breve tempo, e dopo ricadevo sempre nelle medesime condizioni. Qualche volta il latte per i bambini potevo comprarlo, e qualche volta qualcuno ci dava i soldi per comprarlo, ma per noi a volte non c’era niente come al solito. Andammo avanti così per circa due anni, i bambini intanto crescevano ed alcuni si erano dimenticati pure di loro, diverse sere non avendo nulla da dare ai bambini, mettevamo un pò d’olio in un piattino e qualche mollica di pane, e i bambini inzuppavano le molliche con quell’olio e le mangiavano; questo era il cibo spesse volte per loro.

In quella casa eravamo come prigionieri.

Iniziai nuovamente a lavorare per un altro breve periodo. Una sera mentre ero seduto a tavola guardando la tv ho visto che parlavano di una medaglia che secondo loro aveva dei poteri soprannaturali, si parlava di prosperità, di amore e di tante altre cose che un’anima del mondo non conoscendo la verità purtroppo appetisce. Quell’amuleto o medaglia con la catenella, per funzionare doveva essere portato al collo senza toglierlo notte e giorno, perché se uno l’avesse tolto era come se spezzava la benedizione o il potere, quindi non avrebbe avuto alcun risultato nell’individuo che lo portava( GRAZIE a Dio ora sappiamo che queste cose sono delle menzogne del diavolo per ingannare le anime).

Allora con molto entusiasmo raccolsi la cifra, se non erro costava in quel tempo L 25.000 e la mandai a ritirare. Dopo qualche settimana arrivò questa medaglia. Allora per come era stato detto la presi e senza perdere tempo la indossai; immaginate, camminare con quel grosso medaglione al collo, qualunque movimento facevo era un disturbo continuo. Passavano i giorni ma non succedeva niente e pensavo: ‘Forse domani succederà qualcosa’, ma non accadeva niente. Continuavo a tenere il medaglione e ogni giorno che passava anziché arrivare la prosperità venivano i dubbi della fregatura che avevamo preso. In quel tempo lavorai per un paio di settimane ed ero riuscito a mettere da parte 150 mila lire, e parlando con qualcuno della mia situazione (non confidate mai nell’uomo perché è solo polvere) mi fece conoscere un fattucchiere dicendomi che aveva dei poteri soprannaturali, e io allora lo invitai a venire a casa (sapete questa gente falsa pur di svuotare le tasce e anche le case viene in qualunque momento li inviti). Costui venne a casa e incominciò ad osservare la casa, poi fece sedere mia moglie e cominciò a pregarle di sopra, in quel momento pensai: ‘Quest’uomo sa il fatto suo’, poi incominciò a passeggiare dentro la casa e iniziò a fare dei segni che non capivo cosa erano, poi incominciò ad invocare gli spiriti e ad incollare dei bigliettini di carta con delle cose scritte sulle porte e nelle finestre, dicendoci di non toccarle e non avvicinarci a loro perché quei foglietti servivano di protezione. Alla fine, prima di domandarci i soldi, ci disse che doveva venire ancora per completare quel rito (oggi comprendo che lo disse per derubarci di altri soldi).
Prima di andarsene ci domandò una grossa cifra, non ricordo quanto, ma noi non avevamo soldi tranne quelle 150 mila lire. Io non pensavo che avrebbe domandato tanti soldi, e gli dissi: ‘Noi non possediamo questa cifra’. Ma lui insisteva che voleva quanto aveva chiesto e ci mise paura. Allora gli dissi: ‘Ascolti, noi, teniamo soltanto 150 mila lire che ci servono per mangiare e non abbiamo altro’, e lui mi disse: ‘Dammi questi e la prossima volta se ne parla’. Allora presi quei soldi e li diedi a lui, ci lasciò senza soldi, senza lasciarci neppure quelli per comprare del pane.
(Questa gente non ha pietà per il prossimo, sono anime senza scrupoli di coscienza, e senza timore di Dio, dicono che fanno questo per opera di Dio, ma è soltanto una macchinazione di satana, non li avvicinate!!!!.)

Ringrazio Dio perchè mentre noi soffrivamo, Lui si muoveva nell’invisibile preparandoci la via della salvezza. Circa qualche po’ di tempo dopo l’accaduto, mio cognato e mia sorella furono evangelizzati in un ospedale. Si trovavano lì a motivo della loro figlia (credo che l’Onnipotente creatore del cielo e della terra mosse le cose in questa maniera per portare avanti il suo disegno benevolo, perché noi non crediamo al caso, ma è Lui che guida i nostri passi , e non è nell’uomo che cammina il dirigere i suoi passi, Geremia 10:23) e il Signore aprì loro il cuore e credettero.

Era circa un mese che mio cognato e mia sorella erano nella fede e di tanto in tanto mio cognato mi parlava di Gesù, era gioioso e io qualche volta gli resistevo (credo perché non era ancora giunta l’ora della mia chiamata).

Circa un mese e mezzo dopo la loro conversione, mi vennero a trovare a casa insieme ad una coppia di cugini, anche loro nella fede. Vi ricordo che ancora avevo il medaglione e quei biglietti incollati nelle aperture. Incominciarono a parlare di Gesù, della sua morte in croce a causa dei nostri peccati e della salvezza per mezzo d’Esso. Quella sera il Signore aprì anche i nostri cuori e io e mia moglie quella sera ricevemmo da Dio la salvezza per grazia in Cristo Gesù.
Quella stessa sera mi sentii pieno di forza e incominciai a togliere tutti quei biglietti appesi, ricordo che li strappai con grande sdegno, presi pure il medaglione e li buttai fuori nella SPAZZATURA!!!!. Dopo quella sera che il Signore ci fece grazia, tutto continuò come prima, non ci fu nessun cambiamento subito, per circa due altri mesi si continuò a vagare nella disperazione del cibo e di tante altre cose che mancavano, però non avvertivamo più quell’aria pesante. Attorno a noi c’era aria pulita, sentivamo come qualcuno che ci dava coraggio. Una mattina però, qualcosa si mosse, io ero uscito presto in cerca di lavoro, e mia moglie alzandosi, e sapendo che non c’era niente da mangiare per i bambini, incominciò a piangere, e rivolgendo una breve preghiera a Dio disse: “Signore, come faremo oggi, e cosa daremo da mangiare ai bambini?”
Fratelli, posso dirvi che Dio ascolta la preghiera semplice fatta col cuore, Egli non ama le moltitudini di parole, perché Egli è colui che vede e provvede. Qualche ora più tardi da quella breve preghiera, una donna anziana che abitava nel palazzo accanto, chiamò mia moglie dicendo: “Rosalia vieni da me e portami i bambini”. Così ella prese i bambini e salì da quella donna, ignara di quello che sarebbe successo. Quando arrivò sopra, la fece accomodare e gli offrì del caffè, poi baciò i bambini, e si diresse in cucina, prese un bel pò di cibo, della carne e li diede a mia moglie, poi le prese la mano e gli donò 50 mila lire. Vi lascio immaginare le lacrime di gioia che mia moglie provò in quell’istante.

Quando ritornai a casa, trovai la tavola imbandita di cibo e mia moglie sorridente, allora chiesi dove aveva preso quel cibo e mi raccontò tutto. Ci fu gioia quel giorno e lodammo e ringraziammo il Signore per la provvidenza, per il suo amore e per la sua misericordia, e voglio aggiungere: “Grazie Signore perché ci hai eletti a salvezza mediante la grazia in Cristo Gesù, avanti la fondazione del mondo, eravamo tuoi e Tu ci hai chiamati”.

Da quel giorno incominciammo a sentire pace nei nostri cuori, gioia e forza, sentivamo che qualche cosa stava cambiando, altro che medaglie e fattucchieri, avevamo incontrato la realtà, cioè Colui che stende la mano e rialza, Colui che non chiede niente in cambio se non l’ubbidienza, l’Iddio creatore del cielo e della terra, Colui che può ogni cosa, l’Iddio di ogni grazia.

Dopo circa un mese, mia moglie fu riempita di Spirito Santo, e dopo circa due mesi il Signore riempì anche me, con l’evidenza del parlare in altre lingue. Dopo circa sette mesi di fede il Signore glorificò il Suo nome, provvedendoci un’altra casa, era piccola ma asciutta, mi ricordo che quando misi piedi in quella casa per dare una pitturata, entrai nella camera da letto, e ad un tratto sentii forte la presenza del Signore, sentii come una mano che mi spingeva verso terra, non resistetti a quella forza e caddi in ginocchio. Incominciai a piangere, per tre volte tentai di alzarmi perché dovevo lavorare, e per tre volte non resistetti a quella potenza, incominciai a pregare in altre lingue, a cantare in altre lingue non riuscivo a fermarmi, sentivo il cuore scoppiarmi dentro, non sapevo se piangere o ridere di gioia, quella casa era stata provveduta da DIO.

Il Signore aveva spezzato ogni catena, in quella casa vecchia pagavamo 30 mila lire e li pagavamo sempre in ritardo o addirittura dopo parecchi mesi, ma dopo che uscimmo da quella casa le cose cambiarono, la cifra di pagamento si moltiplicò di almeno dieci volte nella seconda casa, ma il Signore ha mostrato di essere DIO Fedele e fino ad oggi non è venuto meno. Il Signore disse a mia moglie: “Sulla tua tavola non mancherà mai un pezzo di pane”, e così è stato. Ogni mese puntualmente per la potenza di Dio, paghiamo l’affitto, e posso dire come Davide: “Il Signore è il mio Pastore e non manco di nulla”.

Fratelli e sorelle non siamo diventati ricchi, ma abbiamo trovato la vera ricchezza che è Gesù Cristo il Figliolo di Dio, Colui che ha dato sè stesso per riscattare la nostra vita, ed a Lui sia la gloria nei secoli dei secoli.
Oggi andiamo avanti sostenuti dalla mano di Dio, Egli ci ha fatto una promessa, non solo a noi , ma a tutti coloro che sono chiamati secondo il suo proponimento, e la manterrà fino alla fine dei tempi. La promessa è questa: “Io non ti lascerò e non ti abbandonerò” (Ebrei 13:5). Egli non è un Dio, Egli è DIO.

Avrei altre cose da raccontare, ma mi voglio fermare qui.

Volevo soltanto dire questo, fratello e sorella, chiunque tu sia, non ti scoraggiare nelle avversità di questa vita, perchè Colui che è in te è più grande di colui che è nel mondo, e io dico Amen!!!

Che Dio vi benedica.

Pace da Tony e Rosalia Quartararo, salvati per grazia in Cristo Gesù.

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