Gesù: “ho questo contro di te: che hai lasciato il tuo primo amore”
Dopo che Paolo scrisse queste parole alla Chiesa di Efeso:
«perché noi siamo fattura di lui, essendo stati creati in Cristo Gesù per le buone opere, le quali Iddio ha innanzi preparate affinché le pratichiamo.» (Efesini 2:10),
Gesù ha ordinato a Giovanni di scrivere anche queste parole all’angelo della Chiesa di Efeso, che era il pastore della comunità (il ministro che conduce una comunità è il pastore – cfr. Apoc. 2:19):
«Ma ho questo contro di te: che hai lasciato il tuo primo amore. Ricordati dunque donde sei caduto, e ravvediti, e fa' le opere di prima; se no, verrò a te, e rimoverò il tuo candelabro dal suo posto, se tu non ti ravvedi.» (Apocalisse 2:4-5)
Iddio mette davanti ai suoi figlioli le opere che devono compiere, e devono essere praticate, perché questa è la sua volontà. Addirittura Gesù gli dice all’angelo della Chiesa di Efeso che se non si fosse ravveduto e non avesse fatto le opere di prima, il suo candelabro sarebbe stato rimosso. Il candelabro rappresenta la Chiesa, quindi si può dire che la Chiesa si sarebbe spenta. Infatti, se il pastore di una comunità non compie opere, vuole dire che la sua fede è morta, è spenta, di conseguenza che mai potrà trasmettere ai santi? Nulla che li tenga in vita, e Gesù glielo ricorda.
Quindi, considerato tali cose, e avuto anche riguardo ai passi delle Scritture di Giacomo 2:14-26 e Matteo 25:41-46, che esortano i santi a compiere ogni tipo di buona opera, al fine di comprendere bene quali opere Iddio voglia che i santi compiano (erroneamente taluni vogliono far intendere che l’unica opera buona da fare sia dare offerte), leggiamo anche quello che scrive l’apostolo Paolo a Timoteo e a Tito, per dare loro ordini sulle cose da compiere sempre nella Chiesa di Efeso e a Creta.
«Sia la vedova iscritta nel catalogo quando non abbia meno di sessant'anni: quando sia stata moglie d'un marito solo, quando sia conosciuta per le sue buone opere: per avere allevato figliuoli, esercitato l'ospitalità, lavato i piedi ai santi, soccorso gli afflitti, concorso ad ogni opera buona.» (1 Timoteo 5:9-10)
«Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile ad insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, affinché l'uomo di Dio sia compiuto, appieno fornito per ogni opera buona.» (2 Timoteo 3:16-17)
«il quale ha dato se stesso per noi affin di riscattarci da ogni iniquità e di purificarsi un popolo suo proprio, zelante nelle opere buone.» (Tito 2:14)
Come si legge, le vedove dovevano essere iscritte nella lista per essere assistite solo se erano conosciute per aver compiute buone opere, e vi è anche una piccola lista, tra le quali aver allevato figlioli, esercitato l’ospitalità, lavato i piedi ai santi (e qui vi dico che la lavanda dei piedi che ha fatto e insegnato Gesù ai discepoli, deve essere compiuta anche da tutti i credenti ancora oggi, non fatevi ingannare da quelli che cercano mille sotterfugi e pretesti per annullare quella buona opera da compiere – cfr. Giov. 13:1-15), soccorso gli afflitti e concorso ad ogni opera buona.
Conoscere le Scritture non deve servire solo ad avere una mera conoscenza di quello che vi è scritto, ma perché la volontà di Dio deve essere messa in pratica, in quanto bisogna essere credenti maturi, facitori della Parola non solo uditori e non soltanto parlatori e basta, ma FACITORI! (cfr. Giac. 1:22)
Il popolo di Dio deve essere zelante nelle opere buone, e abbondare nel compierle.
Cari nel Signore, purtroppo bisogna considerare anche che queste parole scritte ancora da Paolo:
«Fanno professione di conoscere Iddio; ma lo rinnegano con le loro opere, essendo abominevoli, e ribelli, e incapaci di qualsiasi opera buona.» (Tito 1:16),
sono ancora per oggi, infatti ancora oggi ci sono di quelli che sono incapaci di compiere qualsiasi opera buona, sono buoni solo a parlare, e oltre non riescono ad andare, e si scagliano pure contro tutti quelli che compiono le buone opere che Dio richiede di fare. Come dice Paolo, questo tipo di credenti parlano solamente, e con le loro opere, o anche senza compiere opere, rinnegano la verità e di conoscere Iddio, sono abominevoli e ribelli.
Cari nel Signore, come fece Paolo a Tito, anche io vi esorto a ricordare queste cose:
«Ricorda loro che stiano soggetti ai magistrati e alle autorità, che siano ubbidienti, pronti a fare ogni opera buona» (Tito 3:1),
Siate ubbidienti e pronti sempre a compiere ogni opera buona, che non è soltanto quella di dare offerte.
Fedeli e diletti nel Signore, badate a voi stessi, vegliate affinché nessuno vi seduca con vani e manipolatori ragionamenti.
L’amor mio è con tutti voi in Cristo Gesù.
Giuseppe Piredda