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È necessario imparare a gestire, nel signore, anche le aspre contese

Gli apostoli Paolo e Barnaba, dopo aver fatto dei viaggi assieme per annunziare l’Evangelo in vari luoghi, mandati dallo Spirito santo, al momento di intraprendere il loro secondo viaggio evangelistico, hanno fatto nascere tra loro un’aspra contesa, secondo quanto ci racconta Luca:

«E dopo varî giorni, Paolo disse a Barnaba: Torniamo ora a visitare i fratelli in ogni città dove abbiamo annunziato la parola del Signore, per vedere come stanno. Barnaba voleva prender con loro anche Giovanni, detto Marco. Ma Paolo giudicava che non dovessero prendere a compagno colui che si era separato da loro fin dalla Panfilia, e che non era andato con loro all'opera. E ne nacque un'aspra contesa, tanto che si separarono; e Barnaba, preso seco Marco, navigò verso Cipro; ma Paolo, sceltosi Sila, partì, raccomandato dai fratelli alla grazia del Signore.» (Atti 15:36-40)

Da quel fatto, e non è il solo che si può prendere per riflettere, si possono imparare diverse cose, che sono molto utili per i santi, in quanto permettono la meditazione in merito a varie problematiche che avvennero ai tempi degli apostoli ed avere, così, istruzioni importanti per riuscire ad affrontare le questioni che possono scoppiare all’interno delle Chiese di Cristo odierne (cfr Atti 6:1...; Atti 15; Galati 2:11...).

Non bisogna mai dimenticare che anche gli apostoli erano sottoposti alle stesse passioni che noi, come pure tutti gli altri uomini di Dio, perché tutti siamo uomini fatti di carne in cui abita il peccato ed è per questo che Gesù dice che la carne è debole, ed è a causa della debolezza della carne che, sia i servitori di Dio che noi siamo tutti soggetti a cadere in contese e discussioni, come pure avvennero agli apostoli Paolo e Barnaba.

Ora, considerato che queste cose avvenivano in passato e che avvengono ancora oggi, dobbiamo studiarci prima di tutto di pregare per tenere sempre desto il nostro spirito, poi dobbiamo studiare approfonditamente le Scritture sacre, per essere in grado, di volta in volta, di arrivare a prendere le giuste decisioni per risolvere ogni questione che dovesse sorgere.

Nel nostro passo biblico preso in esame, l’aspra contesa portò alla divisione tra i due apostoli Paolo e Barnaba. Il fatto che ci fu un’aspra contesa non ha portato le due parti ad insultarsi, ma si sono semplicemente limitati a separarsi ed ognuno ha intrapreso una propria via per annunziare l’Evangelo. La questione che sorse non riguardava la dottrina, ma solo una scelta di collaboratori, la cui differente e inconciliabile opinione portò alla fine alla separazione tra gli apostoli Paolo e Barnaba. Da quel momento non andarono più ad annunziare l’Evangelo insieme, ma presero strade diverse, pur facendo entrambi un servizio per il Signore simile.

Tutto ciò deve farci riflettere sul fatto che, se talvolta non si riesce a collaborare assieme con qualcuno, non significa che l’altra parte sia dal diavolo e non accetta un certo collaboratore e ne sceglie un altro.

Ci sono cose che portano i credenti a discutere, talvolta anche animatamente, ma non è necessario che si scenda ad insultarsi, a gridarsi contro con vari oltraggi, e neppure accusandosi a vicenda che l’altra parte non è un figliolo di Dio. No, tali cose non devono succedere, ma bisogna stare calmi, riflettere, esaminare le cose che emergono in tutti i loro dettagli, poi prendere le decisioni opportune. Sempre mantenendo la calma, se qualcuno non è d’accordo con la decisione presa, allora può anche separarsi e servire il Signore per altre vie, ma questa separazione è preferibile che non avvenga in modo violento e sgarbato, ma in modo pacifico, cercando di rimanere in pace per quanto sia possibile, benché si intraprendano strade diverse.

Cosa diversa è, invece, quando le strade con dei fratelli si dividono per la commissione di peccati gravi, o perché taluni insegnano dottrine diverse ed eretiche. In questo caso si deve agire con forza e determinazione, bisogna estromettere e isolare quelli che si fanno chiamare fratelli che hanno peccato gravemente, come ad esempio i fornicatori e gli adulteri, i quali non sottomettendosi alla disciplina e non ravvedendosi e non abbandonando il loro peccato, devono, per forza di cose, essere estromessi dalla comunione fraterna della comunità. Per fare questo ci vogliono pastori e anziani costituiti da Dio, perché l’applicazione della disciplina non viene messa in pratica da coloro che sono mercenari e servono il loro proprio ventre.

Cari nel Signore, dico a voi che siete maturi spiritualmente, è venuta l’ora ormai di ritornare alla Parola di Dio e di mettere in pratica tutto quanto vi è scritto, non solo per riempire le sedie dei locali e vantarsi con le altre denominazioni, ma bisogna agire e insegnare tutto il consiglio di Dio per far crescere spiritualmente tutti i santi e portarli verso la perfezione della fede e della condotta, che è Cristo Gesù. È giunta l’ora di leggere e predicare anche su tutti gli scandali e questioni che sono scritte nella Bibbia, perché anche da esse noi abbiamo molte cose da apprendere sulla volontà di Dio. Ricordatevi che i servitori di Dio hanno ricevuto anche autorità da Dio di prendere decisioni che riguardano la disciplina; mentre i seduttori e i mercenari, i quali pensano solo al proprio ventre e alle entrate monetarie, sono privi di autorità, come lo erano gli scribi ai tempi di Gesù, e tutto il popolo che li ascoltava se ne accorgeva, secondo quanto è scritto:

«Ed avvenne che quando Gesù ebbe finiti questi discorsi, le turbe stupivano del suo insegnamento, perch'egli le ammaestrava COME AVENDO AUTORITA’, e non come i loro scribi.» (Matteo 7:28-29)

Cari nel Signore, è venuto il tempo ormai di togliere di mezzo dalle Chiese tutti coloro che amano e vivono nel peccato e non vogliono ravvedersi, ed è venuto soprattutto il tempo di allontanare tutti quei conduttori che non hanno le caratteristiche che è necessario avere secondo la Parola di Dio. Che cosa state aspettando? Le soluzioni a cui si può giungere sono solo due, o i locali di culto vengono epurati da tutti quelli che dicono di essere fratelli ma vivono nel peccato e non ne vogliono sapere di santificarsi, come ad esempio i fornicatori e gli adulteri, oppure se questo è impossibile che avvenga, allora quelli che vogliono vivere piamente in Cristo devono abbandonare tali locali e riunirsi nelle case. Solo così Iddio vi benedirà e vi farà crescere spiritualmente. Iddio non si compiace dei codardi, degli stolti, di tutti coloro che non si impegnano per crescere e perfezionarsi spiritualmente. Badate dunque a ciò che ascoltate e a come vi conducete, perché Iddio vi sta osservando e vi mette alla prova per vedere se amate Lui con tutto il cuore o se avete fatto spazio a compromessi con il mondo e con i servi di Mammona.

Quindi, per concludere questa breve meditazione, fratelli nel Signore vi esorto a riflettere bene sulle varie questioni che tra fratelli possono sorgere, e di valutare bene di che cosa si tratta, perché ci possono essere questioni che sorgono, ma non intaccano la comunione fraterna, e questo può anche far giungere alla divisione; ci sono, invece, altri fatti che possono essere collegati alla condotta scellerata di taluni o alle eresie, e in questi casi la cosa è diversa, se i peccatori o gli eretici non rientrano in sé stessi e non si pentono e non abbandonano la loro condotta o la loro eresia, se non fanno frutti degni di ravvedimento, allora con questi non si può avere alcuna comunione spirituale, e vanno tenuti alla larga dalla comunità e dai membri della Chiesa.

Diletti e fedeli nel Signore, andate avanti, e non scoraggiatevi per quello che succederà, perché sono esperienze che manda il Signore, per provare i vostri cuori e vedere se amate prima di ogni altra cosa il nostro Dio e Signore Gesù di Nazareth, il Cristo di Dio, che è morto per la remissione dei nostri peccati e il terzo giorno è risuscitato. Amen!

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda


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