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Per condannare qualcuno bisogna dimostrare il male che ha fatto

Sta scritto, in merito all’arresto di Gesù, quando fu portato a Pilato affinché fosse giudicato:

«E Pilato diceva loro: Ma pure, che male ha egli fatto? Ma essi gridarono più forte che mai: Crocifiggilo!» (Marco 15:14)

Da quanto scritto in questo passo comprendiamo che le parti in questione sono tre:

- Gesù: che è la persona da giudicare e condannare;

- giudei: gli accusatori;

- Pilato: il giudice che deve giudicare Gesù dalle accuse dei giudei.

Gli accusatori hanno l'obbligo di dimostrare le accuse che muovono contro qualcuno, perché se le accuse non sono provate significa che sono false. Quante volte si assiste al lancio di accuse contro qualcuno senza che siano presentate delle prove? Molte volte, purtroppo. Ma ci sono anche dei casi in cui vengono mosse delle accuse mostrando le prove certe; in questo caso allora il giudizio di condanna sarà giusto e corretto.

Nei casi in cui si chiama a giudizio qualcuno davanti a delle accuse, l'errore non sta nella mera manifestazione dell'accusa, ma semplicemente nell'assenza delle prove; cioè, senza prove certe non si può esprimere un giudizio di condanna su nessuno.

Tutti, prima o poi, ci troveremo a dover giudicare qualcuno, perché è giusto farlo ed è necessario, ma non si può esprimere un giudizio basandosi sull'apparenza, ci vogliono delle prove certe, possibilmente incontrovertibili. Ci possono essere, talvolta, situazioni in cui ci si trovi nella posizione di Pilato, nella posizione del difendere o accettare le accuse che vengono mosse contro qualche fratello. Ebbene, fratelli nel Signore, sappiate che qualora non difendiate la verità e non chiediate le prove certe delle accuse che vengono mosse contro qualcuno, voi sarete esattamente come Pilato, né più né meno, sarete considerati degli ingiusti. Non bisogna tenere conto degli interessi e importanza della parte accusatrice, ma solo delle prove delle accuse mosse contro gli accusati, solo così si potrà esprimere un giusto giudizio.

Pertanto, cari nel Signore, badate dunque a come ragionate e a come ascoltate, prima di esprimere un giudizio contro qualcuno perché Dio non si compiace degli stolti (cfr. Matteo 25:1-13 - parabola delle 10 vergini).

Giuseppe Piredda


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