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Meditazione inviata dal fratello Giacinto Butindaro agli iscritti della mailing list "La Buona guerra".

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Il giudizio a venire.

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La Bibbia dice che "Iddio giudicherà il giusto e l'empio poiché v'è un tempo per il giudicio di qualsivoglia azione e, nel luogo fissato, sarà giudicata ogni opera" (Eccl. 3:17) ed anche: "Poiché Dio farà venire in giudizio ogni opera, tutto ciò ch'è occulto, sia bene, sia male" (Eccl. 12:16).

Dunque sia i giusti che gli empi saranno sottoposti al giudizio; ma c'è una differenza tra i due giudizi, perché il giudizio dei giusti non sarà un giudizio di condanna appunto perché essi sono dei giusti, ossia perché sono stati giustificati mediante la fede, e per essi non c'è condanna secondo che è scritto: "Non v'è dunque ora alcuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù" (Rom. 8:1). Essi certamente compariranno davanti al tribunale di Dio, ma non per essere condannati ma per essere retribuiti secondo quel che avranno operato mentre erano nel loro corpo. Paolo lo dice questo ai Corinzi quando dice: "Poiché dobbiamo tutti comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione delle cose fatte quand'era nel corpo, secondo quel che avrà operato, o bene, o male" (2 Cor. 5:10) e ai Romani quando dice: "Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? E anche tu, perché disprezzi il tuo fratello? Poiché tutti compariremo davanti al tribunale di Dio; infatti sta scritto: Com'io vivo, dice il Signore, ogni ginocchio si piegherà davanti a me, ed ogni lingua darà gloria a Dio.

Così dunque ciascun di noi renderà conto di se stesso a Dio" (Rom. 14:10-12). I giusti hanno sì la vita eterna ma è giusto che per tutto il loro operato siano giudicati e ottengano il premio che meritano in base alla loro fatica. Per loro dunque non è previsto nessun giudizio di condanna perché Gesù disse: "In verità, in verità io vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita" (Giov. 5:24).

Il giudizio di condanna invece è previsto e prestabilito per gli empi, sia quelli vissuti prima della venuta di Cristo che dopo. Di questo altro giudizio ne parlò Gesù Cristo quando disse: "Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché se in Tiro e Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute fra voi, già da gran tempo si sarebbero pentite, con cilicio e cenere. E però vi dichiaro che nel giorno del giudizio la sorte di Tiro e di Sidone sarà più tollerabile della vostra. E tu, o Capernaum, sarai tu forse innalzata fino al cielo? No, tu scenderai fino nell'Ades. Perché se in Sodoma fossero state fatte le opere potenti compiute in te, ella sarebbe durata fino ad oggi.
E però, io lo dichiaro, nel giorno del giudizio la sorte del paese di Sodoma sarà più tollerabile della tua" (Matt. 11:21-24) e anche quando disse: "La regina del Mezzodì risusciterà nel giudizio con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché ella venne dalle estremità della terra per udir la sapienza di Salomone; ed ecco qui v'è più che Salomone.
I Niniviti risusciteranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno; perché essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco qui v'è più che Giona" (Luca 11:31-32).

Anche Paolo ne parlò quando disse che nel giorno dell'ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio, Dio renderà a quelli che sono contenziosi e non ubbidiscono alla verità ma ubbidiscono all'ingiustizia, ira e indignazione (cfr. Rom. 2:7-8).

Così come ne parlò anche Giovanni che in visione vide le cose come andranno in quel giorno. Ecco le sue parole: "Poi vidi un gran trono bianco e Colui che vi sedeva sopra, dalla cui presenza fuggiron terra e cielo; e non fu più trovato posto per loro. E vidi i morti, grandi e piccoli, che stavan ritti davanti al trono; ed i libri furono aperti; e un altro libro fu aperto, che è il libro della vita; e i morti furon giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le opere loro. E il mare rese i morti ch'erano in esso; e la morte e l'Ades resero i loro morti, ed essi furon giudicati, ciascuno secondo le sue opere. E la morte e l'Ades furon gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè, lo stagno di fuoco. E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco" (Apoc. 20:11-15).

Un'altra differenza tra i due giudizi è il tempo in cui avverranno, perché quello dei giusti avverrà al ritorno di Cristo quando i giusti risorgeranno in resurrezione di vita (cfr. Luca 14:14), mentre quello degli empi avverrà alla fine del millennio quando tutti gli empi risorgeranno in resurrezione di giudizio.


La grazia del Signore sia con i santi
Giacinto Butindaro.
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