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Una riflessione sul saluto di Giovanni

Nella sua seconda epistola, Giovanni saluta i santi a cui scrive in questa maniera:

«grazia, misericordia, pace saran con noi da Dio Padre e da Gesù Cristo, il Figliuolo del Padre, in verità e in carità» (2 Giovanni 3)

Cari fratelli e sorelle nel Signore, ho posto alla vostra particolare attenzione che, in quel saluto, Giovanni scrive in modo da far risaltare la netta distinzione tra Dio Padre ed il Suo Figliolo Gesù Cristo. Con quel saluto, Giovanni manifesta il suo desiderio che sia la grazia, che la misericordia e la pace stessero con loro, e che tali cose provengono dal Padre e dal Signore Gesù Cristo, quindi da entrambi, considerandoli due persone distinte l’una dall’altra. Infatti, dicendo che tali cose saranno con loro da “Dio Padre e da Gesù Cristo, il Figliolo del Padre”, Giovanni ci spinge a comprendere che i due non sono una sola persona, altrimenti non avrebbe potuto scrivere in quella maniera.

Le sacre Scritture in moltissimi passi viene evidenziato che il Padre è una persona distinta dal Suo Figliolo Gesù Cristo, ed entrambi sono viventi ed operanti contemporaneamente, ed insieme allo Spirito santo formano un solo e vero Dio. C’è un solo Dio, com’è scritto, ma altresì sta scritto che esistono e vivono ed operano contemporaneamente sia il Padre, che il Figlio e lo Spirito santo. Ognuno dei tre ha una sua vita e personalità propria.

Quindi, ribadiamo che è dalla somma della Parola che apprendiamo che il Padre, il Figliolo e lo Spirito santo sono tre persone distinte esistenti contemporaneamente, ma nello stesso tempo formano un solo e vero Iddio.

Pertanto, dire che c’è un solo Dio è corretto, ma lo è pure dire che il Padre non è il Figliolo e non è neppure lo Spirito santo, perché i tre sono persone distinte l’una dall’altra. Come possa essere che “i Tre sono Uno” per ora non ci è dato capire, rientra tra le cose che sono imperscrutabili, e per capire tutto abbiamo davanti a noi l’eternità, quindi bisogna avere pazienza ed aspettare i tempi di Dio, che non sono i nostri.

Delle cose imperscrutabili Gesù ne parla in questa maniera a Nicodemo:

«Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come crederete se vi parlerò delle cose celesti?» (Giovanni 3:12)

Le cose imperscrutabili escludono ogni possibilità di essere indagate a fondo, non possono essere comprese dalla mente umana, sono impenetrabili, inconoscibili, non possono essere spiegate; perciò diventa chiaro che alcune cose della Parola vanno credute così come sono scritte e basta. Ed i TRE SONO UNO (Trinità) è una di quelle.

Ad esempio, non si deve mettere in discussione che Dio abbia creato tutto dal nulla, solo per il fatto che non si comprende come ciò sia potuto avvenire. Così vale pure per le altre cose che non si riescono a capire col proprio intelletto, il fatto che non si capiscano non devono essere respinte o rigettate, come pure fa parte il fatto che I TRE SONO UNO (Trinità).

Taluni mettono in discussione ciò che NON comprendono con il loro limitato intelletto umano, e così fanno alcuni con “i TRE sono UNO”, forzando il raggiungimento di certe conclusioni, anche assurde, per renderle più umane e comprensibili all’intelletto umano, sacrificando al dio “mente umana” in tal modo il corretto significato di molti passi delle Scritture.

Dunque, i credenti sono chiamati a discernere quando incontrano nella Parola di Dio dei concetti che sono imperscrutabili, per poterli accettare così come sono e basta, senza forzature sconvenienti.

Per avere minimamente idea di cosa voglia dire sentir parlare di cose imperscrutabili, leggete le domande che l’Eterno fece a Giobbe, e cercate di rispondere voi. Ora, se non ci riuscite a rispondere a quelle domande che l’Eterno ha fatto ad un uomo, allora perché non credete alle cose imperscrutabili così come sono esposte nella Scrittura?

Cari nel Signore, vi faccio questi discorsi affinché giungiate a riflettere e non siate sospinti fuori dalla via della Verità, perché molti sono i cianciatori e seduttori di menti che ci sono in mezzo alla Chiesa di Gesù Cristo, e bisogna imparare a riconoscere chi dice la verità da chi dice menzogne, e stare lontani dai seduttori di menti.

Nessuno vi seduca con vani e manipolatori ragionamenti.

Giuseppe Piredda


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