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Gesù fece questa domanda a coloro che lo ascoltavano, tra i quali vi erano molti nemici che cercavano un pretesto per accusarlo e per ucciderlo:
Con quella domanda, oltre a porre in evidenza il fatto che il Cristo di Dio fosse superiore a Davide, Gesù fa notare anche quest’altra cosa importante: “Il Signore dice al mio Signore”; tale frase deve intendersi per forza che i due “Signori” citati siano due persone distinte l’una dall’altra; il primo è il Padre, il secondo è Gesù Cristo, Suo Figliolo.
Che il Padre ed il Figliolo siano due persone distinte e separate, anche se formano un solo e vero Dio insieme allo Spirito santo, è ripreso anche dagli apostoli e, parlando della potenza di Dio Padre, Paolo scrive, tra le altre cose, queste parole:
Da ciò che abbiamo letto, comprendiamo che è stato il Padre a risuscitare Gesù, poi lo ha fatto sedere alla sua destra.
Ora leggete anche quello che vide il martire Stefano, a testimonianza di quello che hanno detto Gesù ed anche Paolo, che conferma che le cose stanno proprio così effettivamente:
Il Figlio di Dio, Gesù Cristo, fu visto da Stefano alla destra del Padre, quindi quello che disse Davide nei salmi e che Gesù ha citato, è realmente avvenuto esattamente com’è scritto nella Parola di Dio.
I passi che affermano che Gesù è alla destra del Padre sono innumerevoli, e questo ne denota quanto sia importante che noi cristiani lo venissimo a sapere, e tutti quei passi vogliono dire esattamente quello che letteralmente dicono e che Stefano ha visto quando i cieli si aprirono davanti ai suoi occhi.
Dunque, quei passi che vi ho riportato sopra, più numerosi altri, dimostrano che Gesù non è la stessa persona del Padre, quindi neppure il Padre è la stessa persona di Gesù, perché sono due persone distinte l’una dall’altra, ma al contempo sono UNO stesso Dio, secondo quanto Gesù dice:
Cari fratelli nel Signore, per quanto è scritto nella Parola di Dio, ed ho accennato qualche passo sopra, dovete sapere che bisogna credere per forza che ci siano due persone distinte, il Padre ed il Figliolo, e che nello stesso tempo sono anche UNO stesso Dio.
Quella unità tra i TRE (il Padre, il Figlio e lo Spirito santo) è perfetta.
Nel passo della preghiera sacerdotale di Gesù, il Suo desiderio e la Sua richiesta a Dio Padre è stata che anche tutti i santi della Chiesa giungessero ad essere uno, infatti è scritto:
La parola “Trinità” non è scritta nella Parola di Dio, ma il concetto che tale parola esprime è presente in molti passi della Scrittura, ed il non crederci e non accettarli apre degli spiragli al sopraggiungere di maggiori dubbi e incomprensioni di molti passi, i quali sono molto più distruttivi del non capire bene e profondamente come mai i TRE possano essere contemporaneamente UNO.
I profeti, Gesù e gli apostoli credevano nelle TRE PERSONE DISTINTE tra di loro, quindi, anche noi oggi dobbiamo credere le stesse cose che credettero loro. Il fatto di non capire perfettamente come ciò possa essere, non può cambiare la realtà delle cose che stanno scritte, la verità rimane verità anche se uno non la capisce fino in fondo. Ora conosciamo in parte e la nostra comprensione è limitata, e noi dobbiamo su diverse cose limitarci a credere che le cose stiano esattamente come sono scritte, anche se non le comprendiamo, dobbiamo credere per mezzo della fede, e nel passo che definisce cosa sia la fede sta scritto:
Cari fratelli e sorelle nel Signore, voi non intendete la Trinità? Oltre a ciò, io vi domando se intendete come Dio abbia fatto a creare tutte le cose dal nulla? E sono tante le cose simili a quella che per mezzo della fede tutti noi figlioli di Dio crediamo.
Quindi, fondamentalmente, il credere o no alla dottrina della Trinità, cioè che I TRE SONO UNO, non è una semplice carenza di comprensione temporanea, ma una mancanza di fede nella Parola di Dio. Chi dubita, sta dubitando di ciò che è scritto nella Parola di Dio. Ci sono molte cose della Scrittura che vanno accettate per fede, benché non siano state capite fino in fondo.
Gli increduli possono giungere anche a capire qualcosa ch’è scritta nella Bibbia, ma non ci credono col cuore, ed è questo che conta più di tutti: LA FEDE!
Pertanto, diletti e fedeli nel Signore, badate bene a quello che leggete e a ciò che credete, perché è importante avere fede in ciò che si legge, bisogna credere a tutto quello che sta scritto, non solo a quello che si capisce. Verrà poi il momento che il Signore ci farà capire ogni cosa, ma fino ad allora siamo chiamati a credere a ciò che sta scritto per fede.
Nessuno vi seduca con vani e manipolatori ragionamenti.
Giuseppe Piredda