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Per la sola volontà di Dio, solo il rimanente d’Israele sarà salvato

La dottrina della predestinazione è molto avversata dai peccatori del mondo, ma anche in ambito evangelico non è accettata da tutti, e ci sono quelli che la contrastano. Essenzialmente, la predestinazione è la porta che si chiude sulla salvezza per grazia mediante la fede, e ciò non dipende dall’uomo ma da Dio. Invece, ci sono di quelli che vogliono far dipendere la salvezza dall’uomo, è lui che con il suo libero arbitrio, in altre parole nella sua sovranità, è libero di decidere se venire salvato oppure no. Uno dei passi che viene utilizzato maggiormente da coloro che non vogliono credere che sia Dio che predetermini tutte le cose, compresa la salvezza di ogni uomo e, di conseguenza, si rifiutano volontariamente di credere che pure l’indurimento dei cuori di quei vasi d’ira che Iddio ha preparato per la perdizione sia compiuto da Dio (cfr. Rom. 9:22).

Il passo che viene preso maggiormente per andare contro la dottrina che la salvezza dipende solo da Dio e non dall’uomo, è il seguente:

Dio «vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità» (1 Tim. 2:4).

Secondo i difensori della sovranità dell’uomo su quella di Dio, intendono quel passo come se Dio non avesse predestinato nessuno ad andare in perdizione, ma tutti gli uomini hanno la stessa possibilità e libertà di credere e di essere salvati, indistintamente, quindi la salvezza dipende solo da loro se lo vogliono oppure no. Ma le cose non stanno come insegnano quei tali, perché, per fare subito un esempio, tra tutti quegli uomini che, secondo loro, sono liberi di essere salvati, bisogna prima di tutto escludere sia l’anticristo che il falso profeta, perché di loro è scritto, quindi è una cosa già prestabilita da Dio, che andranno in perdizione, saranno gettati nello stagno di fuoco e di zolfo (cfr. Apoc. 19:20), e a nulla possono valere tutte le esortazioni che gli saranno fatte per poter essere in grado di ereditare la vita eterna. 

Non soltanto Iddio ha predeterminato la fine dell’anticristo e del falso profeta, i quali devono ancora manifestarsi, ma per il tramite del profeta Isaia, che ha citato anche Paolo, a riguardo del popolo di Israele, l’Eterno ha detto:

«Quand’anche il numero de’ figliuoli d’Israele fosse come la rena del mare, IL RIMANENTE SOLO SARÀ SALVATO; perché il Signore eseguirà la sua parola sulla terra, in modo definitivo e reciso.» (Rom. 9:27-28).

Cari nel Signore, esaminando attentamente quel passo appena riportato, voglio che poniate bene mente a ciò che leggete, perché in esso è chiaramente detto che non importa quanto numeroso possa essere il popolo d’Israele nelle varie epoche storiche, solo una parte di esso sarà salvato, non tutti quanti, dunque, non tutti gli ebrei hanno la possibilità di essere salvati, perché Iddio ha predeterminato che solo “il rimanente di esso sarà salvato”. Ciò è un decreto di Dio immutabile!

Tali parole citate da Paolo, prese dal Profeta Isaia (cfr. Is. 10:20-23) parlano di un decreto di Dio, di qualcosa che Iddio ha stabilito che così avvenga, e nulla può modificare ciò che Dio ha già prestabilito innanzi che le cose avvengano.

Dove sta l’errore, dal punto di vista biblico, nel dire che Iddio ha prestabilito già ab antico coloro che devono essere salvati e quelli che invece non vuole che siano salvati? Se ciò è confermato dalle Scritture in numerosissimi passi della Scrittura, perché ci sono ancora degli uomini che dicono di essere discepoli di Gesù Cristo, che contrastano tale dottrina della piena e totale sovranità di Dio? Secondo quei tali, la sovranità di Dio deve lasciare il posto alla sovranità dell’uomo. È Dio che regna su tutto il suo creato, e non l’uomo!

L’Apostolo Paolo parlando della storia di Elia ha scritto queste parole:

«Iddio non ha reietto il suo popolo, che ha preconosciuto. Non sapete voi quel che la Scrittura dice, nella storia d'Elia? Com'egli ricorre a Dio contro Israele, dicendo: Signore, hanno ucciso i tuoi profeti, hanno demoliti i tuoi altari, e io son rimasto solo, e cercano la mia vita? Ma che gli rispose la voce divina? Mi son riserbato settemila uomini, che non han piegato il ginocchio davanti a Baal. E così anche nel tempo presente, v'è un residuo secondo l'elezione della grazia.» (Romani 11:2-5)

Dunque, Iddio si è riservato un residuo di ebrei affinché siano salvati, e dice che se li è riservati Lui, ed ha fatto in modo che non piegassero le loro ginocchia a Baal. E dice pure che ciò non era valido solo ai tempi del Profeta Isaia, ma anche ai tempi di Paolo, ed io vi dico che ciò vale ancora ai tempi di oggi, è qualcosa che avrà validità fino al ritorno del Signore nostro Gesù Cristo. Ricordate fratelli, solo un residuo d’Israele sarà salvato, anche se fossero numerosi come la rena del mare.

Per tutte quelle cose dette, pertanto, non si può asserire che il passo riportato sopra scritto da Paolo a Timoteo, significa che Dio voglia salvare indistintamente tutti gli uomini, perché non è così come intendono dire quei tali che vogliono soverchiare la sovranità di Dio con quella dell’uomo, perché abbiamo innanzi dimostrato che Iddio opera attivamente in modo da non salvare tutto il popolo d’Israele, ma solo un residuo, un piccolo resto. L’opera che Dio compie verso quella parte del popolo d’Israele che Egli non vuole che siano salvati, lo si legge anche in queste altre parole scritte da Paolo:

«Sono stati indurati, secondo che è scritto: Iddio ha dato loro uno spirito di stordimento, degli occhi per non vedere e degli orecchi per non udire, fino a questo giorno» (Romani 11:8)

Quindi, lo ripeto anche in questo scritto, e lo ripeterò sempre fino a quando Iddio me ne darà la possibilità di farlo, le parole di Paolo scritte a Timoteo che sono riportate all’inizio di questo scritto, non hanno il significato che Dio vuole salvare ogni persona indistintamente, perché abbiamo parlato del fatto che Dio ha stabilito che non vuole che tutta Israele si converta, ma solo un residuo, quindi quelle parole vogliono dire che Iddio vuole che siano salvate persone di ogni tribù, popolo, lingua e nazione, come ci ricordano le quattro creature ed i ventiquattro anziani, facendo in modo che i lettori pongano mente a quelle parole:

«Tu sei degno di prendere il libro e d’aprirne i suggelli, perché sei stato immolato e hai comprato a Dio, col tuo sangue, GENTE D’OGNI TRIBÙ E LINGUA E POPOLO E NAZIONE, e ne hai fatto per il nostro Dio un regno e de’ sacerdoti; e regneranno sulla terra” (Apocalisse 5:9-10).

Per ciò che è stato detto finora in questo scritto, sono confermate, dunque, le parole che Dio fa misericordia a chi vuole, ed anche compie l’opera di indurare chi vuole (cfr. Rom. 9:18).

Non esiste, dunque, nessuna sovranità dell’uomo, ma vige solo la sovranità di Dio, perché è Lui che ha decretato ogni cosa, prima della fondazione del mondo, ed ha deciso chi deve essere salvato e chi no, e non per la sua preconoscenza, come dicono taluni, perché se così fosse, la salvezza dipenderebbe non da Dio ma dalle opere dell’uomo, e sarebbe meritata, ma ciò è escluso, e Paolo ce lo spiega con queste parole:

«Non solo; ma anche a Rebecca avvenne la medesima cosa quand'ebbe concepito da uno stesso uomo, vale a dire Isacco nostro padre, due gemelli; poiché, prima che fossero nati e che avessero fatto alcun che di bene o di male, affinché rimanesse fermo il proponimento dell'elezione di Dio, che dipende non dalle opere ma dalla volontà di colui che chiama, le fu detto: Il maggiore servirà al minore; secondo che è scritto: Ho amato Giacobbe, ma ho odiato Esaù.» (Romani 9:10-13)

Perciò, Iddio non scelse Giacobbe anziché Esaù perché vide anticipatamente le loro opere, assolutamente no, ma com’è scritto, Iddio scelse colui che volle scegliere, in base al proprio proponimento dell’elezione di Dio, e non è dipeso assolutamente dalla volontà di Giacobbe, una tale cose è esclusa categoricamente da quei passi riportati.

Errano dunque grandemente coloro che contrastano la sovranità di Dio, per spostare l’ago della dipendenza della salvezza da Dio alla volontà dell’uomo, perché le cose non stanno così. In questo mio breve scritto vi ho solo citato alcuni dei passaggi biblici, ma ce ne sono molti altri, diversi altri ragionamenti tratti dalle Scritture sono stati fatti, e tutti confermano chiaramente che è Dio per la sua esclusiva volontà che salva, non dipende per nulla dall’uomo, né dalla preconoscenza di Dio, ma dipende solamente dalla volontà di Dio che ha misericordia di chi vuole e indura chi vuole. Che piaccia oppure no agli uomini, il vasaio, che è Dio e noi siamo l’argilla, fa i vasi come vuole Lui, senza che nessuno gli possa dire perché li facesti così? (cfr. Rom. 9:20-21)

Diletti e fedeli nel Signore, badate dunque a come ascoltate, badate di non cadere in errore e di patteggiare per quelli che sono contro la sovranità di Dio, per dare il regno all’uomo al di sopra di Dio, perché questo è il peccato del diavolo, ed è grave, ed io desidero che nessun figliolo di Dio possa rimanere nell’errore. Badate, inoltre, che nessuno vi seduca con vani e manipolatori ragionamenti.

Giuseppe Piredda


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