Home > Temi caldi > Predestinazione > Il proponimento dell'elezione di Dio  

Il proponimento dell'elezione di Dio e l'esempio di Esaù e Giacobbe

Il proponimento dell'elezione di Dio è la decisione che il Signore ha preso in sé stesso di salvare una certa parte degli uomini, Giudei e Gentili (cfr. Rom. 11), iscrivendo i loro nomi nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, e tagliando fuori dal poter ottenere la salvezza coloro che non sono stati iscritti in quel libro, secondo quanto è scritto:

«Benedetto sia l'Iddio e Padre del nostro Signor Gesù Cristo, il quale ci ha benedetti d'ogni benedizione spirituale ne' luoghi celesti in Cristo, siccome in lui ci ha eletti, prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi ed irreprensibili dinanzi a lui nell'amore, avendoci predestinati ad essere adottati, per mezzo di Gesù Cristo, come suoi figliuoli, secondo il beneplacito della sua volontà» (Efesini 1:3-5).

E ancora, Giovanni ha scritto:

«E tutti gli abitanti della terra i cui nomi non sono scritti fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell'Agnello che è stato immolato, l'adoreranno.» (Apocalisse 13:8)

Iddio è il vasaio, gli uomini sono tutti dei vasi, che Egli plasma e ne fa quello che vuole e li ha creati e li crea tutti in conformità dei suoi disegni, e qualsiasi lamentela che un vaso possa avanzare contro Dio, non servirà a niente, non cambierà lo stato delle cose che il Signore nella sua Sovranità ha già decretato, che ha fatto, che fa e che farà, secondo quanto ci ha scritto l’Apostolo Paolo:

«Piuttosto, o uomo, chi sei tu che replichi a Dio? La cosa formata dirà essa a colui che la formò: Perché mi facesti così? Il vasaio non ha egli potestà sull'argilla, da trarre dalla stessa massa un vaso per uso nobile, e un altro per uso ignobile? E che v'è mai da replicare se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta longanimità de' vasi d'ira preparati per la perdizione, ...? (Romani 9:20-22)

Vedete fratelli, Paolo ha scritto che ci sono dei vasi che Dio ha creato e crea appositamente per la perdizione, quindi, che si può fare contro la volontà di Dio? È l’uomo più forte di Dio da potergli fermare la mano e dirgli: che stai facendo? O: perché hai fatto le cose in questo modo?

Iddio fa quello che vuole e quando vuole, e nessuno può replicare niente contro il Signore Iddio, e rimane sempre valido ciò che il Signore ha decreato:

«Così dunque Egli fa misericordia a chi vuole, e indura chi vuole.» (Romani 9:18)

Se quello è il decreto di Dio immutabile, e l’uomo non può modificarlo né può in alcun modo muovere delle lamentele contro Dio, e se lo fa pecca, ed infatti tutti coloro che sono contrari alla dottrina della predestinazione, ben presente e spiegata nella Scrittura, e gridano che è dal diavolo, peccano gravemente contro la SOVRANITA’ di Dio, perché si oppongono al fatto che Dio regna, ed è come se non volessero che Dio regnasse su tutto il suo creato compreso sopra gli uomini, ma vorrebbero che fosse l’uomo a regnare su sé stesso almeno. Quelli che si oppongono a Dio sono credenti ignoranti, che si rifiutano di studiare come stanno realmente le cose scritte nella Parola di Dio, leggono solo alcuni pochi versetti come fa comodo a loro, e ne tralasciano centinaia di altri che dimostrano che il proponimento dell’elezione di Dio è perfettamente confermato dalla somma della Parola di Dio; poi, quei tali che si ergono al di sopra della volontà di Dio, mostrano di essere orgogliosi, perché in sostanza asseriscono che nessuno si può imporre sulla loro volontà, neppure Iddio. Infatti li sentite dire spesso: “Iddio non forza nessuno a credere”, e altre cose del genere, che non sono assolutamente vere, perché è Dio che vince ogni resistenza nel cuore malvagio e corrotto del peccato e lo salva, mediante la rigenerazione dello Spirito santo.

Quindi, coloro che sono nati di nuovo e sono stati salvati per grazia, mediante la fede in Gesù Cristo il Figliolo di Dio, devono ringraziare Iddio perché Egli li ha iscritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, ed ha decretato da tempo che fossero salvati. Tuttavia, per completezza di trattazione dell’argomento, affinché non ci siano persone che s’illudano, è scritto anche che dal libro della vita si può essere cancellati, di conseguenza la salvezza si può perdere, e non è biblica la dottrina che molti insegnano che dice “una volta salvati si rimane sempre salvati”, essa è una dottrina distruttiva, molto pericolosa, che porta i credenti a non essere sospinti a santificarsi, a fare il bene e a perseverare nella fede sino alla fine, e fanno di tutto per non soffrire a causa del mondo e diventano esattamente come loro, perciò non esitano ad arricchirsi ingiustamente e a mentire ogni volta che ne hanno necessità.

A dimostrazione che dal libro della vita si può essere cancellati, leggiamo questi passi riportati dalla Bibbia:

«Chi vince sarà così vestito di vesti bianche, ed io non cancellerò il suo nome dal libro della vita, e confesserò il suo nome nel cospetto del Padre mio e nel cospetto dei suoi angeli.» (Apoc. 3:5)

«Mosè dunque tornò all'Eterno e disse: 'Ahimè, questo popolo ha commesso un gran peccato, e s'è fatto un dio d'oro; nondimeno, perdona ora il loro peccato! Se no, deh, cancellami dal tuo libro che hai scritto!' E l'Eterno rispose a Mosè: 'Colui che ha peccato contro di me, quello cancellerò dal mio libro!» (Esodo 32:31-33)

Quindi, per riassumere quanto detto finora, si può essere salvati da Dio solo se si è scritti nel libro della vita, ma anche chi è scritto in esso, deve perseverare nella fede sino alla fine, perché c’è la necessità di dover vincere, di arrivare sino alla fine conservando nel proprio cuore la fede in Dio ed in Gesù Cristo, perché chi non persevera perde la salvezza, non ottiene la vittoria finale.

Ora, prendiamo dei casi specifici di cui la Scrittura parla, prendiamo ciò che è scritto dei fratelli Esaù e Giacobbe:

«Non solo; ma anche a Rebecca avvenne la medesima cosa quand'ebbe concepito da uno stesso uomo, vale a dire Isacco nostro padre, due gemelli; poiché, prima che fossero nati e che avessero fatto alcun che di bene o di male, affinché rimanesse fermo il proponimento dell'elezione di Dio, che dipende non dalle opere ma dalla volontà di colui che chiama, le fu detto: Il maggiore servirà al minore; secondo che è scritto: Ho amato Giacobbe, ma ho odiato Esaù.» (Romani 9:10-13)

Come si legge in quel passo, secondo il proponimento dell’elezione di Dio, che fa dipendere la salvezza non dalle opere che compiono gli uomini, ma dalla volontà esclusiva di Colui che chiama a salvezza, che è l’Iddio Onnipotente, leggiamo che sta scritto che Egli ha amato Giacobbe ed odiato Esaù, ha fatto misericordia ad uno ed ha indurito l’altro, come gli è piaciuto fare, e come ha determinato di fare, e ciò non è dipeso da niente di esterno da Lui che avesse potuto in qualche modo influenzare la sua elezione. La scelta di Giacobbe anziché di Esaù è l’esempio preciso di cosa voglia dire il proponimento dell’elezione di Dio.

Purtroppo, non sono pochi coloro che si oppongono a quel passo e non vogliono assolutamente accettare ciò che la Scrittura insegna a riguardo della predestinazione, cioè che la salvezza non dipende assolutamente dall'uomo, ma dipende solo ed esclusivamente da Dio che fa misericordia a chi vuole e indura chi vuole (vgs. Rom. 9:18).

Perciò, diletti e fedeli nel Signore, dovete sapere che ciò che conta è solo quello che sta scritto nella Parola dell’Iddio vivente e vero, mentre le cose che credono e insegnano coloro che avversano la predestinazione e la salvezza per sola grazia di Dio, la quale nella Bibbia è insegnato che essa esclude completamente la partecipazione della volontà dell'uomo, sono da rigettare, perché non è una dottrina biblica, e la menzogna non fa bene alla Chiesa, anzi, è deleteria e sposta la lancetta verso l’uomo facendo dipendere la salvezza dall’uomo e non esclusivamente da Dio, contrariamente a quanto abbiamo finora dimostrato ed avendone citato anche l’esempio di Esaù e Giacobbe.

Cari nel Signore, badate dunque a come ascoltate e a chi andate dietro, e badate che nessuno vi seduca con vani e manipolatori ragionamenti.

Giuseppe Piredda


Vai ad inizio pagina.