Home > Temi caldi > Predestinazione > Saulo da Tarso, da persecutore a perseguitato per elezione di Dio  

Saulo da Tarso, da persecutore a perseguitato per elezione di Dio

La Scrittura la prima volta che parla di Saulo da Tarso è nell'occasione in cui è stato ucciso dai Giudei il martire Stefano. Ecco cosa scrive Luca:

«Ma essi, gettando di gran gridi, si turarono gli orecchi, e tutti insieme si avventarono sopra lui; e cacciatolo fuor della città, si diedero a lapidarlo; e i testimoni deposero le loro vesti ai piedi di un giovane, chiamato Saulo.» (Atti 7:57-58)

Saulo era d'accordo con coloro che uccisero Stefano, anzi, diventò da lì a breve uno dei maggiori persecutori della Chiesa di Gesù Cristo, secondo quanto è scritto:

«E Saulo era consenziente all'uccisione di lui. E vi fu in quel tempo una gran persecuzione contro la chiesa che era in Gerusalemme. Tutti furon dispersi per le contrade della Giudea e della Samaria, salvo gli apostoli. E degli uomini timorati seppellirono Stefano e fecero gran cordoglio di lui. Ma Saulo devastava la chiesa, entrando di casa in casa; e trattine uomini e donne, li metteva in prigione....

Or Saulo, tuttora spirante minaccia e strage contro i discepoli del Signore, venne al sommo sacerdote, e gli chiese delle lettere per le sinagoghe di Damasco, affinché, se ne trovasse di quelli che seguivano la nuova via, uomini e donne, li potesse menar legati a Gerusalemme.» (Atti 8:1-3, 9:1-2)

Quei passi ci fanno capire qual era il cuore di Saulo prima di essere salvato e a cosa mirava, di certo non si intravede nessuno spiraglio che potesse far pensare che aveva una qualche intenzione di credere che Gesù fosse il Messia promesso da Dio e annunziato dai Profeti.

Ma quando venne il tempo stabilito da Dio anche per lui, e si incamminò verso la via di Damasco, accadde questo, che viene raccontato più volte da Luca nei fatti apostolici:

«E mentre era in cammino, avvenne che, avvicinandosi a Damasco, di subito una luce dal cielo gli sfolgorò d'intorno. Ed essendo caduto in terra, udì una voce che gli diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Ed egli disse: Chi sei, Signore? E il Signore: Io son Gesù che tu perseguiti; ma lèvati, entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare.» (Atti 9:3-6)

«Or avvenne che mentre ero in cammino e mi avvicinavo a Damasco, sul mezzogiorno, di subito dal cielo mi folgoreggiò d'intorno una gran luce. Caddi in terra, e udii una voce che mi disse: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? E io risposi: Chi sei, Signore? Ed egli mi disse: Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti. Or coloro ch'erano meco, videro ben la luce, ma non udirono la voce di colui che mi parlava. E io dissi: Signore, che debbo fare? E il Signore mi disse: Lèvati, va' a Damasco, e quivi ti saranno dette tutte le cose che t'è ordinato di fare.» (Atti 22:6-10)

«Quant'è a me, avevo sì pensato anch'io di dover fare molte cose contro il nome di Gesù il Nazareno. E questo difatti feci a Gerusalemme; e avutane facoltà dai capi sacerdoti serrai nelle prigioni molti de' santi; e quando erano messi a morte, io detti il mio voto. E spesse volte, per tutte le sinagoghe li costrinsi con pene a bestemmiare; e infuriato oltremodo contro di loro, li perseguitai fino nelle città straniere. Il che facendo, come andavo a Damasco con potere e commissione de' capi sacerdoti, io vidi, o re, per cammino a mezzo giorno, una luce dal cielo, più risplendente del sole, la quale lampeggiò intorno a me ed a coloro che viaggiavan meco. Ed essendo noi tutti caduti in terra, udii una voce che mi disse in lingua ebraica: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Ei t'è duro di ricalcitrar contro gli stimoli. E io dissi: Chi sei tu, Signore? E il Signore rispose: Io son Gesù, che tu perseguiti. Ma lèvati, e sta' in piè; perché per questo ti sono apparito: per stabilirti ministro e testimone delle cose che tu hai vedute, e di quelle per le quali ti apparirò ancora, liberandoti da questo popolo e dai Gentili, ai quali io ti mando per aprir loro gli occhi, onde si convertano dalle tenebre alla luce e dalla potestà di Satana a Dio, e ricevano, per la fede in me, la remissione dei peccati e la loro parte d'eredità fra i santificati.» (Atti 26:9-18)

Cari nel Signore, giudicate da voi stessi da persone savie che siete, considerate bene ciò che accadde a Saulo, perché egli era pienamente convinto di fare la volontà di Dio nel perseguitare la Chiesa di Gesù Cristo, anche se lo ha fatto nella sua ignoranza, ma ci ha messo tutta la sua volontà, ma Iddio per lui aveva preparato altri piani, un altro disegno, e quando era sulla via di Damasco lo ha salvato, e lo ha rigenerato spiritualmente, quando gli apparve Gesù. Non solo è stato salvato, ma è stato pure scelto da Dio come ministro dell'Evangelo e gli è stato dato l’incarico di annunziare l'Evangelo di Gesù Cristo, in modo particolare ai Gentili.

Si è adempiuta la Parola scritta da Salomone che dice:

«Ci sono molti disegni nel cuor dell'uomo, ma il piano dell'Eterno è quello che sussiste.» (Prov. 19:21)

Saulo pianificava di distruggere la Chiesa di Gesù Cristo, invece si è adempiuto il piano dell'Eterno verso di lui, salvandolo e stabilendolo come ministro dell'Evangelo. Iddio non si piega ai desideri e ai disegni del cuore degli uomini, se questi sono contrari alla Sua volontà, e nel caso di Saulo, anche se i suoi desideri erano chiaramente contrari a Dio e alla Sua Chiesa, Gesù gli è apparso sulla via di Damasco e lo ha salvato, non perché lui stesse cercando la salvezza, e neppure la verità, anzi, egli pensava di averla già la verità, che era per lui la Legge di Mosè, infatti era Fariseo quanto alla Legge, ma quando Gesù gli apparve capì e si convertì al Signore, e da persecutore che era, diventò perseguitato a cagione del nome di Gesù Cristo. Avvenne in quella maniera perché Iddio lo aveva ELETTO fin dalla fondazione del mondo, come leggiamo dalle parole che Gesù rivolse ad Anania:

«Ma il Signore gli disse: Va', perché egli è uno strumento che ho eletto per portare il mio nome davanti ai Gentili, ed ai re, ed ai figliuoli d'Israele; poiché io gli mostrerò quante cose debba patire per il mio nome.» (Atti 9:15-16)

Ai santi della Galazia, Paolo scrisse di sé queste parole:

«Difatti voi avete udito quale sia stata la mia condotta nel passato, quando ero nel giudaismo; come perseguitavo a tutto potere la Chiesa di Dio e la devastavo, e mi segnalavo nel giudaismo più di molti della mia età fra i miei connazionali, essendo estremamente zelante delle tradizioni dei miei padri. Ma quando Iddio, che m'aveva appartato fin dal seno di mia madre e m'ha chiamato mediante la sua grazia, si compiacque di rivelare in me il suo Figliuolo perch'io lo annunziassi fra i Gentili» (Gal. 1:13-16)

Vedete, cari nel Signore, da quanto abbiamo fin qui letto dei passi che riguardano Saulo da Tarso, comprendiamo chiaramente che Egli fu ELETTO A SALVEZZA e fu pure appartato dal seno di sua madre per annunziare l'Evangelo di Gesù Cristo ai Gentili, e ciò non è avvenuto perché lo voleva Saulo, ma avvenne tutto ciò solo perché era il disegno di Dio. Anche il Profeta Geremia ci insegna che i passi dell'uomo li dirige Iddio, e non è l'uomo che può fare niente se non è volontà di Dio:

«O Eterno, io so che la via dell'uomo non è in suo potere, e che non è in poter dell'uomo che cammina il dirigere i suoi passi.» (Ger. 10:23)

Dunque, ciò che ci dice Geremia ci conferma che l'uomo non può assolutamente scegliere la via che deve percorrere, non ne ha il potere di farlo, non può dirigere i suoi passi, ma è l'Eterno che indirizza i passi di tutti gli uomini, come Egli vuole e come ha già stabilito da tempo, ed è accaduto a Saulo proprio ciò che Geremia ha scritto.

Diletti e fedeli nel Signore, sappiate e prendete coscienza del fatto che anche voi siete stati scelti da Dio, non siete voi che avete scelto il Signore, ma è Lui che ha scelto voi. Quindi, avendoci Egli eletti a salvezza, abbiamo l'obbligo di ringraziarlo e di dargli tutta la gloria, l'onore e la lode, perché a Lui appartengono nei secoli dei secoli. Amen!

Giuseppe Piredda


Vai ad inizio pagina.