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Perché Faraone aveva il cuore duro?

La risposta alla domanda la dà la Parola di Dio in maniera molto chiara, senza lasciare alcun dubbio:

«Ma l’Eterno indurò il cuore di Faraone, ed egli non volle lasciarli andare» (Esodo 10:27)

Benché in alcuni passi è scritto che Faraone indurì il suo cuore, come in questo:

«E il cuore di Faraone s’indurò, ed egli NON diè ascolto a Mosè e ad Aaronne, come l’Eterno avea detto» (Esodo 7:13)

pure sappiamo che è Dio che ha indurato il cuore a Faraone.

Dunque, sono confermate le parole di Paolo scritte ai romani dove dice che IDDIO “FA MISERICORDIA A CHI VUOLE, E INDURA CHI VUOLE” (Romani 9:18).

Ora, esaminando attentamente il passo di Esodo 10:27, vediamo che è composto da queste due parti:

1 – “Ma l’Eterno indurò il cuore di Faraone”;

2 – “egli non volle lasciarli andare”.

La prima parte ci dice che Dio opera in modo da indurare il cuore di Faraone, ma la seconda parte dice che Faraone non volle lasciarli andare. Dunque, sono indicate due volontà, quella di Dio e quella di Faraone.

Ora, se noi troviamo scritta la seconda parte da sola senza la prima in alcuni passaggi, ciò non vuol dire che che Dio non abbia operato l’induramento nel cuore di Faraone, ma è stato solo omesso di scriverlo, perché è dalla somma della Parola è verità che noi lo intendiamo. Da notare anche che la volontà maggiore delle due, tra Dio e quella di Faraone, naturalmente è quella di Dio e non quella di Faraone.

Pertanto, lo stesso ragionamento lo si deve fare fare ogni qualvolta nella Scrittura si parli della volontà dell’uomo, essa è sempre subordinata alla volontà di Dio, e non viceversa. Con il libero arbitrio si arriva a dire che la volontà di Dio dipende da quella dell’uomo, cioè Iddio non può salvare senza la volontà dell’uomo, cosa che non è assolutamente possibile che avvenga in tale maniera. Un tale errato pensiero può nascere solamente da chi non ha ben capito chi è Dio, o peggio, non lo ha conosciuto e ancora giace nei suoi falli e nei suoi peccati.

Non si può dunque annullare la predestinazione citando alcuni passaggi che fanno riferimento in qualche modo alla volontà dell’uomo.

Ancora, per quanto è stato citato e per tutto ciò che è scritto nella Parola di Dio, comprendiamo e giungiamo alla conclusione che la salvezza del peccatore, quindi, NON DIPENDE da chi vuole essere salvato, ma solo ed esclusivamente da Dio, che ha stabilito chi dovrà essere salvato è chi no, già prima della fondazione del mondo, infatti è scritto:

«a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio; a quelli, cioè, che credono nel suo nome; i quali non son nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma son nati da Dio» (Giovanni 1:12,13)

La nuova nascita è possibile e ricevuta dagli uomini peccatori soltanto per la ESCLUSIVA volontà di Dio, e non anche per la volontà d’uomo.

Hanno un grande è impossibile lavoro da fare coloro che vogliono annullare la predestinazione, perché di essa se ne parla dal primo libro della Bibbia fino all’ultimo.

Cari nel Signore, non fatevi sedurre dai seduttori di menti e da vani ragionamenti, non dovete dare ascolto alle chiacchiere di questo tipo:

”se fosse così come dite voi, Dio non è giusto”, o anche ”non siamo dei burattini nelle mani di Dio”;

perché Iddio non è ingiusto ed Egli fa quello che vuole, Egli è il vasaio e fa dei vasi quello che vuole, non sono i vasi che impongono a Dio quello che deve fare (cfr Romani 9:21).

Fratelli, sappiate che se volete credere che la salvezza sia per grazia, il dono di Dio e non per meriti personali, non potete asserire che la salvezza l’ha voluta l’uomo, facendola così dipendere dall’uomo e non da Dio per grazia.

Qualcuno potrebbe domandarsi: credere nella predestinazione oppure no, può far perdere la salvezza? Ma la questione che pongo loro è questa: ”per quale motivo volete rifiutarvi di crederci?” Forse per fare piacere al vostro pastore sviato dalla verità o alla vostra denominazione massonizzata? State attenti a non offendere Iddio e a non disprezzare le Sue Parole scritte, perché Egli non si compiace dei codardi né degli stolti, e a suo tempo riceverete quello che vi meritate.

Giuseppe Piredda


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