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Fratelli e sorelle nel Signore, purtroppo dobbiamo ancora registrare con le nostre parole il fatto che oggi in molte denominazioni e chiese evangeliche viene tollerato o incoraggiato addirittura il risposarsi dopo il divorzio anche se il primo coniuge è ancora in vita.
Passare a seconde nozze quando il primo coniuge è ancora in vita, secondo le Scritture è una situazione di peccato davanti a Dio, è ADULTERIO, e gli adulteri non erediteranno la vita eterna, secondo quanto ha scritto l’apostolo Paolo:
Ora leggiamo altre parole che ha scritto l’apostolo Paolo, a conferma del fatto che il legame matrimoniale può essere sciolto esclusivamente con la morte dell’altro coniuge:
Da quelle parole si comprende che l’unica cosa che SCIOGLIE il legame matrimoniale è la morte dell’altro coniuge.
L’apostolo Paolo, continuando a scrivere nella stessa epistola, raffigura l’ottenimento della salvezza per mezzo della morte in Cristo, con lo scioglimento dal legame matrimoniale con la morte del coniuge:
Quindi, quando si nasce di nuovo e si viene salvati si diviene morti alla legge di Mosè mediante il corpo di Cristo che è morto sulla croce; similmente si viene sciolti dal legame matrimoniale soltanto con la morte dell’altro coniuge. In tal modo, Paolo ha assomigliato lo scioglimento del legame matrimoniale, con lo scioglimento dell’uomo dalla schiavità della legge di Mosè, i quali entrambi avvengono solo in seguito ad una morte, il primo per la morte dell’altro coniuge, il secondo per la morte di Cristo Gesù.
Considerato ciò, se si insegnasse che la donna o l’uomo sposato può in certi casi passare a nuove nozze, anche se l’altro coniuge è ancora in vita, sarebbe come dire che ci potrebbe essere UNA SALVEZZA che non è strettamente legata alla morte di Cristo Gesù, ma questo noi sappiamo bene che non è assolutamente possibile, perché tutti coloro che vengono salvati lo sono soltanto a motivo del fatto che Cristo Gesù è morto sulla croce ed ha sparso il suo sangue.
Quindi, alla luce di quanto abbiamo detto, passiamo ora a spiegare quanto è scritto in altri passaggi biblici:
Pertanto, cacciando via la moglie, la si fa essere adultera, anche se non ha commesso effettivamente adulterio e chi sposa colei che è stata mandata via commette adulterio.
E ancora:
Qui sta scritto che commette adulterio anche chi manda via la moglie e ne sposa un’altra.
Questo ultimo passaggio biblico viene preso da taluni per giustificare le seconde nozze nel caso in cui il coniuge commetta adulterio. Ma leggiamo cosa compresero i discepoli di Gesù dopo che il Maestro pronunciò quelle parole:
Abbiamo letto che i discepoli compresero che con quelle parole Gesù voleva introdurre il fatto che il legame matrimoniale non poteva in alcun modo essere sciolto, neppure a cagione di fornicazione, a differenza di quanto era insegnato nella legge di Mosè, la quale permetteva di mandare via la moglie.
Ora andiamo a leggere cosa scrisse Paolo ai santi che erano in Corinto, in particolare le parole rivolte ai CONIUGI:
Vedete, ancora abbiamo letto una esortazione alle coppie sposate che non si dividano, e qualora si dovessereo dividere, vengono esortati A NON RI-SPOSARSI.
Quindi, queste sono le cose che le Scritture insegnano, e così dobbiamo credere e tali cose dobbiamo a nostra volta insegnare agli altri.
Pertanto, esorto tutti voi che siete sposati due volte anche se il vostro primo coniuge è ancora vivo, a ravvedervi e a chiedere perdono a Dio per il vostro peccato di adulterio, perché siete davanti a Dio e agli uomini in una situazione di PECCATO. A motivo di ciò voi ADULTERI dovete chiedere perdono e misericordia a Dio, affinché Egli vi perdoni questo peccato.
Inoltre, voglio rammentarvi che coloro che sono passati a seconde nozze, con la prima moglie ancora in vita, anche se vengono perdonati da Dio, non possono assumere gli uffici di Anziano e di Diacono, perché per assumere tali uffici è necessario essere sposati con un coniuge in vita soltanto.
Non importa se siete stati sedotti e vi hanno ingannato, da quando vi siete sposati con il vostro secondo coniuge, voi vi trovate in una situazione di peccato di adulterio, non avete vegliato e non siete stati avveduti. Se vi pentite e vi ravvedete davanti a Dio potete essere perdonati, ma non potete assumere incarichi nella comunità, perché non siete di buona testimonianza, né per i fratelli, né per quelli del mondo.
Siate dunque mansueti e sottomettetevi a Dio, non opponetevi alle conseguenze dovute alle vostre azioni sbagliate, non ribellatevi a Dio.
Che Dio benedica il suo popolo e lo preservi da ogni male.
Giuseppe Piredda