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Saremo rapiti sulle nuvole ad incontrare il Signore nell'aria

Nelle sacre Scritture leggiamo queste parole:

«E allora apparirà nel cielo il segno del Figliuol dell’uomo; ed allora tutte le tribù della terra faranno cordoglio, e vedranno il Figliuol dell’uomo venir sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria. E manderà i suoi angeli con gran suono di tromba a radunare i suoi eletti dai quattro venti, dall’un capo all’altro de’ cieli.» (Matteo 24:30-31)

La prima cosa che si nota è che quando il Signore tornerà, tutte le tribù della terra lo vedranno, dice TUTTE LO VEDRANNO, quindi non avverrà come di nascosto, in segreto, come taluni erroneamente insegnano.

Quando il Signore starà tornando, manderà i suoi santi angeli a raccogliere gli eletti, di cui quelli che sono morti risusciteranno i primi, poi quelli ancora vivi, in un attimo verranno trasformati e rivestiti del loro corpo glorioso e, insieme, saranno rapiti ed andranno ad incontrare il Signore nell’aria.

«perché il Signore stesso, con potente grido, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo risusciteranno i primi; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insiem con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre col Signore. Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole.» (1 Tessalonicesi 4:16-18)

Sempre l’apostolo Paolo della venuta del Signore e del rapimento dei santi ne parla in questa maniera nella seconda epistola ai Tessalonicesi:

«Or, fratelli, circa la venuta del Signor nostro Gesù Cristo e il nostro adunamento con lui, vi preghiamo di non lasciarvi così presto travolgere la mente, né turbare sia da ispirazioni, sia da discorsi, sia da qualche epistola data come nostra, quasi che il giorno del Signore fosse imminente. Nessuno vi tragga in errore in alcuna maniera; poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia e non sia stato manifestato l’uomo del peccato, il figliuolo della perdizione, l’avversario, colui che s’innalza sopra tutto quello che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e dicendo ch’egli è Dio.» (2 Tessalonicesi 2:1-4)

Paolo parla dell’adunamento dei santi col Signore e della venuta del Signore, e dice che avverranno “IN QUEL GIORNO”, quindi da ciò comprendiamo che sia il rapimento dei santi che la venuta del Signore avverrà IN UNO STESSO GIORNO.

Poi Paolo dice anche che prima del ritorno del Signore devono avverarsi due particolari segni, senza la cui manifestazione non avverrà il ritorno del Signore. Questi due segni sono la venuta dell’apostasia nella Chiesa, che consiste nell’abbandonare Iddio per seguire un uomo, una organizzazione o qualunque cosa che non sia il vero Dio Onnipotente, e oggi ne possiamo vedere il suo principio in mezzo alla Chiesa di Dio. Il secondo segno è la amnifestazione dell’uomo del peccato, che si siederà nel Tempio di Dio, quello in Gerusalemme, che dovrà ancora essere ricostruito, e dirà che egli è dio.

Da notare che ancora il Tempio di Gerusalemme ancora non è stato costruito, quindi non può ancora manifestarsi il secondo segno, e di conseguenza il ritorno del Signore NON E’ IMMINENTE, non è alle porte, come erroneamente taluni dicono e insegnano, perché non conoscono la verità della Parola di Dio, ma insegnano cose che sono solo precetti e vedute particolari d’uomini.

Quell’empio, uomo del peccato, sarà annientato dalla venuta del Signore, come sta scritto:

«E allora sarà manifestato l’empio, che il Signor Gesù distruggerà col soffio della sua bocca, e annienterà con l’apparizione della sua venuta.» (2 Tessalonicesi 2:8)

«E vidi la bestia e i re della terra e i loro eserciti radunati per muover guerra a colui che cavalcava il cavallo e all’esercito suo. E la bestia fu presa, e con lei fu preso il falso profeta che avea fatto i miracoli davanti a lei, coi quali aveva sedotto quelli che aveano preso il marchio della bestia e quelli che adoravano la sua immagine. Ambedue furon gettati vivi nello stagno ardente di fuoco e di zolfo. E il rimanente fu ucciso con la spada che usciva dalla bocca di colui che cavalcava il cavallo; e tutti gli uccelli si satollarono delle loro carni.» (Apocalisse 19:19-21)

Al ritorno del Signore, la bestia, l’empio, l’uomo del peccato sarà preso e gettato nello stagno di fuoco e di zolfo.

«I suoi piedi si poseranno in quel giorno sul monte degli Ulivi ch’è dirimpetto a Gerusalemme a levante, e il monte degli Ulivi si spaccherà per il mezzo, da levante a ponente, sì da formare una gran valle, e metà del monte si ritirerà verso settentrione, e l’altra metà verso mezzogiorno.» (Zaccaria 14:4)

Gesù al suo ritorno poserà i suoi piedi per prima sul monte degli ulivi che sta a Gerusalemme.

Quindi, riassumendo ciò che abbiamo detto, il Signore quando sta venendo sulla terra manderà i suoi angeli a raccogliere i santi, quelli risuscitati e quelli ancora che saranno viventi; questi si aduneranno con il Signore nell’aria, e dal punto in cui sono giunti a congiungersi col Signore nell’aria, torneranno insieme a Lui e giungeranno sulla terra, e con Lui regneranno mille anni.

Tutto avverrà in un giorno, e non in più giorno come taluni falsi dottori dicono.

Tra le cose che avverranno in quel giorno ci sarà quella che la bestia e il falso profeta saranno gettati nello stagno di fuoco e di zolfo. E da quel momento inizia il regno millenniale.

Chi ha orecchie oda ciò che la Parola di Dio dice alle chiese.

Giuseppe Piredda


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