Nota 17. alla lettera quindicesima di Roma Papale 1882
Abbiamo detto nel testo che i Gesuiti raccolsero centomila scudi romani per riabbellire e rimodernare l' altar maggiore della Chiesa del Gesù. Dobbiamo però a questo proposito svelare un aneddoto che noi conosciamo molto bene.
I Gesuiti nel fare quell' altare volean fare una cosa che superasse ogni immaginazione e vi riuscirono. Il Signor Paolo Rolli zoofilo e farmacista alla Madonna dei Monti possedeva un grosso pezzo informe di murra. La murra, come ognun sa, è quella sostanza preziosa, la cui natura è poco conosciuta, colla quale si facevano alcune preziosissime tazze per gli imperatori romani, nel tempo del gran lusso romano. I Gesuiti, invogliatisi di quel tesoro senza prezzo, esaminarono la pietra e gettarono alcuni dubbi sul valore intrinseco di essa, dicendo che temevano con fondamento che fosse guasta dentro. Mandarono poi alcuni archeologi affigliati, i quali persuasero al Rolli che dentro era tutta guasta, e lo consigliarono ad offrirla ai Gesuiti che forse l'avrebbero comprata. Il buon Rolli credè ingannare i Gesuiti, ma fu egli l' ingannato: essi comperarono per sole cento doppie romane, poco più di duemila franchi, quell'oggetto inestimabile, lo segarono in piccole lastre, ed incrostarono con esse tutto il davanti dell' altare.