Nota 1. alla lettera quindicesima di Roma Papale 1882
Chiunque è un poco iniziato nelle ecclesiastiche istorie, sa in qual modo agivano gli antichi Gesuiti. Il famoso fallimento del P. Valletta, i Gesuiti condannati a morte dappertutto per cospirazioni contro i sovrani, le immense loro ricchezze, ed il dominio che avevano in tutte le corti, sono fatti talmente patenti, che ci vuole una superlativa ignoranza nella storia per negarli. I Gesuiti allora agivano scopertamente; e mentre ogni re aveva uno di essi per confessore, un altro per predicatore, altri Gesuiti cospiravano contro la sua vita, e gli usurpavano i dominii.
Basta leggere le lettere che il venerabile vescovo Palafox scriveva al papa sulle iniquità de' Gesuiti nel Messico, per conoscere chi erano, e come agivano questi santi religiosi. Noi non citiamo le accuse che gl'increduli han fatte ai Gesuiti; esse possono essere esagerate: ma quelle fatte dagli uomini i più cattolici, ed i più rispettabili, come possono non credersi?
Abbiamo sotto gli occhi un "memoriale presentato al re di Spagna a' 26 novembre 1652 da un religioso di S. Francesco, per la difesa della riputazione, dignità, e persona dell' illustrissimo e reverendissimo D.
Bernardino De Cardenas, vescovo del Paraguai nelle Indie occidentali, consigliere ec., contro i religiosi della compagnia di Gesù," stampato in italiano a Lugano nel 1760. I fatti più orribili allegati contro i Gesuiti sono in esso confermati con deposizioni giuridiche firmate da più di duecento testimoni. In quel memoriale è provato che i Gesuiti furono amici del vescovo, fino a che questi li lasciò fare; ma quando volle fare la visita episcopale, essi, temendo che i loro imbrogli fossero scoperti, si sollevarono contro di lui: incominciarono a predicare agl'Indiani che il Cardenas non era vescovo legittimo. Poscia, per agire più efficacemente, comperarono il governatore spagnuolo D. Gregorio de Hinestrosa con trentamila scudi, acciò, sotto qualche pretesto sparisse l'importuno vescovo.
Per dare un aiuto più efficace al governatore, levarono un esercito di 800 Indiani, capitanati da sette Gesuiti: e per allarmare gl'Indiani contro il santo vescovo, predicavano che la visita che il vescovo voleva fare consisteva di andare nelle case, cercarvi per sè e suoi preti le femmine che fossero state di loro soddisfazione, e prenderle. La gesuitica armata assediò il vescovo nella sua chiesa, ne forzò le porte, e lo avrebbe strappato dall'altare, se questi non avesse estratto dal tabernacolo il sagramento, e non se ne fosse armato. Gl'Indiani e gli Spagnuoli non ebbero allora il coraggio di toccarlo, con gran disappuntamento de' reverendi padri.
Allora il governatore, stimolato dai Gesuiti, fece un decreto di esilio contro il vescovo, dichiarò la sede vacante, ed i Gesuiti fecero vicario capitolare un canonico, che per il suo idiotismo era stato dispensato dal coro. Allora presero il vescovo, e legato sopra una barchetta lo lasciarono in balìa della corrente del rapidissimo fiume, tenendolo certamente per morto. Ma Dio lo salvò, e lo fece approdare più morto che vivo ad ottanta leghe di distanza nella città di Lascorrientes, nella diocesi di Buenosaires.
Dopo alcuni anni, ritornato per ordine del vice-re il vescovo nella sua cattedrale, i Gesuiti dichiararono cattedrale la loro chiesa; ed il nuovo governatere D. Diego di Escobar andò ad assediarlo nella chiesa.
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