|
|
Nota 12. alla lettera dodicesima di Roma Papale 1882
Per il sepolcro nella Cappella Paolina si fa un altare provvisorio, posto in mezzo alla cappella: un'alta e graziosa gradinata parte dall'altare e s'innalza a grande altezza: i gradini sono pieni di alti candellieri con grossi cerei. Nel centro della gradinata vi è una preziosa urna sepolcrale tutta fatta di cristallo di rocca, ed ornata di metalli dorati; là dentro si pone l'ostia chiusa in calice, come in sepolcro, e si chiude l'urna con chiave che si porta via. In qualche paese si usa consegnare la chiave del sepolcro a qualche personaggio benemerito della chiesa; ed egli lo ritiene per un grande onore.
In tutte le chiese di Roma si fanno questi sepolcri, e si gareggia in lusso, specialmente di fiori. Le chiese che più si distinguono per ricchezza e sfarzo nel sepolcro sono S. Antonino dei Portoghesi, San Silvestro in capite, la chiesa delle monache di Torre dei specchi, la quale per quella circostanza è tutta coperta con un parato di paglia, così ben lavorato che le mura della chiesa sembrano d'oro.