Nota 3. alla lettera prima di Roma Papale 1882
Il libro degli esercizi di S. Ignazio fu scritto in spagnuolo nel 1522; e, dopo di essere stato per ventisei anni nascosto, fu pubblicato in Roma nel 1548. Papa Paolo III lo approvò. Il P. Ludovico da Ponte assicura che Dio rivelò a S. Ignazio quel libro, e che la S. Vergine lo aiutò a scriverlo, e gliene diede la intelligenza. Un secolo dopo, Costantino Gaetano, monaco Benedettino, pubblicò un libro nel quale provò che il libro degli esercizi si S. Ignazio non solo non era rivelato da Dio, ma non era neppure opera di S. Ignazio; che quel libro era opera di un altro Benedettino per nome Grazia Cisneros, e che S. Ignazio era stato un plagiario.
L'audacia del Benedettino fu eccessiva: quand'anche avesse avuto ragioni da vendere, egli aveva torto; perchè due papi avevano parlato in senso contrario. Paolo III approvando il libro degli esercizi aveva detto ch'esso era di S. Ignazio; e Gregorio XV aveva detto lo stesso. I Benedettini, per non attirare sopra loro le ire de' papi e de' Gesuiti già potenti, in un capitolo generale che tennero in Ravenna nel 1644, condannarono il libro del loro confratello. Ed affinchè la questione non avesse più a rinnuovarsi, papa Innocenzo X fece mettere nel Breviario romano che quel libro è veramente di S. Ignazio.
Il celebre teologo Domenicano Melchiore Cano nel 1553 aveva denunziato quel libro all'arcivescovo di Toledo, come pieno di errori, e ne domandava la condanna; ma non riuscì nell'intento.
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