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Contro il piercing

Con la parola Piercing o body piercing (dall'inglese to pierce, "perforare") si indica la pratica di forare alcune parti superficiali del corpo allo scopo di introdurre oggetti in metallo (talvolta ornati con pietre preziose), osso, pietra o altro materiale, quale ornamento o pratica rituale.

Le principali parti del corpo assoggettate a questa pratica sono i lobi delle orecchie, sopracciglia, nel naso, labbra, lingua e in altre parti particolari.

I principali motivi che spingono a compiere tale pratica, che a volte sono i medesimi del tatuaggio, possono essere i più svariati e possono includere motivi religiosi, spiritualità, moda, tradizione, conformismo ed altro. Molte volte è un segno di ribellione e di anticonformismo alle norme sociali tradizionali, contro le convenzioni e aspettative della società.

Il termine viene talvolta utilizzato impropriamente anche per definire la pratica del play piercing o needle play o "piercing temporaneo", che consiste nel forare parti del corpo temporaneamente, in connessione a pratiche particolari rituali/religiose, così com’era in uso, ad esempio, presso gli Aztechi (un aspetto assai celebre e cruento della cultura azteca è la pratica del sacrificio umano, che, secondo le credenze azteche, era necessario per sfamare e placare gli dei. I grandi sacerdoti si richiamavano al mito delle origini, dove si afferma che gli dèi, dopo l'avvento del Quinto Sole (poiché, secondo questo popolo, il mondo era stato creato cinque volte e distrutto quattro, ogni epoca era chiamata "Sole") si erano dovuti sacrificare gettandosi nel fuoco, così gli uomini erano tenuti a seguire il loro esempio per mantenere vivi il calore, la luce e il movimento del sole. Fonti degli Tlaxcaltecas, i principali nemici degli Aztechi ai tempi della conquista spagnola, affermano che alcuni di loro consideravano un grande onore l'essere sacrificati. Naturalmente la maggior parte delle vittime veniva uccisa con la forza (vedi sotto). In una leggenda, il guerriero Tlahuicole fu liberato dagli Aztechi, ma egli tornò indietro per morire con onore nel sacrificio rituale. I Tlaxcaltecas, del resto, praticavano a loro volta il sacrificio umano sui guerrieri aztechi catturati). [Tratto da Wikipedia]

I figlioli dell’Iddio vivente e vero, devono guardarsi dal bucarsi le parti del corpo, perché lo danneggiano, ed esso è il Tempio dello Spirito santo, secondo quanto l’Apostolo Paolo ha scritto ai santi di Corinto:

«E non sapete voi che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Poiché foste comprati a prezzo; glorificate dunque Dio nel vostro corpo.» (1 Cor. 6:19-20)

Quindi, essendo che il corpo ci è dato da Dio e siamo stati comprati a prezzo del sangue di Gesù Cristo, non apparteniamo a noi stessi, ma a Dio, di conseguenza con il nostro corpo dobbiamo dare gloria a Dio, non danneggiarlo, non bisogna causargli nessun buco per addobbarlo con vile metallo o altri materiali.

Ai santi di Tessalonica l’Apostolo Paolo ha scritto, a proposito di come dev’essere tenuto il proprio corpo:

«Perché questa è la volontà di Dio: che vi santifichiate, che v'asteniate dalla fornicazione, che ciascun di voi sappia possedere il proprio corpo in santità ed onore, non dandosi a passioni di concupiscenza come fanno i pagani i quali non conoscono Iddio» (1 Tess. 4:3-5).

Cari nel Signore, vedete dunque come Iddio si dà pensiero anche del nostro corpo, non solo della nostra anima, non lo dobbiamo trattare come fanno quelli del mondo, i quali agiscono in quel modo perché non conoscono Dio, anzi, molte volte agiscono per ribellione contro Dio ed essendo schiavi del maligno e vinti dal peccato, la loro ribellione è principalmente contro Dio, facendo ciò che non gli è gradito, anche contro il loro stesso corpo. I credenti non devono seguire l’andazzo del mondo (cfr. Efes. 2:2).

Anche nella Legge sta scritto che sul corpo non bisogna stamparsi niente, nessun segno, quindi non si devono fare neppure dei buchi, secondo quanto è scritto: “Non vi farete incisioni nella carne per un morto, né vi stamperete segni addosso. Io sono l'Eterno” (Lev. 19:28), tanto meno si deve bucare per appenderci qualcosa.

Il popolo di Dio è santo, perciò si deve santificare, e la santificazione comprende pure come viene trattato il proprio corpo, che è il tempio dello Spirito santo.

Essendo tale pratica contraria alla volontà di Dio, essa in taluni viene anche punita da Dio in modo specifico, infatti i piercing sono fattori che possono far ammalare le persone, e pure in modo molto grave.

Tale pratica, quindi, non solo è vietata da Dio perché è un comportamento ribelle contro di Lui, ma è anche pericoloso per la salute, e facendosi il piercing si dimostra di essere anche degli stolti, che disprezzano la loro stessa vita.

Pertanto, un’attenta riflessione sulla questione, partendo da quanto vi ho esposto in questo mio breve scritto, farà in modo che i credenti comprendano che devono stare molto lontani dal compiere una tale pratica.

Diletti e fedeli nel Signore, badate dunque a come ascoltate e badate che nessuno vi seduca con vani e manipolatori ragionamenti.

Giuseppe Piredda


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Testimonianza di Roberto Zuniga, ex prete cattolico in America del Sud < Indice "La Buona Guerra" > Contro l' aborto