L’Apostolo Paolo nell’areopago di Atene predicò, tra le altre cose, anche queste parole:
Quindi, che Dio ha fissato un giorno nel quale giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo di Gesù Cristo, si deve predicare anche a coloro che devono ravvedersi e credere nell’Evangelo di Gesù Cristo, oltre che a ricordarlo ai santi.
Tutti gli uomini saranno giudicati, sia i giusti che gli ingiusti, con delle differenze tra le due categorie di persone:
Coloro che sono chiamati i giusti, perché sono stati giustificati da Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, non riceveranno un giudizio di condanna, perché sta scritto che “Non v’è dunque ora alcuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù” (Rom. 8:1), e si presenteranno di fronte al Tribunale di Gesù Cristo (cfr. 2Cor. 5:10) per ricevere la retribuzione delle cose che saranno state fatte quand’erano nel corpo (cfr. Rom. 14:10-12). Perciò, i giusti benché abbiano la vita eterna, saranno comunque giudicati anch’essi, perché sia dato loro il premio meritato in base alla loro fatica. Non ci sarà su di loro alcuna condanna (cfr. Giov. 5:24). Il momento in cui ci sarà il giudizio dei giusti, sarà al momento della loro resurrezione dai morti, che avverrà alla venuta del Signore Gesù Cristo, all’inizio del millennio (cfr. Luca 14:14; Apoc. 20:4).
Gli empi, gli increduli, ed anche gli ex credenti che hanno creduto solo per un tempo e si sono sviati e/o hanno rinnegato il Signore Gesù Cristo e la verità, invece dei giusti, riceveranno un giudizio di condanna, di cui Gesù ne ha parlato in diverse situazioni (cfr. Matt. 11:21-24; Luca 11:31-32). A riguardo del giudizio degli uomini empi, l’Apostolo Paolo ne ha parlato anche nella sua epistola indirizzata ai Romani: “il quale renderà a ciascuno secondo le sue opere: vita eterna a quelli che con la perseveranza nel bene oprare cercano gloria e onore e immortalità; ma a quelli che son contenziosi e non ubbidiscono alla verità ma ubbidiscono alla ingiustizia, ira e indignazione.” (Rom. 2:6-8).
Quindi, cari nel Signore, ricordatevi sempre anche del fatto che ci sarà un giudizio finale, al tempo stabilito da Dio, e secondo quanto ha scritto Giovanni in Apocalisse, il giudizio degli empi avverrà dopo la risurrezione degli ingiusti, alla fine del regno millenario che Gesù Cristo alla sua venuta in gloria istituirà sulla terra, durante il quale regnerà la pace e la giustizia.
Ecco cosa scrive Giovanni a proposito del giudizio degli empi che dovrà avvenire:
Quelli i cui nomi non saranno trovati scritti nel libro della vita saranno gettati nello stagno di fuoco e di zolfo, e tra quei nomi che non si troveranno scritti, ci saranno anche quelli che sono stati cancellati dal libro della vita (cfr. Apoc. 3:5), i quali hanno creduto solo per un tempo (cfr. Luca 8:13), ma è venuto un momento in cui hanno cessato di credere.
Il criterio del giudizio che verrà utilizzato per giudicare tutte le persone, sia nel giudizio dei santi che in quello di condanna degli empi, sarà basato sulle azioni che le persone avranno compiute in vita su questa terra, e voi sapete bene, cari nel Signore, che le opere di un uomo dipendono dalla fede che ha nel Signore Gesù Cristo e nella Somma della Parola di Dio, perché Giacomo ha scritto queste cose:
Quindi, il giudizio di Dio si baserà sulle opere, ed esse sono il frutto della fede, la conseguenza della fede che uno ha nel Signore Gesù Cristo, ed è importante morire avendo fede, perché bisogna perseverare nella fede sino alla fine, e se un credente non persevera nella fede, ma smette di credere, allora rientra tra quelli i cui nomi saranno stati cancellati dal libro della vita e saranno giudicati per essere condannati con gli empi che non hanno mai creduto. È per quel motivo che nella Parola di Dio ci sono molte esortazioni a perseverare nella fede sino alla fine, perché è solo perseverando nella fede che si eredita il Regno di Dio.
Quindi, i giusti vivranno in pace e gioia nella nuova creazione di Dio (cfr. Apoc. 21), mentre gli ingiusti saranno condannati a vivere per l’eternità nello stagno di fuoco e di zolfo, dove saranno tormentati giorno e notte, per sempre (cfr. Apoc. 20:10, 14-15), e non ci sarà pace per loro.
Pertanto, cari nel Signore, vi ricordo queste cose affinché le teniate sempre bene a mente, e le possiate anche annunziare agli increduli, come fece Paolo ad Atene, e ricordatevi sempre che nel giudizio di Dio viene espressa chiaramente la Giustizia di Dio e contemporaneamente la Sua sovranità su tutto il suo creato, compreso sopra tutti gli uomini.
A Dio, giusto giudice, vanno date la gloria, l’onore e la lode, perché a Lui appartengono nei secoli dei secoli. Amen!
Chi ha orecchie da udire oda.
Giuseppe Piredda
