L'ABBONDANZA SERVE A SUPPLIRE AI BISOGNOSI, E NON CI SONO ECCEZIONI
A proposito di una colletta fatta da Paolo per i cristiani bisognosi della Giudea, egli ha scritto queste cose:
«Poiché questo non si fa per recar sollievo ad altri ed aggravio a voi, ma per principio di uguaglianza;
nelle attuali circostanze, la vostra abbondanza serve a supplire al loro bisogno, onde la loro abbondanza supplisca altresì al bisogno vostro, affinché ci sia uguaglianza, secondo che è scritto:
Chi avea raccolto molto non n'ebbe di soverchio, e chi avea raccolto poco, non n'ebbe mancanza.» (2 Cor. 8:13-15)
Cari nel Signore, vedete che l’Apostolo Paolo, vero servitore di Dio, ci fa capire che nelle attuali circostanze l'abbondanza di taluni deve servire a supplire al bisogno di altri, e viceversa in altri tempi. Ed egli dice che ciò si fa per principio di uguaglianza.
Tenuto conto di ciò, cari nel Signore, io vorrei sapere da voi come si può anche lontanamente pensare che certi ministri di Dio possano avere il diritto di ricevere offerte anche se sono nell'abbondanza, ben sapendo che nella Chiesa ci sono fratelli bisognosi? Come si concilia tale pretesa con le parole di Paolo a riguardo del principio di uguaglianza a cui nella Chiesa bisogna tendere ed applicarsi di raggiungere?
Diletti e fedeli nel Signore, riflettete, visto che Paolo ha chiamato in causa il passaggio biblico della manna, è doveroso domandarsi cosa succedeva alla manna quando veniva accumulata nelle tende e ve n’era di soverchio? Beh, se non andate a guardarvelo da soli nella Bibbia ve lo dico io, sta scritto che marciva, faceva i vermi, ecco cosa succedeva alla manna accumulata di soverchio! (cfr. Esodo 16:20)
Quelli che accumulavano oltre alla misura stabilita da Dio, lo facevano perché non credevano che Dio potesse provvedere anche all’indomani. Quindi, si può capire bene che accumulare denaro e ricchezza, è una questione di mancanza di fede in Dio.
Ed oggi le cose stanno diversamente da quelli dei tempi della manna? Oggi invece la Parola di Dio ci insegna che si può accumulare, i ministri di Dio possono accumulare e stare nell'abbondanza, facendo finta che non ci siano poveri nella Chiesa?
Nel trovare una risposta a tali domande, è doveroso prima di tutto fare una distinzione tra due categorie di persone; una è quella che va a lavorare la mattina presto, si alza quando è ancora buio e torna la sera quando è già buio e lavora duramente con fatica tutto il giorno, si guadagna il suo pane, e se riesce ad accumulare e a stare nell'abbondanza, quello che deve farne è affar suo e se la deve vedere solo col Signore, perché il pane se l’è lavorato e non ha gravato sulle spalle di nessuno.
La seconda categoria, invece, è quella dei ministri di Dio che vivono delle offerte dei fratelli, i quali devono dimostrare di lavorare ogni giorno dalla mattina alla sera per il Signore, e non solo per alcuni giorni, ma per tutti i giorni, come pure lavorano tutti i giorni tutti gli altri lavoratori, se vogliono accostarsi ai lavoratori comuni, allora bisogna che l’accostamento sia fatto per bene, in tutte le sue linee e punti. Questi ministri devono portare sempre frutti che lo dimostrino che stanno lavorando nel campo del Signore, e non devono fare solo chiacchiere. Inoltre, ci si deve domandare se questi hanno oppure no il diritto di accumulare il denaro delle offerte ricevuto dai fratelli che credono che devono donargli per forza delle offerte anche se si trovano in uno stato di abbondanza e non nel bisogno? Si avrebbe da una parte i ministri che accumulano denaro e case, e dall’altra dei poveri che lavorano giorno e notte e fanno fare la bella vita a quei ministri che stanno sempre seduti e molte volte non fanno proprio niente in concreto, se non parlare e basta, ma al lato pratico lasciano molto a desiderare. E ci sono di quelli che prendono le offerte senza neppure mai praticare l’ospitalità verso i fratelli, e non perdono neanche tempo al telefono, tagliano corto, non hanno tempo per i fratelli che gli mandano le loro offerte.
Se voi permettete ai ministri l'eccezione di arricchirsi e di vivere nell'abbondanza e di continuare a ricevere le offerte dai fratelli, allora dovete spiegare come mai si aggrava la Chiesa che non abbonda, per dare a coloro che sono nell'abbondanza?
Ma ciò vi pare un ragionamento sensato? Se fate un tale ragionamento vuol dire che non avete capito gran che del diritto nell'Evangelo e di qual è il suo scopo. Certo che i ministri che lavorano per il Signore a beneficio della Chiesa, non per sé stessi, hanno il diritto di mangiare e di bere, di avere il necessario, come il bue che trebbia ha il diritto di mangiare del frutto del campo che sta trebbiando, ma non hanno il diritto di comprarsi l'ennesima casa accumulando capitali e offerte della Chiesa.
È così difficile da capire e da accettare un tale discorso? Siete voi così privi di intendimento da non capire queste cose minime? Avete il vostro cuore cosi indurito da non avere più orecchie da intendere?
Siate savi fratelli nel Signore, meditate bene sulle cose che sono scritte e su quelle che stanno emergendo nella Chiesa, perché dovete giungere a delle conclusioni e dovete farlo senza avere riguardi personali. Ricordatevi che la manna accumulata marciva, e così pure le ricchezze oggi, infatti è scritto:
«Le vostre ricchezze son marcite». (Giacomo 5:2)
Come potrebbe un servo di Dio grasso e opulento essere credibile nei suoi insegnamenti davanti ad una Chiesa di bisognosi, magri e affamati? Questa è la figura che taluni si sono fatti di come deve essere una Chiesa, e la difendono a costo della vita. Anche voi avete questa veduta della Chiesa e dei servi di Dio?
Verrà il giorno che non solo parte delle cose saranno scoperte, ma tutte, e i bugiardi amanti del denaro saranno svergognati, e così pure i pigri e nullafacenti sfruttatori della Chiesa, che vivono alle spalle degli altri senza fare niente, neppure le cose minime richieste come l’ospitalità.
Nessuno vi seduca con vani e manipolatori ragionamenti.
Giuseppe Piredda