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Anche oggi ci sono credenti che badano più al sacrificio che alla misericordia

Nel Vangelo di Matteo leggiamo le parole che disse Gesù:

«E se sapeste che cosa significhi: Voglio misericordia e non sacrifizio, voi non avreste condannato gl'innocenti» (Matteo 12:7)

È vero che nelle sacre Scritture ci sono anche sotto la grazia dei comandamenti da osservare, e vanno osservati; d'altro canto bisogna fare attenzione quando si corregge e si riprendono i fratelli che non stanno osservando i comandamenti di Dio, e non bisogna mai tralasciare il fatto che il principio cardine da seguire quando si corregge qualcuno è quello della carità e della misericordia.

Inoltre, c'è anche da dire che i comandamenti di Dio vanno osservati con sapienza ed intelligenza, seguendo sempre il principio della misericordia, unitamente alla volontà di Dio. Senza la misericordia non si deve fare niente.

Per farvi un esempio, vi cito quanto è accaduto all’adultera nel tempio, che secondo la legge di Mosè andava lapidata effettivamente, perché così la legge comandava; tuttavia il Signore Gesù Cristo, che ebbe misericordia di quella donna peccatrice, trovò il modo di non farla perire e nello stesso tempo non annullava la legge di Mosè e non incitava nessuno a trasgredirla (cfr. Giovanni 8:3-11).

Ah, se tutti i ministri di Dio fossero così misericordiosi e attenti al recuperare le persone che si sono smarrite come lo era Gesù, ne verrebbe un grande bene per la Chiesa! Invece, molti che si fregiano del titolo di ministro, purtroppo, anziché cercare il modo di recuperare e di salvare le varie donne adultere, si applicano a tirare su di loro subito le pietre della condanna e dell’allontanamento, senza neppure sentire cos’hanno da dire, non tanto a loro difesa, ma per vedere se il cuore sia tendente al ravvedimento e a riconoscere e ad abbandonare il peccato, oppure no.

Dunque, cari fratelli nel Signore, facciamo attenzione, che magari anche avendo l’intenzione di voler correggere il fratello per il suo bene, invece sbagliando il modo di fare lo perdiamo, perché non abbiamo fatto uso nella correzione della misericordia. La correzione è giusto farla nei confronti di chi sbaglia, ma non bisogna trascurare il fatto che deve essere fatta nella maniera corretta e nei tempi giusti e appropriati, usando sempre la misericordia e la pietà, proprio come faceva Gesù e come insegna di fare la Parola di Dio.

Fratello nel Signore, se tu non sai a cosa devi badare per procedere nel correggere qualcuno che ne ha bisogno e che è nell’errore, allora lascia stare, non fare niente, ma parla con un fratello anziano o comunque riconosciuto per la sua spiritualità, e sarà lui che troverà certamente la cosa giusta da fare ed i tempi giusti per intervenire; se uno ha sapienza ed ha esperienza delle cose della vita ed ha misericordia ed uno spirito buono che si preoccupa del benessere delle anime, è bene che la correzione la faccia lui, che ha più tatto e sapienza. Anche tra i credenti ci sono delle persone spietate, anche se costoro hanno molta conoscenza della Parola, ma non hanno esperienza delle cose della vita e non hanno carità e misericordia, perché non gli è stato dato, quando si prodigano a correggere qualcuno è probabile che facciano dei danni, più che risolvere problemi. Ognuno ha ricevuto dei doni da Dio, ed i membri della Chiesa li devono riconoscere, e bisogna lasciar lavorare tutti secondo ciò che hanno ricevuto da Dio, senza interferire nel loro campo di azione. Ad esempio, un dottore deve insegnare, ed un anziano deve governare la Chiesa. Ognuno faccia bene quello che per cui il Signore l’ha costituito, senza sfociare nel campo dell’altro. Ognuno stia al suo posto, quello che Dio ha stabilito.

Nessuno vi seduca con vani e manipolatori ragionamenti.

Chi ha orecchie oda.

Giuseppe Piredda


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