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La morte di questo corpo non è la fine della vita cosciente degli uomini

Soprattutto nel Nuovo Testamento, si parla in maniera molto dettagliata della speranza che gli eletti di Dio hanno a proposito della resurrezione dei morti (cfr. 1 Cor. 15). Tale speranza è qualcosa di concreto, perché essa dovrà avvenire nello stesso modo come il nostro Signore Gesù Cristo è risuscitato dai morti, e coloro che sono nati di nuovo ed avranno perseverato nella fede sino alla fine, sono certi e non devono avere alcuna ombra di dubbio che al ritorno del nostro Signore Gesù Cristo risusciteranno dai morti.

Quando un cristiano muore, il suo corpo privo di vita rimane sulla terra e viene messo dentro una tomba, mentre la sua anima che si separa dal corpo viene portata in cielo e sta alla presenza di Dio ed è cosciente di ciò che ha attorno a sé (cfr. Apoc. 6:9-10, 7:9-10).

Al momento della resurrezione, le anime di coloro che sono stati salvati ed hanno perseverato nella fede sino alla fine, dai cieli scenderanno sulla terra per rientrare nel proprio corpo, il quale sarà sopravvestito di gloria, e risorgerà corpo spirituale, che non potrà più morire, non potrà più ammalarsi, ed il peccato non albergherà più in esso, in quel momento verrà la perfezione per loro.

Noi crediamo fermamente non soltanto che Gesù di Nazaret, il Cristo di Dio, è morto sulla croce ed è stato seppellito, ma crediamo anche che il terzo giorno Egli è risuscitato dai morti, primizia di quelli che sono morti, e come il Signore e Padrone delle anime nostre è risuscitato, così pure anche noi che abbiamo creduto in Lui risusciteremo dai morti in quel giorno.

Avendo fede in tutto ciò che sta scritto nella Parola di Dio, non riteniamo assolutamente che la nostra vita cessi nel momento in cui il nostro corpo muore, come taluni increduli preferiscono pensare ed illudersi, come se tutto il bene ed il male che è stato fatto su questa terra dagli uomini, scompaia tutto e senza conseguenze. Le cose non stanno in quella maniera.

No, cari fratelli, e dico anche a voi che siete senza Dio, non finisce tutto quando il corpo muore e viene seppellito, perché coloro che non hanno creduto e non sono stati salvati, insieme a quelli che hanno creduto ma si sono ribellati ai comandamenti di Dio ed hanno vissuto nel peccato e non gli è stato dato il ravvedimento (reprobi e rinnegatori di Cristo), la loro anima sarà gettata prima all’inferno per un certo periodo, dove anche lì sarà sottoposta alla sofferenza delle fiamme, poi dopo il Giudizio finale saranno gettati nello stagno di fuoco e di zolfo, dove saranno tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli (cfr. Luca 16:19-31; Apoc. 20:10-15).

Come Iddio ha stabilito un giorno per il giudizio, così pure è stabilito questo grande, potente giorno glorioso del ritorno del Signore Gesù Cristo, ed in quel giorno, tra le diverse cose che avverranno, ci sarà anche questo che Paolo ha scritto ai santi di Tessalonica:

«Or, fratelli, non vogliamo che siate in ignoranza circa quelli che dormono, affinché non siate contristati come gli altri che non hanno speranza.

Poiché, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, così pure, quelli che si sono addormentati, Iddio, per mezzo di Gesù, li ricondurrà con esso lui.

Poiché questo vi diciamo per parola del Signore:

che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati; perché il Signore stesso, con potente grido, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo risusciteranno i primi; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insieme con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre col Signore.

Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole.» (1 Tess. 4:13-17)

Coloro che sono giovani e stanno bene, non hanno nella loro prospettiva attuale di vita il pensare subito a dipartirsi dal corpo, anche se farebbero bene a riflettere bene anche per loro stessi su questa grande e meravigliosa speranza che Iddio ci ha dato della risurrezione dei morti. Questo soggetto della Scrittura è più presente nei pensieri di coloro che tra i santi sono infermi, oppure che sono anziani d’età, perché i giorni di prospettiva di vita su questa terra in questo corpo sono ormai diminuiti, e fanno bene a riflettere attentamente su questa speranza. Ed è a questi che io dico di consolarsi con quelle parole di Paolo riportate sopra, perché a suo tempo questo corpo lo riprenderemo, farà di nuovo parte della nostra persona, ma sarà glorioso e spirituale, non sarà più terreno, debole e mortale, “Perché la tromba sonerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo mutati. Poiché bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità, e che questo mortale rivesta immortalità” (1 Cor. 15:52-53).

Dunque, fatevi forza cari fratelli nel Signore, soprattutto voi che siete agli ultimi termini dei giorni, perché si avvicina sempre più il momento che la vostra anima venga accolta nel cielo per un tempo, fino al giorno in cui ritornerà il Signore Gesù Cristo sulla terra e in quel giorno le anime che sono nei cieli risusciteranno con un corpo glorioso su questa terra “E come abbiam portato l'immagine del terreno, così porteremo anche l'immagine del celeste.” (1 Cor. 15:49). Come Gesù riprese il suo corpo e si mostrò con i fori dei chiodi ai piedi e nel costato, così pure noi risusciteremo con il corpo che abbiamo avuto su questa terra, solo che sarà sopravvestito di gloria, sarà un corpo spirituale, non debole come lo è ora.

Diletti e fedeli nel Signore, leggete ogni tanto quei passi della Scrittura che ho riportato o citato in questo scritto, ed anche tutti gli altri che sono presenti nella somma della Parola di Dio, affinché siate consolati direttamente da Dio e dalla Sua Parola, e qualora siate nella sofferenza, il vostro dolore si attenui e troviate alleviamento alle vostre pene terrene.

Fatevi forza, fratelli, perché non siete senza speranza, ma ci aspetta l’eternità con il Signore nella nuova creazione, perciò rallegratevi, qualsiasi situazione difficile stiate vivendo, alla fine conta soprattutto essere riconciliati con Dio per ereditare la vita eterna e stare sempre col Signore.

Fratelli, badate dunque a come ascoltate e badate che nessuno vi seduca con vani e manipolatori ragionamenti.

A Dio che ci ha salvati ed ha avuto pietà di noi, e al nostro Signore Gesù Cristo che è morto sulla croce per la remissione dei nostri peccati, siano tutta la gloria, l’onore e la lode, nei secoli dei secoli. Amen!

Giuseppe Piredda