L’inferno esiste ed è la cosa più spiacevole che può capitare all’uomo l’essere scaraventati in quel luogo di tormento
Ha testimoniato qualcuno, che quando la sua anima in punto di morte ha iniziato a precipitare all’inferno, egli ha gridato a Dio dicendoGli che era stato battezzato in acqua e che faceva parte di una comunità evangelica, come se l’aver fatto quelle cose potessero essergli d’aiuto in quel momento altamente drammatico e terribile; ma così non fu, tali parole non furono minimante considerate da Dio. Comunque, avvenne che Iddio nella sua grazia e nella sua misericordia ha ascoltato coloro che pregavano e intercedevano per lui, e lo volle recuperare, non lo fece continuare a precipitare in basso all’inferno, ma fece risalire la sua anima e cominciò a pregare e dire queste parole che pronunciò iniziando in ispirito, ma la concluse quando rientrò nel suo corpo: “Oh, Dio, io vengo a te nel nome del Signore Gesù Cristo, ti chiedo di perdonare i miei peccati e di purificarmi”. Tale preghiera la fece con tutto il cuore, a tal punto che risuonò tutt’intorno e molti la poterono sentire, tanto fu innalzata a Dio a voce alta. Per quella preghiera conforme alla Parola di Dio, che egli nacque di nuovo e fu salvato, perché tramite di essa mostrò di avere fede in Dio ed in Gesù Cristo, si riconobbe peccatore e bisognoso di essere purificato dai peccati. Perciò quell’anima che si era ravveduta fu salvata, nacque di nuovo, ma non per le opere del battesimo in acqua né per far parte di una Chiesa locale, ma soltanto per mezzo della fede, che si è manifestata attraverso quella preghiera fatta con tutto il cuore.
La Scrittura ci insegna che per andare in cielo ed evitare di essere scaraventati all’inferno, occorre altro che essere membro registrato di una Chiesa evangelica ed essere battezzati in acqua, bisogna essere nati di nuovo ed ottenere la grazia da Dio di essere lavati da tutti i peccati, altrimenti non si può andare in cielo, come Gesù stesso disse a Nicodemo:
«Gesù gli rispose dicendo: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio…. Non ti maravigliare se t'ho detto: Bisogna che nasciate di nuovo.» (Giov. 3:3, 7)
Il battesimo in acqua, per riassumere il suo significato in breve, è una testimonianza per il mondo dell’esperienza spirituale ed interiore della nuova nascita e della grazia ricevuta da Dio, ma non è fondamentale per poter andare in cielo (cfr. Luca 23:40-43); la testimonianza del battesimo in acqua deve venire dopo aver ricevuto e sperimentato l’esperienza di essere salvati, della nuova nascita, e farsi battezzare in acqua prima di quella esperienza che comprende anche il venire perdonati e purificati dai propri peccati, è una falsa testimonianza, perché il battesimo in acqua non può in alcun modo purificare da nessun peccato e non produce nessuna nuova nascita e non è tramite di esso che si entra a far parte della Chiesa di Gesù Cristo, ma solo con la nuova nascita.
l’Apostolo Pietro l’ha scritto chiaramente che il battesimo in acqua non lava le coscienze dai propri peccati, quindi tutti coloro che si sono battezzati in acqua con quella convinzione, hanno sbagliato, si sono solamente fatti un bagno nell’acqua, ma la loro coscienza è rimasta come prima:
«Alla qual figura corrisponde il battesimo (non il nettamento delle sozzure della carne ma la richiesta di una buona coscienza fatta a Dio), il quale ora salva anche voi, mediante la risurrezione di Gesù Cristo, che, essendo andato in cielo, è alla destra di Dio, dove angeli, principati e potenze gli son sottoposti.» (1 Pietro 3:21-22)
Partecipare ai culti e far parte di una Chiesa evangelica presenta certamente i suoi benefici, soprattutto dopo che si è nati di nuovo, perché prima di essere salvati e di avere dentro di sé lo Spirito santo, molte delle cose che vengono insegnate dalla Parola di Dio non possono essere comprese e, di conseguenza, non vengono accettate né credute.
Sappiatelo, voi che frequentate le comunità e siete stati battezzati in acqua, ma non siete mai nati di nuovo ed i vostri peccati non sono stati rimessi, perché di certo voi andrete a finire all’inferno, perché nel Regno dei cieli si va solamente per aver sperimentato l’esperienza spirituale della nuova nascita, della rigenerazione spirituale, e solo per mezzo della fede nell’Evangelo di Gesù Cristo si può ricevere per grazia la remissione dei peccati.
Finire all’inferno non è una cosa piacevole, tutti lo possono chiaramente capire e credere, perché è un vero e proprio tormento continuo e doloroso, come lo descrive Gesù nel Vangelo di Luca:
«Or avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno d'Abramo; morì anche il ricco, e fu seppellito. E nell'Ades, essendo ne' tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abramo, e Lazzaro nel suo seno; ed esclamò: Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell'acqua per rinfrescarmi la lingua, perché son tormentato in questa fiamma. Ma Abramo disse: Figliuolo, ricordati che tu ricevesti i tuoi beni in vita tua, e che Lazzaro similmente ricevette i mali; ma ora qui egli è consolato, e tu sei tormentato.» (Luca 16:22-25)
Il ricco è morto ed il suo corpo è stato seppellito, mentre la sua anima è sprofondata all’inferno, dov’era tormentata in una fiamma. Nello stesso modo avverrà a tutti quelli che non credono che Gesù è il Cristo di Dio e non sono nati di nuovo, essi quando moriranno il loro corpo sarà seppellito in una tomba, ma la loro anima sprofonderà all’inferno e saranno insieme al ricco, nella fiamma, e come lui saranno tormentati e cercheranno un sollievo che non riceveranno mai.
C’è anche da sapere che l’inferno non è eterno, ma provvisorio, quel luogo di tormento cesserà di esistere nel momento del grande e terribile giudizio finale, e tutti quelli che si troveranno in quel luogo vi usciranno, risusciteranno nella resurrezione degl’ingiusti (cfr. Giov. 5:29) e con il loro nuovo corpo che non potrà più morire, dopo che saranno giudicati in quel giorno, saranno poi gettati nello stagno di fuoco e di zolfo, secondo quanto sta scritto:
«E il mare rendè i morti che erano in esso; parimente la morte e l'inferno renderono i lor morti; ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere. E la morte e l'inferno furon gettati nello stagno del fuoco. Questa è la morte seconda.» (Apoc. 20:13-14 - Diodati)
Anche in questo luogo, che sarà eterno, coloro che vi saranno scaraventati dentro, “saran tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli”, per l’eternità quindi, come ci ha fatto sapere Giovanni:
«E il diavolo che le avea sedotte fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta; e saran tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli.» (Apoc. 20:10)
Così, leggendo e riflettendo su quanto vi ho esposto sopra, saprete tutti quale sarà la fine di coloro che non avranno creduto e non saranno nati di nuovo prima della loro morte, e la fine che faranno sarà terribile, ed io vorrei tanto che voi che leggete scampaste dall’essere precipitati in quei luoghi di tormento, ed oggi, non domani ma già da oggi, vi prodighiate finché sarete in vita su questa terra a pregare Iddio e a supplicarlo di perdonarvi, di salvarvi e di farvi nascere di nuovo, affinché non cadiate in quei luoghi ed ereditiate, piuttosto, il Regno dei cieli dove sarà pace e gioia per l’eternità.
Ora dico una parola anche a voi che avete già creduto, state attenti perché nel luogo di tormento nel momento della morte ci andranno tutti quelli che non sono stati salvati da Dio, ed in più ci andranno a finire anche tutti quelli che, benché siano nati di nuovo, non avranno perseverato nella fede sino alla fine.
È per ricordare che vi è anche quel pericolo, che Gesù ha voluto avvisare tutti i suoi discepoli con queste parole:
«E sarete odiati da tutti a cagion del mio nome; ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.» (Matteo 10:22)
Diletti e fedeli nel Signore, e voi tutti uomini della terra che non avete conosciuto Iddio e siete ancora perduti nei vostri falli e nei vostri peccati, vi esorto dunque a riflettere bene sulle vostre vie che state percorrendo su questa terra, per valutare bene secondo Iddio quale strada state percorrendo, per capire dov’essa vi porterà, se in cielo o all’inferno. Esaminate voi stessi per vedere se siete nella fede (cfr. 2 Cor. 13:5), e badate a cosa vi dice la vostra coscienza, affinché siete ancora in tempo e vi possiate inginocchiare, ravvedere e gridare a Dio con tutto il vostro cuore, affinché vi salvi e vi perdoni dai vostri peccati e siate salvati, e siate rigenerati dallo Spirito santo (cfr. Giov. 3:5). Oggi è il tempo di farlo, il domani non ci appartiene, e può essere troppo tardi, quindi “Oggi, se udite la sua voce, non indurate il vostro cuore” (Salmo 95:8). Giudicate dunque da voi stessi cos’è conveniente fare, da persone intelligenti che siete.
L’Iddio misericordioso e pietoso, che a suo tempo ci ha salvati ed ha avuto pietà di noi, noi lo ringraziamo ed a Lui e al nostro Signore Gesù Cristo, diamo tutta la gloria, l’onore e la lode, ai quali appartengono nei secoli dei secoli. Amen!
L’amor mio è con tutti voi in Cristo Gesù.
Giuseppe Piredda