Gesù disse al ladrone sulla croce anche queste parole: "oggi tu sarai con me in paradiso"
Ci sono persone, anche dei fratelli e delle sorelle nel Signore, che si domandano se le parole dette al ladron da Gesù quand’era nella croce: “Io ti dico in verità che oggi tu sarai meco in paradiso”, siano tradotte correttamente, o se mancherebbe una virgola, e se la traduzione corretta potesse essere quella della Bibbia dei Testimoni della Torre di Guardia, nella quale viene posta una virgola dopo la parola oggi, volendo con ciò significare che in quel giorno Gesù disse che il ladrone sulla croce sarebbe stato con Lui in Paradiso, ma senza dire quando ciò sarebbe accaduto, cambiando csì completamente il significato delle parole. Ma i TDG sono costretti a manipolare le parole delle Scritture, altrimenti sarebbero troppo chiare anche per loro ed esse dimostrerebbero che l’anima è immortale, ma gli aderenti a quel gruppo religioso non credono nell’immortalità dell’anima, come viene insegnata nella Bibbia, dopo che un uomo muore, il suo corpo viene seppellito e la sua anima va in un altro luogo, o in Paradiso, oppure nell’Ades (inferno).
Questo passo di Luca che vi riporto di seguito, che parla del ladrone sulla croce, quindi, è utile ad alimentare la questione molto importante dell’immortalità dell’anima, e ci si pone la domanda di dov’è andato Gesù nei tre giorni in cui il suo corpo morto giaceva nella tomba? Dov’è andato il ladrone sulla croce dopo che morì?
Partiamo dal principio della questione, leggiamo il passo del Vangelo di Luca:
«E uno de' malfattori appesi lo ingiuriava, dicendo: Non se' tu il Cristo? Salva te stesso e noi! Ma l'altro, rispondendo, lo sgridava e diceva: Non hai tu nemmeno timor di Dio, tu che ti trovi nel medesimo supplizio? E per noi è cosa giusta, perché riceviamo la condegna pena de' nostri fatti, ma questi non ha fatto nulla di male. E diceva: Gesù, ricordati di me quando sarai venuto nel tuo regno! E Gesù gli disse: Io ti dico in verità che oggi tu sarai meco in paradiso.» (Luca 23:39-43)
Sulla croce, dalle parole che disse il ladrone in difesa di Gesù e sulla presa di coscienza che egli ebbe sul suo stato di peccato, riconoscendo di meritare quello che gli stava accadendo, a differenza di Gesù, che ritenne ch’era stato messo a morte ingiustamente, il Signore capì che il ladrone si convertì veramente e nacque di nuovo, ed è per quello che Gesù ha fatto sapere al ladrone che in quello stesso giorno che sarebbero morti, sia Gesù che il ladrone, questi sarebbe stato con Gesù in Paradiso.
La parola greca “paradeisos”, può significare diverse cose:
giardino (Eden), come traduzione della parola ebraica, in riferimento a quant’è scritto in Genesi dove furono posti Adamo ed Eva (cfr. Gen. 2:8-10);
la parte dell'Ades (seno di Abramo) che gli ebrei ritenevano fosse la dimora delle anime dei giusti fino alla resurrezione;
il cielo, come luogo celeste di pace e di riposo delle anime dei santi.
Il Paradiso prima della resurrezione di Gesù era collocato in basso, al centro della terra, nell’Ades, come dimostrato da quanto ha raccontato il nostro Signore Gesù Cristo:
«Avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abraamo; morì anche il ricco, e fu sepolto. E nell'Ades, essendo nei tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abraamo, e Lazzaro nel suo seno; ed esclamò: "Padre Abraamo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell'acqua per rinfrescarmi la lingua, perché sono tormentato in questa fiamma".» (Luca 16:22-24)
Dopo la resurrezione di Gesù, secondo quanto ha scritto anche il nostro caro fratello Paolo, il Paradiso è in cielo:
«Conosco un uomo in Cristo, che quattordici anni fa (se fu con il corpo non so, se fu senza il corpo non so, Dio lo sa), fu rapito fino al terzo cielo. So che quell'uomo (se fu con il corpo o senza il corpo non so, Dio lo sa) fu rapito in paradiso, e udì parole ineffabili che non è lecito all'uomo di pronunziare.» (2 Cor. 12:2-4)
Quindi, possiamo capire da quanto è stato detto finora, che per un tempo il Paradiso era posto al centro della terra, ma dopo la resurrezione di Gesù Cristo il Paradiso dove vanno le anime dei giusti è in cielo, al terzo cielo esattamente.
L’Apostolo Pietro, a riguardo della morte di Gesù, ha scritto anche queste parole:
«Poiché anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, egli giusto per gl'ingiusti, per condurci a Dio; essendo stato messo a morte, quanto alla carne, ma vivificato quanto allo spirito; e in esso andò anche a predicare agli spiriti ritenuti in carcere, i quali un tempo furon ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava, ai giorni di Noè, mentre si preparava l'arca; nella quale poche anime, cioè otto, furon salvate tra mezzo all'acqua.» (1 Pietro 3:18-20)
Quindi, da quelle parole comprendiamo questo, che Gesù in ispirito, quando il suo corpo giaceva nella tomba, andò nell’Ades e anche là Egli predicò, anche se ciò non vuol dire che coloro che ascoltarono si convertirono, ma le anime perdute rimasero tutte esattamente là dov’erano, nel luogo di tormento. Mentre, quelle anime dei giusti ch’erano salvate e si trovavano nel seno di Abramo, quando Gesù risuscitò dai morti e salì in cielo al Padre, furono liberate dalla prigionia di quel luogo, e furono portati in cielo, secondo quanto ci ha lasciato scritto Paolo:
«Egli è per questo che è detto: Salito in alto, egli ha menato in cattività un gran numero di prigioni ed ha fatto dei doni agli uomini. Or questo è salito che cosa vuol dire se non che egli era anche disceso nelle parti più basse della terra? Colui che è disceso, è lo stesso che è salito al disopra di tutti i cieli, affinché riempisse ogni cosa.» (Efes. 4:8-10)
Mentre Pietro ha detto che in ispirito Gesù è sceso nell’Ades, Paolo ha scritto che Gesù prima di salire nel luogo più alto, al terzo cielo, è sceso nella parte di più bassa, che è appunto l’Ades, poi ha detto pure che nel salire in cielo dopo la resurrezione Egli ha liberato tutte quelle anime che erano prigioniere nell’Ades, riferendosi alle anime che erano nella parte del seno di Abramo, nel Paradiso dov’erano le anime dei giusti, e le portò con sé fino in cielo; mentre le anime dei perduti sono rimaste nell’Ades, nel luogo di tormento.
Dalla somma di quei passi della Scrittura, siamo ora in grado di esporre cosa successe all’anima del ladrone sulla croce. Gesù gli disse la verità dicendogli che “oggi tu sarai meco in paradiso”, perché Gesù prima della Sua risurrezione andò nell’Ades come hanno detto Pietro e Paolo, perciò anche il ladrone vi andò e fu con Lui in Paradiso di quel tempo (il seno di Abramo), quindi sono perfettamente corrette le parole che gli disse Gesù, perché anche le anime di coloro ch’erano salvati e si erano convertiti a Dio, prima della resurrezione di Gesù dai morti, andavano a finire nell’Ades, al centro della terra, come anche Pietro e Paolo hanno detto, e in quel luogo vi andò pure Gesù, ma dal momento in cui Egli è risuscitato dai morti e le anime dei giusti sono state portate in cielo, le anime dei santi del Signore che muoiono dopo la risurrezione di Gesù e la sua salita al Padre (cfr. Giov. 20:17, 27), non la sua ascesa che avvenne diversi cinquanta giorni dopo, ma dal giorno della sua risurrezione, le anime dei morti che muoiono nel Signore, vanno nel Paradiso che è in cielo, nel terzo cielo (la Scrittura insegna che i cieli sono tre, nono sette come viene insegnato dai preti cattolici romani).
Ciò che ho esposto non presenta tanta difficoltà nell’essere compresa in riferimento a quanto è scritto letteralmente, ma ci vuole fede, bisogna credere con tutto il cuore a ciò che sta scritto, e sono proprio coloro che non credono che non comprendono quelle parole, e alla fine finiscono col dibattere sul fatto com’era possibile che Gesù avesse potuto dire che in quel giorno stesso il ladrone sulla croce che si convertì si sarebbe trovato con Lui.
Per coloro che hanno il cuore e la mente aperta per imparare e capire ciò che sta scritto, sono certo che comprenderanno e sarà per loro tutto chiaro e luminoso, anche perché sarà lo Spirito santo a confermargli come stanno realmente le cose, perché lo Spirito santo guida i figlioli di Dio in tutta la verità.
Cari nel Signore, forse avete bisogno di leggere più volte i passi che vi ho riportato sopra, per poter comprendere ciò che vogliono dire, e dovrete anche pregare il Signore che vi apra la mente ed il cuore per intendere (cfr. Luca 24:45), ma sono assolutamente certo che coloro a cui Iddio vuole dare d’intendere, intenderanno precisamente tutto ciò che sta scritto, mentre agli altri, gli puoi citare tutti i passi che vuoi, ma se non gli è dato d’intendere, non potranno capire come stanno le cose secondo il senso delle cose di Dio. Sono comunque fiducioso inverso di voi, fratelli e sorelle nel Signore, e sono certo che tutte le cose saranno chiare per la maggior parte di coloro che leggeranno.
Diletti e fedeli nel Signore, vi esorto vivamente di studiare le Scritture e di pregare Iddio che vi apra la mente per intendere tutto quanto, non solo sull’argomento che ho voluto trattare brevemente in questo articolo, e badate a come ascoltate e che nessuno vi seduca con vani e manipolatori ragionamenti.
L’amor mio è con tutti voi in Cristo Gesù.
Giuseppe Piredda