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La parola Genna raffigura il luogo di tormento che è lo Stagno di fuoco e di zolfo

Con la parola Geenna s’intende la valle del figlio di Hinnom, a sud di Gerusalemme, in cui ai tempi del re d’Israele Achaz e Manasse arsero i loro figlioli (cfr. 2 Cron. 28:3; 2 Cron. 33:6), e di seguito, anche ai tempi di Gesù, quella valle divenne il luogo di raccolta dei rifiuti, e vi era un fuoco costantemente acceso. Per tale motivo, essendo un luogo riconosciuto come maledetto, e tutti sapevano che da esso saliva sempre il fumo a motivo del fuoco sempre acceso, fu usato come figura da Gesù Cristo per rappresentare lo stagno di fuoco e di zolfo, luogo di tormento eterno.

Eccovi alcuni esempi in cui Gesù ha parlato delle Geenna:

«ma io vi dico: Chiunque s'adira contro al suo fratello, sarà sottoposto al tribunale; e chi avrà detto al suo fratello 'raca', sarà sottoposto al Sinedrio; e chi gli avrà detto 'pazzo', sarà condannato alla geenna del fuoco.» (Matteo 5:22)

«E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccider l'anima; temete piuttosto colui che può far perire e l'anima e il corpo nella geenna.» (Matteo 10:28)

«Se la tua mano ti fa cadere in peccato, tagliala; meglio è per te entrare monco nella vita, che avere due mani e andartene nella geenna, nel fuoco inestinguibile, dove il verme loro non muore e il fuoco non si spegne.» (Marco 9:43-44)

Da notare che Gesù dice che in quel luogo c’è un fuoco, che è eterno, e vi saranno gettati i corpi insieme all’anima, ed in quel luogo saranno gettati il Diavolo, i suoi Angeli ed anche tutti gli uomini che non saranno salvati ed i cui nomi nel giudizio finale non saranno trovati iscritti nel libro della vita, secondo quanto ha detto Gesù:

«Allora dirà anche a coloro dalla sinistra: Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato pel diavolo e per i suoi angeli!» (Matteo 25:41)

Per quanto riguarda lo stagno di fuoco e di zolfo, come già detto, esso è il luogo di tormento eterno, e a tal riguardo si trovano scritte queste parole:

«E la bestia fu presa, e con lei fu preso il falso profeta che avea fatto i miracoli davanti a lei, coi quali aveva sedotto quelli che aveano preso il marchio della bestia e quelli che adoravano la sua immagine. Ambedue furon gettati vivi nello stagno ardente di fuoco e di zolfo.» (Apoc. 19:20)

Dunque, i primi ad essere gettati nello stagno di fuoco e di zolfo saranno l’Anticristo ed il falso Profeta, all’inizio del millennio, alla venuta del Signore Gesù Cristo; poi alla fine del millennio, vi sarà gettato anche il Diavolo, secondo quanto ha scritto Giovanni:

«E il diavolo che le aveva sedotte fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta; e saranno tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli.» (Apoc. 20:10)

E, alla fine, al giudizio finale, dopo la risurrezione degli ingiusti, tutti gli uomini che non saranno trovati scritti nel libro della vita, saranno gettati nello stagno di fuoco e di zolfo, come sta scritto nel libro della rivelazione di Gesù data a Giovanni:

«E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. I libri furono aperti, e fu aperto anche un altro libro che è il libro della vita; e i morti furono giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le loro opere. Il mare restituì i morti che erano in esso; la morte e l'Ades restituirono i loro morti; ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere. Poi la morte e l'Ades furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè lo stagno di fuoco. E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco.» (Apoc. 20:12-15)

Non s’illudano coloro che sono nati di nuovo, i cui nomi sono stati scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, che si conducono in maniera scellerata e sono ribelli ai comandamenti di Dio, e si comportano malvagiamente nei confronti del prossimo, ed il loro cuore si è corrotto come si è corrotto quello di Lucifero, che è il Diavolo, dico non s’illudano quei tali perché sta scritto anche questo che è bene ricordare sempre: “Chi vince sarà dunque vestito di vesti bianche, e io non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma confesserò il suo nome davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli” (Apoc. 3:5); quindi, quello che conta maggiormente è il fatto che il proprio nome sia scritto nel libro e vi rimanga e non sia cancellato, perché nel giorno del giudizio, tutti gli uomini i cui nomi non sono presenti nel libro della vita, sia quelli mai iscritti che quelli che sono stati cancellati, saranno gettati nello stagno di fuoco e di zolfo, e lì saranno tormentati giorno e notte per l’eternità.

Cari nel Signore, voglio farvi notare che si parla di eternità, e a che vi gioverà aver vissuto nel peccato, aver conquistato tutto il mondo, aver ricevuto gloria e ammirazione dagli uomini, se la fine poi sarà quella di essere gettati nella Geenna del fuoco e di essere tormentati giorno e notte per l’eternità? Bisogna dunque ascoltare attentamente ciò che dice la Parola di Dio affinché sia osservata, per poter poi vincere, perché se si perde la propria anima, ahimè, la fine sarà terribile ed immodificabile per l’eternità.

Diletti e fedeli nel Signore, badate dunque a come vi conducete, e badate che nessuno vi seduca e vi faccia illudere che vi possiate condurre come vi piace, tanto siete nati di nuovo e sarete salvati lo stesso, perché la sorpresa che avrete sarà grande e per sempre, quando vi sveglierete dall’illusione in cui sarete caduti, perciò badate a non farvi sedurre da ragionamenti vani e manipolatori, ma attenetevi strettamente a tutto ciò che insegnano le sacre Scritture, le quali vi mettono in guardia da quel luogo di tormento eterno. Fratelli, vegliate su voi stessi!

Giuseppe Piredda