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Si viene salvati per fede soltanto, per opere o per fede ed opere insieme?

L’Apostolo Giacomo ha scritto:

«Che giova, fratelli miei, se uno dice d’aver fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo? Se un fratello o una sorella son nudi e mancanti del cibo quotidiano, e un di voi dice loro: Andatevene in pace, scaldatevi e satollatevi; ma non date loro le cose necessarie al corpo, che giova? Così è della fede; se non ha opere, è per se stessa morta. Anzi uno piuttosto dirà: Tu hai la fede, ed io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede. Tu credi che v’è un sol Dio, e fai bene; anche i demoni lo credono e tremano. Ma vuoi tu, o uomo vano, conoscere che la fede senza le opere non ha valore? Abramo, nostro padre, non fu egli giustificato per le opere quando offrì il suo figliuolo Isacco sull’altare? Tu vedi che la fede operava insieme con le opere di lui, e che per le opere la sua fede fu resa compiuta; e così fu adempiuta la Scrittura che dice: E Abramo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto di giustizia; e fu chiamato amico di Dio. Voi vedete che l’uomo è giustificato per opere, e non per fede soltanto. Parimente, Raab, la meretrice, non fu anch’ella giustificata per le opere quando accolse i messi e li mandò via per un altro cammino? Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta.» (Giac. 2:14-26)

Tali parole delle Scritture a taluni pare che avvalorino la tesi che si viene salvati non soltanto per fede, ma anche per mezzo delle opere, o insieme tutt’e due le cose. Per comprendere bene le parole di Giacomo riportate sopra, bisogna puntare l’attenzione è focalizzare puntualmente il momento in cui si viene salvati. A tal proposito, ricordiamo le parole di Gesù che ha pronunciato a Nicodemo:

«Gesù rispose: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio…. Bisogna che nasciate di nuovo.» (Giov. 3:5,7)

La nuova nascita di cui parla Gesù avviene nel momento in cui una persona si ravvede dei propri peccati e chiede a Dio perdono e crede con tutto il cuore in Gesù Cristo e nel sacrificio che ha compiuto sulla croce, il quale è morto per portare su di sé le nostre trasgressioni, i nostri peccati, ed è risuscitato per la nostra giustificazione. Tale opera di convincimento profondo del cuore la compie lo Spirito santo, secondo quant’è scritto:

«E quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia, e al giudizio. Quanto al peccato, perché non credono in me; quanto alla giustizia, perché me ne vo al Padre e non mi vedrete più; quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato.» (Giov. 16:8-11)

Nel momento in cui la persona crede che Gesù è il Cristo, il Figliolo di Dio, avviene in lui la nuova nascita, la rigenerazione spirituale, che è il momento in cui si viene perdonati, la coscienza viene purificata dai propri peccati e si viene resi giusti da Dio, e la cosa più importante da considerare è il fatto che tale esperienza avviene solamente per mezzo della fede in Cristo Gesù, secondo quant’è scritto:

«Egli ci ha salvati non per opere giuste che noi avessimo fatte, ma secondo la sua misericordia, mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo» (Tito 3:5)

Ora, siccome v’è una sola salvezza, e prendiamo la salvezza ricevuta dal ladrone sulla croce, e consideriamo che egli non ha fatto nessuna opera buona per poter essere salvato, e si ha riguardo al fatto che il ladrone ha manifestato con la sua bocca di aver creduto, come lo stesso Gesù gli disse: «... Io ti dico in verità che oggi tu sarai meco in paradiso.» (Luca 23:43), si capisce chiaramente che la salvezza è donata da Dio solo per fede, ed è completa, non ha bisogno che si aggiunga niente altro.

Quindi, è chiaro che il ladrone sulla croce fu salvato per sola fede, senza compiere nessuna opera buona, e questo è confermato da altri passi della Scrittura, come ad esempio queste parole scritte da Paolo: “… poiché noi riteniamo che l’uomo è giustificato mediante la fede, senza le opere della legge.» (Rom. 3:28); e ancora: “... l’uomo non è giustificato per le opere della legge ma lo è soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù, ...” (Gal. 2:16); anche agli Efesini Paolo ha confermato le medesime cose: «Poiché gli è per grazia che voi siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non vien da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù d’opere, affinché niuno si glori;» (Efes. 2:8-9)

Alla luce di quanto abbiamo innanzi dimostrato con le Scritture, che il dono della salvezza si riceve per sola fede, ora passiamo ad esaminare i passi sopra riportato all’inizio dell’epistola di Giacomo.

Prima di tutto è necessario notare che Giacomo chiama “fratelli” coloro a cui rivolge quelle parole; i fratelli di Giacomo, dunque, erano coloro che erano già nati di nuovo, erano già stati rigenerati spiritualmente, erano stati giustificati e perdonati dei loro falli, secondo quanto lui stesso scrive poco prima:

«Egli ci ha di sua volontà generati mediante la parola di verità, affinché siamo in certo modo le primizie delle sue creature.» (Giac. 1:18)

Giacomo sapeva bene che i destinatari dell’epistola e, quindi, le sue parole di esortazione a compiere opere buone, si devono considerare rivolte a coloro che erano già suoi fratelli in Cristo, erano già salvati, erano già rigenerati per lo Spirito santo mediante la fede in Cristo Gesù.

Premesso ciò sulle parole prese in esame di Giacomo, si comprende di conseguenza che Giacomo non stava insegnando che le opere buone avessero un potere rigenerante nello spirito e nella coscienza, ma bensì egli ha presentato le opere come la naturale conseguenza e frutto della salvezza ottenuta per mezzo della fede; infatti è dal comportamento che si tiene nella vita, che si manifesta concretamente la fede in Dio che uno ha nel suo cuore.

Alla luce di quanto detto sopra, diventa chiaro, dunque, che un uomo che non pratica le opere buone, la sua fede non si manifesta, e ciò può significare due cose, o quel tale non ha mai avuto la fede, quindi non è mai stato rigenerato dallo Spirito santo, oppure in quel preciso periodo di tempo non ha più fede, è venuto meno, in quanto è privo di opere e senza le opere la fede è morta come dice Giacomo. Infatti, è logico parlare di “fede morta” solo con chi ha avuto conoscenza di cosa sia la fede, perché per mezzo d’essa è stato salvato, mentre verso coloro che non sanno cosa sia la fede, perché non hanno mai creduto, non si può parlare di una fede che prima era viva e poi è morta, perché non c’è mai stata fede in loro.

Se la fede è presente nel cuore di un uomo, si deve manifestare obbligatoriamente, non può rimanere nascosta. Se un credente ha fede, deve per forza di cose far seguire ad essa le opere che Dio gli richiede di compiere e gli mette davanti, perché Paolo dice: “noi siamo fattura di Lui, essendo stati creati in Cristo Gesù per le buone opere, le quali Iddio ha innanzi preparate affinché le pratichiamo” (Efes. 2:10). Una lampada accesa non si mette sotto il letto, né sotto il moggio (cfr. Luca 11:33).

Per concludere, la Scrittura insegna che l’uomo peccatore può essere salvato per fede soltanto, secondo quant’è scritto: “ma il mio giusto vivrà per fede” (Ebrei 10:38), tuttavia la fede si deve manifestare con le buone opere, e possiamo dire, che se non si vedono le opere, la fede è morta. Ma è bene anche far sapere al letto che non possono esserci delle persone che, anche se sono piene di buone opere e di voglia di fare il bene, ma non sono rigenerate e non sono nate di nuovo, quindi non hanno la vera fede in loro che lo Spirito mette dentro gli uomini a partire dal momento della nuova nascita, quelle vengano ugualmente salvate per le opere e non per mezzo della fede. E non può essere altrimenti, perché la salvezza non dipende da chi vuole, né da chi corre, non dipende dalle buone opere che si fanno, ma bensì da Dio che fa misericordia a chi vuole e quando vuole, secondo quant’è scritto:

«Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia.» (Rom. 9:16)

Chi non è salvato ed i suoi peccati non gli sono stati rimessi per mezzo della fede nel sacrificio di Cristo Gesù compiuto sulla croce, deve sapere che deve ravvedersi e credere nell’Evangelo, solo credendo con tutto il cuore che Gesù è il Cristo si può essere salvati.

Coloro, invece, che sono già stati salvati e perdonati dai loro peccati, devono sapere che devono compiere tutte le opere buone che Dio mette davanti a loro affinché siano praticate (cfr. Efes. 2:), altrimenti la loro fede sarà inutile, vana, è una fede morta, che non serve a niente.

Diletti e fedeli nel Signore, badate dunque a come ascoltate e badate che nessuno vi seduca con vani e manipolatori ragionamenti.

L’amor mio è con tutti voi in Cristo Gesù.

Giuseppe Piredda


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