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Siamo stati salvati quando abbiamo creduto nell'Evangelo

L’Apostolo Paolo ha scritto:

«Fratelli, io vi rammento l’Evangelo che v’ho annunziato, che voi ancora avete ricevuto, nel quale ancora state saldi, e mediante il quale siete salvati, se pur lo ritenete quale ve l’ho annunziato; a meno che non abbiate creduto invano. Poiché io v’ho prima di tutto trasmesso, come l’ho ricevuto anch’io, che Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture; che apparve a Cefa, poi ai Dodici.» (1 Cor. 15:1-5)

Cari nel Signore, tenete sempre a mente tali parole che descrivono chiaramente cosa sia realmente l’Evangelo, nel quale abbiamo creduto e siamo stati salvati. Ricordatevi che non esistono altri evangeli e quando si parla dell’Evangelo di Gesù di Nazaret, il Cristo di Dio, ci si deve per forza di cose rivolgere a tale passo. Quindi, ogni altro tentativo di spiegare diversamente da ciò che sta scritto cosa sia l’Evangelo, vuole dire annunziare un altro evangelo, da cui dovete guardarvi e rigettare con forza, come esorta di fare Paolo ai santi della Galazia:

«Ma quand’anche noi, quand’anche un angelo del cielo vi annunziasse un vangelo diverso da quello che v’abbiamo annunziato, sia egli anatema. Come l’abbiamo detto prima d’ora, torno a ripeterlo anche adesso: Se alcuno vi annunzia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema.» (Gal. 1:8-9)

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda


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