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Ecco l'Evangelo che bisogna annunziare ai perduti, affinché siano salvati

Nell’epistola di Paolo ai santi di Corinto, tra l’altro, si leggono queste parole:

«Fratelli, io vi rammento l’Evangelo che v’ho annunziato, che voi ancora avete ricevuto, nel quale ancora state saldi, e mediante il quale siete salvati, se pur lo ritenete quale ve l’ho annunziato; a meno che non abbiate creduto invano. Poiché io v’ho prima di tutto trasmesso, come l’ho ricevuto anch’io, che Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture; che apparve a Cefa, poi ai Dodici. Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti. Poi apparve a Giacomo; poi a tutti gli Apostoli;» (1 Cor. 15:1-7)

Ecco, dunque, qual è l’Evangelo, l’unico messaggio che salva che dev’essere annunziato a coloro che sono perduti nei loro falli e nei loro peccati. Cari nel Signore, ricordatevi che a salvarci è stata la fede nel messaggio dell’Evangelo che ci è stato annunziato, non è stato un altro messaggio più bello e più moderno di quello, perché la salvezza si ottiene solamente passando attraverso un ravvedimento di tutto cuore e mediante la fede nell’Evangelo di Gesù Cristo. Quello è il messaggio che hanno annunziato Gesù, Giovanni Battista e gli Apostoli, perciò dev’essere il messaggio che bisogna ancora oggi annunziare alle anime che sono perdute nei loro falli e nei loro peccati, perché coloro che credono in esso con tutto il cuore saranno salvati.

Ecco, ad esempio, cosa annunziava Gesù di Nazaret, il Cristo di Dio:

«Dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù si recò in Galilea, predicando l’evangelo di Dio e dicendo: Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete all’evangelo.» (Marco 1:14-15)

Fratelli nel Signore, ricordatevi dunque questi passi che vi ho riportato, ed annunziateli, ricordateli alle vostre riunioni, testimoniate di continuo che è grazie alla fede nell’Evangelo di Gesù Cristo che siete stati salvati per grazia, mediante la fede, affinché coloro che ascoltano siano sospinti anche loro a ravvedersi e a credere nell’Evangelo.

Qualche tempo fa mi lamentavo che non veniva predicata l’esortazione a santificarsi dai pulpiti, adesso, con grande mia sorpresa, ho dovuto riconoscere anche di peggio, addirittura ho potuto constatate che mancano persino le predicazioni dell’annunzio dell’Evangelo, secondo quanto insegnano le Scritture. Ma tutto ciò non avviene a caso, ma fa parte di un piano diabolico e ben architettato dal Maligno per nascondere il messaggio dell’Evangelo che salva alle anime perdute, benché tale messaggio sia ben presente nelle sacre Scritture e si esorti a predicarlo ed annunziarlo ai peccatori.

Cari nel Signore, vi esorto a condurvi in maniera savia e attenta, badate bene a quello che ascoltate e studiatevi di annunziare l’Evangelo che salva e non “messaggini” intrisi di sapienza umana che hanno soltanto lo scopo di attrarre persone nel locale di culto, non quello di chiamare le anime dei peccatori al Golgota, sotto la croce di Gesù, per ricevere la remissione dei peccati dopo essersi ravveduti ed aver chiesto perdono, e per mezzo della fede nell’Evangelo siano salvati. Forse qualcuno vi ha raccontato la storiella che se si annunzia l’Evangelo i peccatori non sono attratti a Gesù, ma quei tali mentono, perché è solo il messaggio dell’Evangelo che salva, nessun altro messaggio ha la potenza di salvare, di conseguenza è quella buona notizia che bisogna annunziare. Giudicate da voi stessi, fratelli, se è giusto annunziare parole di sapienza umana al posto della Parola eterna che hanno annunziato sia Gesù che gli Apostoli.

Badate dunque che nessuno vi seduca con vani ragionamenti, perché sono sempre molti i seduttori di menti specializzati nelle arti seduttrici dell’errore, che cercano di ingannare le anime dei semplici per stornarli dalla via della verità.

Dal canto mio, ringrazio Iddio che mi ha attirato a Gesù e lo Spirito santo mi ha rigenerato spiritualmente mettendo dentro di me quella fede di cui ero privo, che era necessaria affinché mi ravvedessi e credessi nell’Evangelo, nel sacrificio compiuto da Gesù Cristo sulla croce per la remissione dei peccati e nella sua resurrezione per essere giustificato.

Giuseppe Piredda


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