|
|
Nel suo libro dei fatti apostolici, Luca ha scritto anche queste cose:
«Or v’era in Cesarea un uomo, chiamato Cornelio, centurione della coorte detta l’‘Italica’, il quale era pio e temente Iddio con tutta la sua casa, e faceva molte elemosine al popolo e pregava Dio del continuo. Egli vide chiaramente in visione, verso l’ora nona del giorno, un angelo di Dio che entrò da lui e gli disse: Cornelio! Ed egli, guardandolo fisso, e preso da spavento, rispose: Che v’è, Signore? E l’angelo gli disse: Le tue preghiere e le tue elemosine son salite come una ricordanza davanti a Dio. Ed ora, manda degli uomini a Ioppe, e fa’ chiamare un certo Simone, che è soprannominato Pietro. Egli alberga da un certo Simone coiaio, che ha la casa presso al mare. … il quale ti parlerà di cose, per le quali sarai salvato tu e tutta la casa tua.» (Atti 10:1-6, 11:14)
Questo passo biblico è sempre presente nella mia mente e nel mio cuore, perché in Cornelio ci vedo me stesso quando facevo parte della Chiesa Cattolica Romana; infatti, a quel tempo ero un devoto religioso, pio e pregavo, ma ero pur sempre una persona idolatra, perduta nei suoi falli e nei suoi peccati.
Quante volte andavo a messa, e persino quando confessavo i miei peccati al prete, alla fine non mi sentivo meglio, i peccati rimanevano attaccati all’anima mia, la coscienza me lo attestava.
Ma Iddio aveva preparato un piano anche per me, un trasferimento di domicilio da Palermo a Gaeta, dove ho incontrato di nuovo un fratello in Cristo, il quale mi ha portato nella comunità evangelica di Fondi, dove ho udito l’Evangelo e, da lì a poco, nella stanza dove dormivo Iddio mi ha rigenerato spiritualmente, mi ha fatto nascere di nuovo, il mio peccato è scivolato via dalla mia anima, e mi sono sentito leggero, pieno di gioia, di pace e non temevo più di andare a finire all’inferno come sentivo prima, perché da quel momento ho iniziato a sentirmi a posto con il Signore in profondità della mia anima. Non vedevo più Iddio come un Giudice, ma ho iniziato a vederlo come il Padre amorevole e misericordioso, che ha avuto pietà delle mie miserie dell’anima e mi ha rimesso tutti i miei peccati. Ringrazio Iddio per aver avuto pietà di me ed avermi salvato.
Similmente, ci sono molti Cattolici che si trovano nella medesima condizione in cui mi trovavo io prima di essere salvato, che si trovano nella medesima situazione in cui si trovava Cornelio nel momento che gli apparve l’Angelo, prima che gli venisse annunziato l’Evangelo e credesse nel messaggio di salvezza che gli predicò l’Apostolo Pietro.
Sono molti i Cattolici che sono pii, devoti, che temono Iddio, che parlano di Lui, di Gesù e fanno anche delle elemosine e pregano, ma proprio come Cornelio, rimangono sempre perduti nei loro falli e nei loro peccati, perché è soltanto per mezzo della nuova nascita, che avviene per l’opera dello Spirito santo che viene ad abitare nell’uomo, infondendo nel profondo del cuore la fede nel sacrificio di Cristo Gesù, per mezzo della quale si ottiene la remissione dei peccati.
Certi Cattolici sono buoni religiosi, ma non sono salvati, non sono nati di nuovo, non fanno parte della famiglia di Dio, proprio come non ne faceva parte Cornelio prima che Pietro gli portasse il messaggio di salvezza, benché fosse pio e temente Iddio.
Purtroppo, anche dentro le Chiese evangeliche ci sono molti che sono religiosi, pii e devoti a Dio, sono anche delle brave persone, ma non sono salvati, non sono mai nati di nuovo. Questo fenomeno è molto frequente soprattutto tra i figli dei credenti che frequentano la comunità, i quali sono stati ammaestrati in tutte le cose che riguardano i principi e le dottrine bibliche, imitano quasi alla perfezione la condotta ed il parlare di un credente, ma nel profondo del loro cuore non sono salvati, dentro di loro sono morti spiritualmente, fanno ogni cosa per trascinamento, per abitudine, per imitazione degli altri e per piacere ai genitori e al Pastore, perché si ritrovano in quell’ambiente religioso, ma non si sono mai convertiti e non sono mai nati di nuovo.
In un certo senso anche altre frange di religiosi, come ad esempio i testimoni di Geova, si conducono in modo religiosamente apprezzabile, ma non sono nati di nuovo, non sono salvati, e i loro peccati non sono stati perdonati, le loro sozzure sono ancora nel loro cuore e nella loro anima.
Cornelio fu salvato, i suoi peccati sono stati rimessi ed ha ricevuto lo Spirito santo dentro il suo cuore, nel momento in cui ha creduto a queste parole di Pietro: “Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remission de’ peccati mediante il suo nome.” (Atti 10:43), infatti Luca continua il racconto con queste parole: “Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo cadde su tutti coloro che udivano la Parola.” (Atti 10:44).
Dunque, anche tali Scritture sacre ci confermano e ricordano che la remissione dei peccati si ottiene solo per mezzo della fede nel sacrificio compiuto da Cristo Gesù sulla croce, nel momento in cui lo Spirito santo compie l’opera di convincimento nella profondità dell’anima che si sta vivendo nel peccato, secondo quant’è scritto “[il Consolatore], convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia, e al giudizio.” (Giov. 16:8).
Abbiamo letto che lo Spirito santo convince l’uomo a riguardo del suo peccato e lo fa sentire peccatore, bisognoso di salvezza, incapace di piacere a Dio con le sue sole forze e le sue opere; lo Spirito santo lo convince, mettendo in lui la fede nel sacrificio di Cristo compiuto sulla croce, perciò la fede nel sangue sparso opera la purificazione dei suoi peccati.
Non è per opere che si ottiene la remissione dei peccati, ma solo per mezzo della fede, messa dentro il cuore dallo Spirito santo, come anche il Signore Gesù Cristo dice a Paolo:
«io ti mando per aprir loro gli occhi, onde si convertano dalle tenebre alla luce e dalla potestà di Satana a Dio, e ricevano, per la fede in me, la remissione dei peccati e la loro parte d’eredità fra i santificati.» (Atti 26:18)
Ora, dico a voi Cattolici romani, a voi che pensate di essere salvati e di piacere a Dio per le vostre opere, alla luce di quanto abbiamo detto in riferimento al modo di ottenere la remissione dei peccati, dovete sapere che non è per opere che si viene salvati e i peccati non vengono perdonati dal prete, ma possono essere perdonati soltanto da Dio, a cominciare dal momento in cui si nasce di nuovo. Ravvedetevi, dunque, gridate a Dio, pentitevi dei vostri peccati e gridate al Signore Iddio che abbia misericordia di voi e vi faccia nascere di nuovo, perdonandovi e rimettendovi i vostri peccati. La salvezza è per fede, non per opere, secondo quanto dicono le Scritture sacre:
«Egli ci ha salvati non per opere giuste che noi avessimo fatte, ma secondo la sua misericordia, mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo» (Tito 3:5)
Voi siete nello stato in cui si trovava Cornelio, disponetevi ad ascoltare il messaggio di salvezza dell’apostolo Pietro, e voi otterrete ciò che ha ottenuto Cornelio e la sua casa.
Ed ora dico anche a voi che varcate la soglia dei locali di culto evangelici quasi ogni domenica, se voi non siete nati di nuovo, siete ancora perduti nei vostri falli e nei vostri peccati, siete ancora figlioli d’ira. Anche voi, dunque, ravvedetevi e credete nell’Evangelo, così otterrete la remissione dei vostri peccati. Ricordatevi che voi non siete salvati solo per il fatto che i vostri genitori sono credenti; voi non siete salvati perché frequentate una comunità evangelica, in quanto la salvezza è personale, non è di gruppo, e se non siete nati di nuovo, voi non potrete entrare nel regno dei cieli, e l’inferno vi inghiottirà se non avete ricevuto misericordia da Dio ed i vostri peccati non vi sono stati rimessi. Nulla d’immondo entrerà nel regno dei cieli, nessun peccatore, nessun peccato, quindi bisogna essere purificati dal sangue di Gesù Cristo per mezzo della fede da ogni peccato per poter entrare nel regno dei cieli. Badate dunque che la luce che credete sia in voi non sia tenebre.
Vi esorto tutti, dunque, io che un tempo ero perduto nei falli e nei peccati come lo siete ancora voi, a ravvedervi e a credere nell’Evangelo del Signore nostro Gesù Cristo, per ottenere il perdono e la purificazione dei vostri peccati, come pure l’ha ottenuta Cornelio.
Chi ha orecchie ascolti ciò che la Parola di Dio dice alle Chiese.
Giuseppe Piredda