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… I RISCATTATI «Celebrate l’Eterno, perch’egli è buono, perché la sua benignità dura in eterno! Così dicano i riscattati dall’Eterno, ch’egli ha riscattati dalla mano dell’avversario e raccolti da tutti i paesi, dal levante e dal ponente, dal settentrione e dal mezzogiorno.»
… LE PERSONE ERRANTI «Essi andavano errando nel deserto per vie desolate; non trovavano città da abitare. Affamati e assetati, l’anima veniva meno in loro. Allora gridarono all’Eterno nella loro distretta, ed ei li trasse fuori dalle loro angosce. Li condusse per la diritta via perché giungessero a una città da abitare. Celebrino l’Eterno per la sua benignità, e per le sue maraviglie a pro dei figliuoli degli uomini! Poich’egli ha saziato l’anima assetata, ed ha ricolmato di beni l’anima affamata.»
… I PRIGIONIERI E GLI AFFLITTI «Altri dimoravano in tenebre e in ombra di morte, prigionieri nell’afflizione e nei ferri, perché s’erano ribellati alle parole di Dio e aveano sprezzato il consiglio dell’Altissimo; ond’egli abbatté il cuor loro con affanno; essi caddero, e non ci fu alcuno che li soccorresse. Allora gridarono all’Eterno nella loro distretta, e li salvò dalle loro angosce; li trasse fuori dalle tenebre e dall’ombra di morte, e ruppe i loro legami. Celebrino l’Eterno per la sua benignità, e per le sue maraviglie a pro dei figliuoli degli uomini! Poich’egli ha rotte le porte di rame, e ha spezzato le sbarre di ferro.»
… I RIBELLI «Degli stolti erano afflitti per la loro condotta ribelle e per le loro iniquità. L’anima loro aborriva ogni cibo, ed eran giunti fino alle porte della morte. Allora gridarono all’Eterno nella loro distretta, e li salvò dalle loro angosce. Mandò la sua parola e li guarì, e li scampò dalla fossa. Celebrino l’Eterno per la sua benignità, e per le sue maraviglie a pro dei figliuoli degli uomini! Offrano sacrifizi di lode, e raccontino le sue opere con giubilo!»
… I MARINAI «Ecco quelli che scendon nel mare su navi, che
trafficano sulle grandi acque; essi veggono le opere dell’Eterno e le sue
maraviglie nell’abisso. Poich’egli comanda e fa levare il vento di tempesta,
che solleva le onde del mare. Salgono al cielo, scendono negli abissi;
l’anima loro si strugge per l’angoscia. Traballano e barcollano come un
ubriaco, e tutta la loro saviezza vien meno.
Ma, gridando essi all’Eterno nella loro distretta, egli li
trae fuori dalle loro angosce. Egli muta la tempesta in quiete, e le onde si
calmano. Essi si rallegrano perché si sono calmate, ed ei li conduce al
porto da loro desiderato. Celebrino l’Eterno per la sua benignità, e per le
sue maraviglie a pro dei figliuoli degli uomini! Lo esaltino nell’assemblea
del popolo, e lo lodino nel consiglio degli anziani!»
(Salmo 107:1-32)
Giuseppe Piredda