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Fratelli nel Signore, leggete ciò che ha dichiarato il profeta Giona:
«‘O Eterno, non è egli questo ch’io dicevo, mentr’ero ancora nel mio paese? Perciò m’affrettai a fuggirmene a Tarsis; perché sapevo che sei un Dio misericordioso, pietoso, lento all’ira, di gran benignità, e che ti penti del male minacciato.» (Giona 4:2)
Vedete, dunque, come l’Eterno Iddio, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, era considerato buono e misericordioso ANCHE sotto la legge, dai suoi servitori i profeti, i quali lo conoscevano bene.
Voglio ricordarvi queste cose che sono scritte nella Parola di Dio, per farvi considerare che non è corretto biblicamente dire che l’Iddio del vecchio patto non era misericordioso. Le Scritture ci insegnano che Iddio non è mutato, è rimasto sempre lo stesso, quindi Egli era, è e sarà sempre buono e misericordioso.
Oltre a quanto sopra enunciato, non bisogna mai dimenticare che l’Eterno è ANCHE GIUSTO, e non tiene il colpevole per innocente. Se un’anima pecca e si ravvede e chiede pietà a Dio, Egli lo perdona; ma se uno pecca e non si ravvede, allora Iddio, che è giusto, colpirà il peccatore con i suoi giudizi senza avere riguardi alla qualità di persone; chi pecca, sia esso figliolo oppure no, sarà disciplinato da Dio, come e quando Egli vuole. Dunque, la severità di Dio, alla pari della misericordia, va sempre ricordato.
Cari nel Signore, voi che avete creduto che Gesù di Nazareth è il Cristo di Dio, vi scrivo per esortarvi ad applicare le vostre forze per non peccare, affinché vi conduciate in modo santo sia nella vostra mente che in tutta la vostra condotta; se avete peccato, ricordatevi che tutti noi “ABBIAMO un avvocato presso il Padre, cioè Gesù Cristo, il giusto; ed Egli è la propiziazione per i nostri peccati” (1 Giovanni 2:1,2). Non siate come il cavallo e il mulo, secondo quanto è scritto:
«Non siate come il cavallo e come il mulo che non hanno intelletto, la cui bocca bisogna frenare con morso e con briglia, altrimenti non ti s’accostano!» (Salmo 32:9)
Quindi, anche se avete peccato, accostatevi a Dio con cuore rotto e lo spirito contrito, chiedete pietà e misericordia nel nome di Gesù Cristo, ed Egli avrà misericordia di voi. Ma se non lo fate, e vi mettete a giustificare il vostro peccato, a cercare scuse o dare colpe agli altri dei vostri errori, allora sappiate che riceverete la giusta disciplina da Dio, ed allora saranno dolori e patimenti. Giudicate, dunque, da persone intelligenti cosa dovete fare.
Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.
Giuseppe Piredda