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L’affermazione che abbiamo letto nel titolo, come vedremo di seguito in questo scritto, risulta conforme alle sacre SCRITTURE; ma parte di quelle parole non piacciono a molte persone, credenti e non, che si sono fatti un dio su misura, un dio che ama il peccatore, che non fa morire nessuno, che è un dio passivo.
Badate bene che queste ultime affermazioni non sono vere, quindi credere in tali cose è sbagliato e pericoloso per un credente, il quale ha il dovere d’imparare a conoscere Iddio secondo quanto insegnano le sacre SCRITTURE e non secondo quanto alla gente piace ascoltare.
Nell’ignorare chi sia l’Iddio della Bibbia, si corrono enormi pericoli, il quale, è vero, è AMORE, ma è anche severo, è un vendicatore e non tiene il colpevole per innocente, oltre che fa morire chi vuole e fa vivere chi vuole.
I santi, figlioli di Dio, devono imparare a temere Iddio, oltre che ad amarlo, perché solo così scamperanno da eventuali mali e punizioni che Dio può mandare anche ai suoi figli, per ammaestrarli e insegnare loro la disciplina.
Tanto per entrare subito in argomento e far riflettere coloro che sono nati di nuovo, basti pensare che a coloro che prendono indegnamente la santa cena, Iddio li punisce con malattie e taluni li fa anche morire (cfr. 1 Corinzi 11:27-30).
Ora, fratelli nel Signore, io vi citerò di seguito alcuni passi per farvi comprendere che con Dio non si scherza e se la volontà di Dio non viene presa nella maniera corretta, si può rischiare molto, di ammalarsi e persino di morire.
Pertanto, fratelli in Cristo Gesù, imparate a temere Iddio e a fuggire il male, guardandovi sempre, tra le altre cose, di accostarvi alla cena del Signore con un cuore ed una coscienza puri, applicandovi sempre a discernere il corpo ed il sangue di Gesù, rappresentati simbolicamente dal pane e dal vino.
Eccovi dei passi, che certamente non vi verranno facilmente citati dai vostri conduttori, i quali non volendo spaventarvi, vi espongono tuttavia a gravi pericoli e confusione.
«Ora vedete che io solo son Dio, e che non v’è altro dio accanto a me. Io fo morire e fo vivere, ferisco e risano, e non v’è chi possa liberare dalla mia mano.» (Deuteronomio 32:39)
«L’Eterno fa morire e fa vivere; fa scendere nel soggiorno de’ morti e ne fa risalire.» (1 Samuele 2:6)
«Quando il re d’Israele ebbe letta la lettera, si stracciò le vesti, e disse: “Son io forse Dio, col potere di far morire e vivere, che colui manda da me perch’io guarisca un uomo dalla sua lebbra? Tenete per cosa certa ed evidente ch’ei cerca pretesti contro di me”.» (2 Re 5:7)
«O quei diciotto sui quali cadde la torre in Siloe e li uccise, pensate voi che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico; ma se non vi ravvedete, tutti al par di loro perirete.» (Luca 13:4,5)
«Nel giorno fissato, Erode, indossato l’abito reale, e postosi a sedere sul trono, li arringava pubblicamente. E il popolo si mise a gridare: Voce d’un dio, e non d’un uomo! In quell’istante, un angelo del Signore lo percosse, perché non avea dato a Dio la gloria; e morì, roso dai vermi.» (Atti 12:21-23)
«Ma Pietro disse: Anania, perché ha Satana così riempito
il cuor tuo da farti mentire allo Spirito Santo e ritener
parte del prezzo del podere?
Se questo restava invenduto, non restava
tuo? E una volta venduto, non ne era il prezzo in tuo
potere? Perché ti sei messa in cuore questa cosa? Tu non hai
mentito agli uomini ma a Dio. E Anania, udendo
queste parole, cadde e spirò. E gran
paura prese tutti coloro che udiron queste cose.»
(Atti 5:3-5)
«Or avvenne, circa tre ore dopo, che la moglie di lui, non
sapendo ciò che era avvenuto, entrò. E Pietro, rivolgendosi a
lei: Dimmi, le disse, avete voi venduto il podere per tanto? Ed
ella rispose: Sì, per tanto.
Ma Pietro a lei: Perché vi siete accordati a
tentare lo Spirito del Signore? Ecco, i piedi di quelli che
hanno seppellito il tuo marito sono all’uscio e ti porteranno
via. Ed ella in quell’istante cadde ai suoi piedi, e
spirò. E i giovani, entrati, la trovarono morta; e
portatala via, la seppellirono presso al suo marito.» (Atti
5:7-10)
«Perciò, chiunque mangerà il pane o berrà del calice del
Signore indegnamente, sarà colpevole verso il corpo ed il sangue
del Signore.
Or provi l’uomo se stesso, e così mangi del
pane e beva del calice; poiché chi mangia e beve, mangia e beve
un giudicio su se stesso, se non discerne il corpo del Signore.
Per questa cagione molti fra voi sono infermi e
malati, e parecchi muoiono.» (1 Corinzi
11:27-30)
«Ma ho questo contro a te: che tu tolleri quella donna Jezabel, che si dice profetessa e insegna e seduce i miei servitori perché commettano fornicazione e mangino cose sacrificate agl’idoli. E io le ho dato tempo per ravvedersi, ed ella non vuol ravvedersi della sua fornicazione. Ecco, io getto lei sopra un letto di dolore, e quelli che commettono adulterio con lei in una gran tribolazione, se non si ravvedono delle opere d’essa. E metterò a morte i suoi figliuoli; e tutte le chiese conosceranno che io son colui che investigo le reni ed i cuori; e darò a ciascun di voi secondo le opere vostre.» (Apocalisse 2:20-23)
«E il rimanente fu ucciso con la spada che usciva dalla bocca di colui che cavalcava il cavallo; e tutti gli uccelli si satollarono delle loro carni.» (Apocalisse 19:21)
Alla luce di quanto è stato citato e preso dalle sacre Scritture, fratelli nel Signore, vi esorto a considerare Iddio secondo i modi con cui viene fatto conoscere dalle Scritture, e non dai vostri conduttori e direttori spirituali, perché vi stanno ingannando, vi stanno presentando un dio che non è quello che s’impara a conoscere dalla Bibbia.
Studiate le Scritture, studiate tutte le caratteristiche di Dio, tutti gli attributi di Dio, affinché non crediate e serviate un dio che non è quello della Bibbia, ma il dio fatto su misura da certi conduttori corrotti che non servono l’Iddio che ha fatto i cieli e la terra, ma il loro ventre.
Diletti, non chiudete i vostri orecchi e i vostri occhi alla verità della Parola di Dio. Che Dio illumini i vostri cuori e vi guidi in ogni cosa.
«Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese.» (Apocalisse 2:7)
Giuseppe Piredda