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«La mia visione della partenza per il cielo di una cara Sorella»

Avrei l’impressione di trascurare un’importante testimonianza se omettessi di parlare della partenza per la patria celeste della nostra cara Sorella Goddard, la madre della Sorella Shelton. Ella lasciò questo mondo turbato per un mondo molto migliore, mercoledì 19 gennaio 1921, alle 11 e 50. Ella era malata da pochissimo tempo. Sabato 15 gennaio, andai a visitarla. Altri avevano di già pregato per lei. Pregai anch’io e fui benedetto. Senza riflettere troppo, io proclamai la sua guarigione.

La domenica passai tutta la mattinata a pregare per lei, ma io non feci dei grandi progressi, malgrado tutti i miei sforzi. Ella pareva andare sempre peggio. Siccome il lunedì era il mio giorno di bucato, io non andai a visitarla prima di sera. Io pregai silenziosamente, ma senza ottenere i risultati desiderati. Io cominciai a sondarmi per vedere quello che non andava. Rientrato a casa mia, io feci la mia stiratura, e ritornai a vederla un po’ più tardi. Io ancora non avevo nessuna certezza in quanto alla sua guarigione.

Rientrando a casa, io dissi al Fratello Thomas che io temevo che ella sarebbe partita per la patria celeste, e che ella non sarebbe rimasta tanto tempo nel nostro mezzo. Andai a coricarmi, ma non mi addormentai se non verso la mattina. Io temevo di pensare che ella doveva lasciarci, perché noi avevamo tutti bisogno di lei. Almeno tutti noi lo pensavamo!

Il mercoledì mattino, io tornai a vederla, e mi infilai in un angolo della camera. Ella riposava in silenzio nel suo letto, apparentemente incosciente. Erano presenti parecchie altre persone che si occupavano di lei. La santità e il silenzio regnavano nella camera, una santità dolce e tranquilla. Io pregai per la sua guarigione ma non feci nessun progresso. Io fui piuttosto condotto in un’altra direzione. Tutto quello che potei fare fu di pregare affinché le fosse assicurata una entrata piena nel cielo.

Rimasi nel mio angolo un’ora e mezza, con la faccia a terra. Mentre pregavo che le fosse assicurata una piena entrata, io vidi una grande e magnifica dimora, che mi parve costruita in vetro, trasparente e splendida da contemplare. Io non avevo mai visto una costruzione così luminosa, con dei muri sfavillanti, dei pavimenti sfolgoranti, e delle stanze tutte illuminate. L’aspetto esteriore di quella dimora era tutto altrettanto magnifico.

Io vidi degli esseri viventi che portavano dei vestimenti di un bianco immacolato che scendevano fino a terra. Voi avreste dovuto vedere le loro facce, le loro mani, e le loro corone! Tutti erano molto occupati. Nessuno era immobile e neppure seduto. Essi trasportavano dei mazzi di fiori simili a dei gigli che brillavano di un bagliore che mi era sconosciuto. Essi entravano e uscivano prontamente, come se stessero mettendo i tocchi finali alla decorazione di quella dimora. Tutti quegli esseri avevano delle ali magnifiche, ma essi le tenevano ripiegate. Tutti si davano da fare per preparare la dimora per la prossima venuta di qualcuno.

Io giunsi alla conclusione che essi dovevano essere i servitori celesti della Sorella Goddard. Io supposi che essi avevano dovuto ricevere degli ordini. Avevano dovuto avvisarli del prossimo arrivo della futura occupante del luogo. Io mi alzai e mi dissi: ‘Ella qui non ne avrà ancora per tanto tempo!’ La Sorella Shelton mi domandò: ‘Che cosa avete ricevuto?’ – ‘Vostra mamma vi lascerà presto!’

Io rientrai a casa mia e dissi ad alcuni degli studenti che la Sorella Goddard ci avrebbe lasciato presto. Quando io tornai nella mia stanza, erano le undici del mattino. Alle undici e quaranta tutti i preparativi dovevano dunque essere finiti. Tutto era pronto per accoglierla nella sua patria celeste. Le era stato rivolto l’invito di abbandonare quel vecchio appartamento malandato che lei aveva occupato per degli anni, per installarsi in quella immensa e magnifica dimora per la quale ella aveva inviato dei materiali da anni!

Tratto da: Guy C. Bevington, Miracles extraordinaires obtenus aujourd’hui par la prière et la foi [Miracoli straordinari ottenuti oggigiorno tramite la preghiera e la fede], Codognan (Francia) 1997, pag. 250-252

[Dal sito "La Nuova Via", curato dal dottore della Parola di Dio: Giacinto Butindaro]

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