Il discorso del vescovo Strossmayer è vero o falso?

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Premessa.

Mi sono trovato costretto, per dimostrare la mia assoluta buona fede nell’aver messo sul sito “Sentieri Antichi” il discorso del vescovo Joseph Georg Strossmayer, vescovo di Diakovar in Croazia-Slavia ai tempi del concilio Vaticano I (1870), a scrivere e pubblicare questa pagina web per spiegare i motivi per il quale si ritiene tale discorso “vero” e non falso, come cercano di farlo passare i Cattolici Romani.


Testimonianza di verità interna al documento.

Dall’analisi del discorso si possono notare in particolare due cose: la prima è che il discorso è pienamente conforme alla Parola di Dio e corrispondente alle citazioni storiche; la seconda è che tale scritto riportante il discorso di Strossmayer è circostanziato, particolare quest’ultimo da non sottovalutare.

Per quanto mi riguarda questi due elementi sono bastati per pubblicare l’opuscolo in argomento, in quanto lo ritengo sia utile ai fini della crescita nella conoscenza biblica dei lettori, sia utile ai fini della conoscenza degli avvenimenti storici riguardanti il Cattolicesimo Romano.

Non deve sembrare strano che Iddio non si sia lasciato senza testimonianza neppure dentro al concilio Vaticano I, Egli ha voluto testimoniare la verità anche in tale luogo, aprendo la bocca di un vescovo, di Strossmayer, che si oppose all’infallibilità papale e, come vedremo più tardi, non era il solo.

A conferma di quanto detto sopra voglio citare il passo di come Iddio ha annunziato la verità al consiglio del sinedrio, per mezzo del sommo sacerdote, sulla fine che doveva fare Cristo Gesù:

“E un di loro, Caiàfa, che era sommo sacerdote di quell’anno, disse loro: Voi non capite nulla; e non riflettete come vi torni conto che un uomo solo muoia per il popolo, e non perisca tutta la nazione. Or egli non disse questo di suo; ma siccome era sommo sacerdote di quell’anno, profetò che Gesù dovea morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per raccogliere in uno i figliuoli di Dio dispersi. (Vangelo di Giovanni 11:49-52)

Ritengo che Iddio anche nel concilio Vaticano I ha voluto che fosse testimoniata la verità sull’infallibilità papale.


Testimonianza di verità esterna.

Nella “Catholic Enciclopedia, Vol 14, (Enciclopedia Press, ©1913) a pagina 316 viene riportato:

“Al concilio Vaticano egli era uno dei più rilevanti oppositori dell’infallibilità papale, e si è distinto come oratore. Il papa ha elogiato il “ragguardevole buon latino” di Strossmayer. Un discorso col quale egli ha difeso il protestantesimo ha fatto grande scalpore. Un altro discorso, pronunciato, apparentemente il 2 giugno del 1870, è stato attribuito a lui.

È pieno di eresie e non solo nega l’infallibilità ma anche il primato del papa. Il falsificatore dicono che sia un Augustiniano, un messicano chiamato Dr. Jose Augustin de Escudero.”

Da ciò che sta scritto nella enciclopedia cattolica del 1913 risulta chiaramente che la posizione di Strossmayer, sia all’inizio del Concilio Vaticano I che alla fine, era di contrarietà all’infallibilità e al primato papale; infatti si legge: “… Un discorso col quale egli ha difeso il protestantesimo ha fatto grande scalpore.”…

Poco più oltre alla precedente citazione c’è un tentativo di screditare l’opuscolo che circolava a quei tempi, lo stesso pubblicato anche in questo sito, ma è privo di convinzione e pieno di dubbio, infatti dalle parole “… dicono che sia …” si evidenzia l’assoluta mancanza di certezza sul falsificatore.

Il lettore deve tener presente che si sta analizzando ciò che è stato scritto in una enciclopedia cattolica e non di parte protestante.

La questione dello Strossmayer era molto scomoda da giustificare, quindi i Cattolici Romani hanno pensato bene di eliminarne ogni traccia nella New Catholic Enciclopedia del 1967. Ma nascondere la questione non significa che si sia risolta positivamente per il Cattolicesimo; infatti ancora oggi se ne discute.

A questo proposito mi viene in mente un passo della Bibbia che dice: “Non c’è nulla di nascosto che non abbia ad essere scoperto.”

Un altro documento utile da analizzare è l’edizione di settembre del 1905 della “Catholic World” che contiene un articolo dedicato a Strossmayer, di cui riporto:
“Fatta tacere in Germania, la calunnia resisteva ancora in Inghilterra e in America, e così più tardi come nel 1889 noi troviamo la Scrittura Vescovile al Vescovo di Covington sulla questione.
Nel frattempo Strossmayer aveva ricevuto una lettera da un prete in America che aveva ricevuto la confessione del falsificatore.
L’uomo, che è stato un apostata, aveva implorato il perdono del Vescovo Strossmayer e morì pieno di rimorso.”

Il nome del falsificatore misterioso non è fornito.

Voler dimostrare con una fantomatica confessione di uno sconosciuto che il documento sia un falso mi sembra una difesa debole, inconsistente e priva di nessuna attendibilità, basti pensare al fatto che esistono numerose testimonianze storiche sull’uso improprio della confessione fatta dai preti cattolici.

No! I Cattolici non sono riusciti finora a dimostrare che l’opuscolo del discorso del vescovo Strossmayer al concilio Vaticano I sia un falso!

Sempre nella stessa edizione di Catholic World si fa menzione del fatto che un movimento Cattolico contrario all’infallibilità papale assunse come loro arma principale il discorso di Strossmayer al consiglio di Costanza nel 1873.

Conclusione.

In conclusione, è dimostrato che: primo, il vescovo Strossamayer era contrario all’infallibilità papale, dogma comunque sancito nel concilio Vaticano I; secondo, che un movimento di vescovi cattolici si sono schierati dalla parte dello Strossmayer, movimento che non esitò ad usare l’opuscolo del discorso dello Strossmayer contro l’infallibilità papale e, a tal proposito, nella New Catholic Enciclopedia viene detto che il numero di quelli che si sono opposti alle definizioni del Concilio Vaticano I era “considerevole”.

Giuseppe Piredda

Vai al discorso di Georg Joseph Strossmayer al Concilio Vaticano I

Bibliografia da consultare:
Catholic Encyclopedia, Vol 14, (Enciclopedia Press, ©1913) pg. 316;
The Catholic World, April-September, (New York: Paulist Fathers, ©1905) pg. 785;
New Catholic Encyclopedia, Volume 10, pg. 672;
Boettner, Loraine, Roman Catholicism, (Phillipsburg: Presbyterian Reformed, ©1962);
Keating, Catholicism and Fundamentalism.
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