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Parlare in altre lingue:

«Stava parlando in polacco»

Harald Bredesen è un ministro di culto, pastore della Prima Chiesa Riformata di Mount Vernon, New York. Ha circa la mia età, quindi è sulla quarantina. Aveva un collare clericale, era un po’ calvo e aveva un eccitazione contagiosa. Bredesen ed io pranzammo assieme in un ristorante vicino al mio ufficio, e là, in un ambiente fatto di tazze da caffè e di contenitori forati per zucchero, egli mi raccontò una storia che sembrava venire da un altro mondo.

Pochi anni prima, Harald Bredesen, nonostante era stato attivamente coinvolto nell’opera della sua chiesa, era stato anche un giovane scontento. Gli sembrava che la sua vita religiosa non avesse nessuna vitalità, specialmente quando lui confrontava le sue esperienze con quelle dei primi Cristiani. ‘Nella Chiesa primitiva c’era una tale eccitazione, un tale entusiasmo’ disse Bredesen. ‘La Chiesa oggi in linea di massima ha perso questo. Tu hai avvertito che io sono sicuro di quello che dico. Dove sono le vite trasformate? Dove sono le guarigioni? Dov’è la fede per la quale gli uomini sono pronti a morire?’

Durante le sere a casa sua Bredesen aveva cominciato a leggere i racconti biblici delle prime chiese con queste domande nella sua mente e quasi all’istante egli si gettò su un indizio. Più leggeva e più si convinceva che i Cristiani del primo secolo traevano la loro vitalità dallo Spirito Santo, e più particolarmente da una esperienza che nel Nuovo Testamento è chiamata il Battesimo nello Spirito Santo.

Bredesen decise di fare questa esperienza, e affrontò la cosa prendendosi una vacanza. Si diresse verso i Monti Allegheny, si rinchiuse in una baita di montagna e là cominciò a pregare in continuazione. Decise di rimanere in quella baita fino a che non avesse raggiunto un nuovo livello di comunicazione con Dio. Giorno dopo giorno egli continuò a pregare.

Alla fine, una mattina, mentre si trovava fuori dalla baita pregando ad alta voce, sembrò che una calma si fosse stabilita sopra le colline. Ogni fibra del corpo di Bredesen si tese, come se tutto il suo essere stesse entrando in un nuovo livello di consapevolezza. Smise di parlare per un momento. E quando egli riprese a parlare, fuori dalla sua bocca uscirono – ed ecco qui le sue parole come le trascrissi quel giorno – ‘…La più bella effusione di vocali e consonanti ed anche alcune strane sillabe gutturali. Non riuscivo a riconoscere nessuna parola. Fu come se io stessi ascoltando una lingua straniera, eccetto che quella lingua stava uscendo dalla mia bocca’.

Stupito, incuriosito e un po’ spaventato, Bredesen corse giù dalla montagna, parlando ancora ad alta voce in quella lingua. Egli giunse presso il bordo di una piccola comunità montana. Sulla veranda di una baita era seduto un uomo anziano. Bredesen continuò a parlare in quella lingua che stava così facilmente e in maniera così naturale uscendo dalla sua bocca. Quell’uomo rispose, parlando rapidamente in una lingua che Bredesen non conosceva. Quando fu evidente che essi non stavano comunicando, quel vecchio parlò in Inglese. ‘Come puoi parlare in Polacco ma non capirlo?’ domandò quel vecchio.

‘Stavo parlando in Polacco?’

Quell’uomo si mise a ridere, pensando che Bredesen stesse scherzando. ‘Certo che era Polacco’ disse lui.

Ma Bredesen non stava scherzando. Per ciò che poteva ricordare lui non aveva mai sentito quella lingua prima di allora.

Testimonianza tratta da: John L. Sherrill, They speak with other tongues [Essi parlano in altre lingue], pubblicato da Fleming H. Revell Company, stampato negli USA, Settima stampa, Dicembre 1968, pag. 18-19


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