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Il S. Bambino

Nota 9. alla lettera ventesima di Roma Papale 1882

Il Santo Bambino di Ara Coeli è un vero tesoro per i frati Zoccolanti. Ogni malato che guarisce dopo la sua visita, attribuisce a miracolo la sua guarigione, e naturalmente manda un regalo al S. Bambino. Esso è custodito in una cappella apposita; perché abbia maggiore venerazione, la cappella non è nella chiesa al pubblico, ma è fra la sagrestia ed il convento; un frate è sempre alla custodia di quella cappella, e domanda la elemosina a tutti coloro che entrano, in guisa che nessuno entra in quella cappella senza lasciarvi un’ elemosina. Oltre a ciò vi sono due o tre frati che non hanno altro impiego che girare per le case e per le botteghe; domandando la elemosina per il S. Bambino. Ogni anno, dal giorno di Natale fino all’ Epifania, il S. Bambino è esposto al pubblico nella chiesa in un magnifico presepio. Il presepio è fatto in questo modo: si fabbrica nella chiesa un magnifico palco scenico rappresentante la campagna di Betlem, con i suoi appositi scenari, e le sue quinte. Gli attori sono statue di cera di grandezza naturale rappresentanti la Madonna, S. Giuseppe, i pastori, ed in lontananza molti episodi campestri. Due frati sono sempre là, per ricevere l’ elemosina da tutti coloro che si accostano a vedere lo spettacolo; e così i frati intascano ogni anno alcune migliaia di scudi col pretesto del S. Bambino.

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