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Curiosi decreti del Mazzini

Nota 8. alla lettera ventesima di Roma Papale 1882

Nel tempo della Repubblica romana, il triumviro Mazzini, che ne era quasi il dittatore, ordinava delle cose inconcepibili, e che servivano a fomentare la superstizione del popolo.

Il giorno di Pasqua il popolo romano è abituato a ricevere la benedizione papale sulla piazza di S. Pietro. Nel 1849, non essendovi il papa, Mazzini, per contentare la plebe, volle dargli uno spettacolo nuovo. Ordinò che tutte le truppe andassero come il solito a fare la parata solenne sulla piazza di S. Pietro, e invece del papa ordinò che si portasse sulla loggia il Sagramento, e con esso si benedicesse il popolo. I canonici di S. Pietro non vollero prestarsi a questo capriccio mazziniano, che sembrava ad essi una profanazione. Il Mazzini allora usò la forza: un cappellano militare fece la funzione, ma senza nessuna di quelle solennità che potessero supplire alle solennità della benedizione papale, per cui la funzione riuscì ridicola. Poi condannò i canonici di S. Pietro ad una multa di cento scudi per ogni canonico, per non aver voluto assecondare ai suoi capricci.

Il popolo romano diede alcune volte in eccessi di vandalismo: per esempio, bruciò tutte le carrozze dei cardinali che potè trovare, e volea bruciare ancora la carrozza nobile del papa. Un savio governo avrebbe potuto colla persuasione e colla fermezza impedire tali atti indegni della civiltà, ed il popolo romano con quel buon senso che lo distingue avrebbe applaudito alla saviezza ed alla fermezza del governo che avesse agito in quel modo. Ma Mazzini sempre debole cercava d’ impedire quegli atti barbari con pretesti e mezzi termini. Egli regalò la carrozza nobile del papa al S. Bambino di Ara Coeli, per salvarla dalle fiamme.

È uso in Roma che, quando qualcuno è malato gravemente, si manda a prendere il S. Bambino. La famiglia che lo vuole deve andarlo a prendere con una larga carrozza a due cavalli, nella quale entrano due frati col S. Bambino, e deve così riaccompagnarlo al convento. Deve poi fare un regalo al S. Bambino che non è mai meno di uno scudo, per cui Mazzini dando la carrozza del papa al S. Bambino contentava la devozione dei bigotti, e risparmiava al popolo una spesa.

Nel popolo romano vi è una superstizione intorno a quel Bambino: si ritiene dai devoti e devote del basso popolo che il Bambino, entrando nella camera del malato, cambia colore; se diviene pallido, è segno che il malato deve morire; se aumenta il vermiglio della sua faccia, è segno che il malato deve guarire. Ogni volta che il S. Bambino entra in una casa, vi si trovano affollate una quantità di devote, per osservare il cambiamento di colore: dopo andato via il Bambino, incomincia fra loro la discussione, perché alcune l’ han veduto divenir pallido, altre rosso. L’ esito della malattia decide quale delle due parti contendenti avea ragione, e così il pregiudizio rimane.

La carrozza del papa che Mazzini diede al S. Bambino, è la più ricca carrozza che esista nel mondo. Essa fu fatta dopo il 1820 per ordine del cardinale Consalvi. Pio VII negli ultimi anni della sua vita non faceva più funzioni solenni, per cui non fu mai usata da lui. Il suo successore Leone XII riformò alquanto il lusso pontificio, e non volle mai adoperare quella carrozza. Gregorio XVI l’ adoprò senza scrupolo. La sola carrozza costò all’ erario ventiquattromila scudi romani. Essa è tutta coperta di oro e di miniature. Il sedile per il cocchiere è riccamente coperto di velluto rosso, con frange e ricami in oro; ai quattro angoli esterni del cielo di essa vi sono quattro grandi vasi di magnifico lavoro in metallo dorato; l’ interno è tutto coperto di velluto a ricami in oro; dietro la carrozza in luogo di servitori vi sono tre angeli magnificamente scolpiti e dorati, che reggono la tiara pontificale. Tale è la carrozza di colui che si dice il successore del povero pescatore di Galilea.

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