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Non si puniscono tutti i sollecitanti

Nota 5. alla lettera ventesima di Roma Papale 1882

Sono molte le denunzie di sollecitazione che si trovano negli archivi del S. Uffizio, ma sono pochi, pochissimi, i confessori che sono per ciò processati. Ecco come accade una tale impunità: sono Consultori del S. Uffizio di Roma quasi tutti i generali degli Ordini religiosi; quando un frate è denunciato, il generale in qualità di Consultore del S. Uffizio lo sa; allora il frate denunciato, o può essere mandato in un altro convento, ed il generale ve lo manda all’istante; o se, per cagione della carica che occupa, non può essere rimosso, è avvertito, e così corre al S. Uffizio a fare la sua spontanea, e tutto è rimediato.

Quando si tratta di preti appartenenti al clero secolare, se sono preti zelanti, amanti del governo papale, e nemici dei liberali, sono segretamente avvisati da qualcuno dei sostituti notai, e così avviene che per tante denuncie di sollecitazione, non sono processati che pochissimi preti i più disgraziati.

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