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Disciplina. Esercizi di Ponterotto

Nota 4. alla lettera diciassettesima di Roma Papale 1882

L' abate Pallotta era un missionario, ed i Missionari usano ancora, in Roma ed in qualche altro paese, di darsi la disciplina per muovere il popolo al ravvedimento. L' abate Pallotta, uomo di buona buona fede, se la dava davvero; ma in generale la disciplina dei Missionari è un atto di commedia, nè più nè meno. Racconterò quello che ho veduto io stesso le tante volte in Roma. Nella così detta Pia casa di Ponterotto, si dànno gli esercizi spirituali agli uomini: ed ecco i colpi di scena che si usano per scuotere gli ignoranti. La cappella dove si fanno le prediche non è illuminata che da due piccole lampade chiuse dentro un tubo di ferro, su questo tubo è intagliato un teschio con due ossa, l'intaglio è coperto d' una carta rossa, per cui la luce che tramandano quelle lampade non esce che da quell' intaglio: luce abbastanza sepolcrale e piuttosto spaventevole.

La quarta sera degli esercizi, si fa in quella cappella la predica della Madonna, prendendo i materiali dal libro delle Glorie di Maria di S. Alfonso. Quando il predicatore ha bene infervorato i suoi ascoltanti, gli domanda se volessero vedere Maria, e, facendo loro quasi credere ad un miracolo, promette che quella sera stessa vedranno Maria, se sono veramente risoluti di darsi a lei. Gli ascoltanti infervorati piangono e gridano: "Viva Maria!" allora si apre in un istante una gran porta, che gli ascoltanti non avevano mai veduta, un torrente di luce inonda la cappella, e si vede 1' immagine di Maria risplendente fra centinaia di ceri, fra i profumi dell' incenso ed i fiori, senza vedere nè un prete, nè anima vivente. Questo colpo di scena inaspettato produce un grand' effetto sui semplici.

La quinta sera, si fa la disciplina: ed ecco in che modo. Nella solita cappella delle prediche, il predicatore tratta un argomento dei più terribili, come per esempio la Giustizia di Dio che vuol essere soddisfatta dai peccatori. Quando ha condotto gli uditori al punto di fargli vedere che per essi è finita, propone il rimedio di fare entrare i preti a pregare per loro; allora entrano nella cappella sei preti scalzi con stole violacee al collo, restano nel mezzo della cappella, e, ad esortazione del predicatore, cantano in tuono flebile: "Parce, Domine, parce populo tuo" (perdona, Signore, perdona al tuo popolo). Il predicatore ripiglia che la preghiera non basta, che alla preghiera bisogna aggiungere l'umiliazione, che l' intercessione dei preti è potentissima, ma bisogna che sia ripetuta; allora i preti si mettono in ginocchio, e cantano la seconda volta le stesse parole. Il predicatore riprende che i peccati sono troppo gravi, e che egli sente che fra i suoi uditori vi sono dei cuori ostinati che impediscono il libero corso alla divina misericordia. Quindi dice ai preti, come diceva Elia ai falsi profeti: "Gridate più forte;" i preti allora si gettano con la faccia in terra e gridano quanto più possono forte quelle stesse parole. Allora il predicatore, come scoraggiato, rimanda i preti a pregare nelle loro camere, ed essi vanno in refettorio. Allora il predicatore riprende la sua predica, e dice che, giacchè le preghiere e le umiliazioni non han giovato, ci vuole il sangue, che egli darà volentieri per la salute dei suoi uditori, così dicendo, tira fuori con gran rumore una disciplina. La disciplina è composta di una ventina di liste, ciascuna delle quali è formata da tre lamine di ferro ben lucenti, ma ottuse che non possono tagliare, unite 1' una all' altra con un anellino di ferro; tutte queste liste sono unite insieme ed attaccate ad un manico di cuoio. Il predicatore scuote questa disciplina, che fa un rumore spaventevole, gli uditori credono che egli si percuota e si ferisca per loro, e corrono a strappargliela dalle mani. Qui succede un gran chiasso, tutti piangono e domandano misericordia, ed il predicatore promette a nome di Dio che la misericordia è fatta.

Per tornare all' abate Pallotta, egli avea sempre una disciplina in tasca; ma la sua disciplina non era per ostentazione, era piccola, ma le lamine di ferro erano taglienti, e fra una lamina e 1' altra in luogo di esservi un anello, vi era una stella di ferro a più punte ben aguzze. Quando si disciplinava, tirava un cordoncino avanti sul petto che apriva la sottana in due dietro le spalle, e il sangue scorreva realmente allorchè si disciplinava. Egli non si faceva mai la disciplina in pubblico ma solo quando si trattava della conversione di qualche peccatore ostinato.

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