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Il verbale di carcerazione

Nota 6. alla lettera sedicesima di Roma Papale 1882

Appena un prigioniero entra nelle carceri dell' Inquisizione, gli si fa il verbale. Quando si tratta di sollecitanti, il verbale si fa nella cancelleria, ma quando si tratta di eretici, si fa nel carcere. Abbiamo detto in altra nota che uno è il capo notaio del S. Uffizio ma i notai sostituti sono molti, e tutti preti. Il verbale di carcerazione è steso da un sostituto notaio alla presenza del secondo compagno del padre commissario, il quale anche è giudice inquirente; si fa sulla relazione dei birri, si descrive come si è trovato il carcerato nel punto del suo arresto, se ha fatto atti di sorpresa, se ha cercato evadere, se era accompagnato e con chi, cosa stava facendo quando sono entrati i birri, quali cose ha dette, come si è condotto nella strada e cose simili. Il verbale deve essere sottoscritto dall' accusato, ma ordinariamente questi si ricusa ed allora gli è contestata un' insubordinazione al S. Tribunale, e quel rifiuto è calcolato come un indizio di reità.

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