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Gesuiti e Farisei

Nota 23. alla lettera quindicesima di Roma Papale 1882

Se si dicesse che i Gesuiti sono lo stesso di quello che erano i Farisei ai tempi di Gesù Cristo, non si direbbe nulla di esagerato. Riscontrando nell' Evangelo i caratteri dei Farisei, noi li troviamo tutti a puntino verificati nei Gesuiti. Prendiamo ad esempio il cap. XXIII dell' Evangelo di S. Matteo. Gesù Cristo dice che i Farisei sono coloro che sedono sopra la sedia di Mosè; ma chi sono di grazia oggi quelli che siedono sopra la sedia del papa? I Gesuiti sono i fabbricatori delle bolle, delle encicliche, dei dommi. Il domma dell'Immacolata è stato fabbricato dai Gesuiti Perrone e Passaglia; e ciò senza mistero alcuno, ma alla faccia del sole. La famosa enciclica ed il sillabo degli 8 dicembre è senza nessun mistero opera dei Gesuiti.

Gesù Cristo dice che i Farisei dicono e non fanno. Chi difatti più di loro predica la povertà gavazzando nelle ricchezze, I' umiltà calpestando le autorità ed i sovrani, l'obbedienza cospirando continuamente ed eccitando da per tutto ribellioni?

I Farisei mettevano sulle spalle altrui pesi gravi, che essi non voleano neppure toccare col dito; e la storia ci dice che i Gesuiti han fatto sempre compromettere gli altri, salvando loro stessi. Così in tutte le congiure contro la vita dei sovrani i Gesuiti dirigevano tutto standosene al sicuro, e compromettendo qualche povero fanatico.

I Farisei facevano tutte le loro opere per essere riguardati dagli uomini; e i Gesuiti in tutto quello che fanno affettano la più stomachevole ostentazione.

Ma sarebbe troppo lungo continuare il parallelo: chi ha voglia di continuarlo, non ha che a leggere il cap. XXIII dell' Evangelo di S. Matteo, e ne vedrà l' applicazione chiara ed evidente.

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