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Moralità affettata de' Gesuiti

Nota 22. alla lettera quindicesima di Roma Papale 1882

I Gesuiti affettano una rigorosa moralità in materia di costume; ma non tutto quel che risplende è oro. Io so di un Gesuita, che non nomino perchè conosciutissimo in Roma ed in fama di santità, il quale in materia di galanteria non la cede al più gran libertino, ma prende tutte le sue precauzioni; egli fa ammalare la sua penitente, e si fa chiamare per confessarla al letto, e potrei raccontare di lui delle storie assai galanti.

Racconterò un altro fatto accaduto pochi anni sono a Roma. Il convento delle monache Sacramentarie era in comunicazione col convento di S. Andrea dei padri Gesuiti. Il giardino dei Gesuiti era separato dal convento delle monache da un piccolo muro dell' altezza di circa due metri: un reverendo Gesuita saliva tutte le notti quel muro per andare a recitare il breviario con una giovane monachella; ma non prese tutte le sue precauzioni, fu veduto dai vicini che ne avvisarono i superiori, ed il Gesuita sparì. Intanto la monachella era in uno stato interessante, e, credendosi abbandonata crudelmente, una mattina fu trovata appiccata per la gola su quel muro stesso che separava i due giardini. Si appiccò essa da sè stessa? fu appiccata da altri? Dio solo lo sa. Dopo poco tempo, il papa levò le monache da quel monastero e le fe' trasportare in un altro.
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