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Questua de' Gesuiti in Roma

Nota 16. alla lettera quindicesima di Roma Papale 1882

Quello però che è il colmo dell' ipocrisia consiste nella questua che van facendo i Gesuiti per le città e specialmente in Roma. Vi sono due sorta di questua gesuitica: una che si fa tutti i giorni, l' altra che si fa alcune volte all' anno. La questua che si fa tutti i giorni consiste in questo: i Gesuiti hanno i loro devoti sottoscritti che si obbligano a pagare una quota mensile; i Gesuiti questori vanno nelle case a riscuotere la quota. Ma siccome i devoti che pagano sono molti, così i gesuiti questori sono obbligati a girare tutti giorni. L'altra questua si fa così: tre Gesuiti escono dal convento ciascuno con una bisaccia di tela bianchissima sulle spalle, percorrono le vie della città che sono state loro assegnate; quello a destra s' affaccia a tutte le botteghe che sono dal suo lato, quello a sinistra fa altrettanto dalla sua parte, quello che è nel mezzo abborda tutti i passanti. Non vi è bottegaio nè persona del basso popolo che prima del 48 avesse ricusato l' elemosina ad un Gesuita. Il popolo sa che essi non questuano per bisogno, ma gli si fa credere che lo facciano per umiltà, e che si acquisti indulgenza nel dar l' elemosina al Gesuita.
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