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Antichità della corona . – Scala santa

Nota 6. alla lettera quattordicesima di Roma Papale 1882

Citeremo un solo esempio a sciarimento del testo, per non dilunguarsi di troppo. La divozione del rosario è, religiosamente parlando, contraria al Vangelo, e vietata espressamente da Gesù Cristo (Matt. VI, 7); e, storicamente parlando, è moderna. Ebbene, si è avuto l'ardire di stampare in un libro cattolico con licenza de' superiori e privilegio, che le prime corone per la recita del rosario furono fatte dall'Apostolo S. Bartolommeo, e così da lui fu stabilito il rosario: che gli Apostoli, i Cristiani apostolici, e la stessa Vergine Maria lo recitavano: anzi in Roma nella Chiesa di S. Maria in Campitelli, fra le insigni reliquie, si conserva, con autorità apostolica, la corona con la quale la Vergine recitava il rosario (Vedi Proprinomio evangelico, ovvero evangeliche resoluzioni, nelle quali con il fondamento delle divine Scritture, Santi Padri ec. chiaramente si mostra ec., opera del R. P. Donato Calvi. Venezia 1717 resoluzione 46, pag. 140, 141, 142).

A proposito di finta antichità per sostenere le superstizioni, diremo ora una parola sulla scala santa.

Al lato destro del palazzo Laterano, esiste un'antica cappella chiamata il sancta sanctorum. Un magnifico portico con cinque scale mette a quella cappella, nella quale nessuno può entrare. La scala di mezzo formata di 28 gradini di marmo bianco comune, si chiama la scala santa; perchè si dice essere la scala del palazzo di Pilato in Gerusalemme, per la quale ascese e discese il Signore nella sua passione. Questa scala è coperta da un'altra scala di noce, e di tanto in tanto in mezzo ai gradini di noce è praticato un foro in forma di croce; quello si pretende essere il luoghi dove il Signore, nello scendere, lasciasse cadere una qualche gocciola di sangue. Quella scala non si può salire che con le ginocchia, ed i devoti vi accorrono per l'acquisto di moltissime indulgenze: i bastoni, le ombrelle, non si possono tenere in mano salendo; e si lasciano all'eremita che è abbasso, e poi scendendo per un'altra scala (la scala santa si monta, ma non si scende), si riprendono, lasciando (s'intende) la elemosina all'eremita.

Quello che vi è d'indecente e d'infame è che le donne, salendo con le ginocchia ed inchinandosi spesso per baciare i fori, non possono mantenere la modestia necessaria: i ragazzacci ne profittano, e fingendo di salire la scala santa si mettono dietro le donne……

Giunti alla cima della scala santa, vi è una finestra chiusa da vetri, ed assicurata con grossa inferriata dorata.

Quella finestra guarda nella cappella chiamata sancta sanctorum: tutti si fermano a pregare avanti quella inferriata; perchè nella santa cappella non è permesso di entrare. In essa sono rinchiuse, senza che nessuno le abbia mai viste, reliquie insigni, ed una immnagine di Gesù Cristo, che è la cosa più brutta che possa vedersi: ma essa non è fatta da mano d'uomini; bensì è stata dipinta dagli angeli: essa è chiusa con due chiavi, una delle quali la ha il Capitolo, l'altra il priore dell'Ospitale di S. Giovanni, e quando una volta all'anno si scuopre, va un canonico ed il priore in pluviale, accompagnati da' chierici con torcie, ad aprire ciascuno con la sua chiave la S. Immagine.

La porta della cappella è chiusa con una porta di bronzo, fermata con grossi chiavistelli, i quali sono tutti lucidi; perchè i devoti, e specialmente le donne, vanno a baciarli, e stropicciarvi sopra la fronte.

Non vi è bisogno di essere un dotto critico, basta avere il senso comune, per conoscere che queste non sono che imposture.
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