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I murati

Nota 7. alla lettera tredicesima di Roma Papale 1882

Quando per la iniquità de' tempi (stile clericale) non si potevano più bruciare vivi in pubblico gli eretici e le streghe, il S. Uffizio di Roma inventò il supplizio della muratura, per farli morire senza spargimento di sangue, perchè la Chiesa abborrisce dal sangue: ecclesia abhorret a sanguine. La muratura si faceva in due maniere, cioè quella propriamente detta muratura, e la muratura impropria. La prima era per gli eretici dommatizzanti ostinati; la seconda, per le streghe e stregoni. Ecco some si faceva la prima. Si praticava in un grosso muro una nicchia come se vi si avesse a mettere una statua: poi si metteva ritto in piè in essa il condannato, e si legava bene al muro con cigne, in guisa che non potesse fare il più piccolo moto: allora si cominciava ad alzare il muro dai piedi fino alle ginocchia, ed ogni giorno se ne alzava un pezzetto, ed intanto si dava a mangiare e bere al condannato. Quando il muro era giunto ad una certa altezza, quell'infelice moriva; ma Dio sa fra quali orribili tormenti. Morto che era, si finiva la muratura al pari del muro, e pareva che non vi fosse mai stato nulla.

Il secondo modo di muratura impropria era il seguente. Il condannato era calato in una fossa, mani e piedi solidamente legati: la fossa era tale, che il paziente potesse starvi dentro fino al petto. Allora si riempiva la fossa di calce viva mescolata con pozzolana. Le urine del condannato accendevano la calce viva, ed egli moriva in orribili convulsioni.

Quando poi i tempi divennero sempre più malvagi, si smesse anche la muratura, e s'inventarono i forni. Si accendeva il forno a gran fuoco; quindi si praticava uno spazio nel mezzo del forno, e vi si gettava dentro il condannato mani e piedi legati, e si chiudeva immediatamente sopra lui la bocca del forno: questo barbaro supplizio era stato sostituito al rogo, e Roma ha veduto que' forni con le ossa umane calcinate!
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