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Pensieri di Claudio di Torino

Nota 16. alla lettera dodicesima di Roma Papale 1882

Ecco cosa scriveva nel nono secolo Claudio, vescovo di Torino, intorno alla adorazione della croce:
"Ma dicono questi cultori di una falsa religione e della superstizione: Noi adoriamo, veneriamo, e prestiamo culto alla immagine della croce del Signore per memoria di lui, ed in onore di lui……Ai quali rispondiamo, che se essi vogliono adorare ogni legno fatto in forma di croce, perchè Cristo fu appeso alla croce, sieno conseguenti: adorino egualmente tutte le altre cose che possono rappresentare un mistero di Lui. Appena sei ore Cristo fu sulla croce, ma per ben nove mesi fu nel seno della Vergine. Adorino dunque tutte le vergini, perchè una vergine partorì Cristo; adorino le mangiatoie , perchè Cristo appena nato fu posto in una mangiatoia; adorino le pezze, perchè in esse Cristo fu involto; adorino le barche, perchè esso frequentemente da una barca insegnava, perchè in una barca dormì, perchè ordinò che dalla barca si gettasse la rete… (* Per non incomodare il fisco, abbiamo messi i puntini, e saltiamo un altro bellissimo paragone del vescovo di Torino.) Adorino gli agnelli, perchè sta scritto di Cristo: Ecco l'Agnello di Dio; ma costoro non vogliono adorare gli agnelli, ma li vogliono mangiare. Adorino i leoni, perchè di Cristo è scritto: Ha vinto il leone della tribù di Giuda; adorino le pietre, perchè Cristo fu posto in un sepolcro di pietra, e perchè è scritto: La pietra era Cristo. Adorino le spine, perchè di esse fu coronato; adorino le canne, perchè con una di esse fu percosso; adorino la lancie, perchè con una di esse gli fu forato il costato…… Dio ha comandato una cosa, ed essi ne fanno un'altra. Dio ci comanda non di adorare, ma di portare la croce, ma essi vogliono adorarla, e non portarla. Servire Dio in tal maniera è rinnegarlo."
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