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Mercato di messe

Nota 16. alla lettera undicesima di Roma Papale 1882

In Roma si può dire che si faccia il vero mercato di messe. Citerò alcuni fatti principali. I Cappuccini per esempio: ogni individuo è obbligato a dire ogni giorno la messa per il convento; ma ha per sè tre giorni ogni settimana; e que' denari servono per il caffè ed altri minuti piaceri. Il P. guardiano prende le elemosine delle messe per il convento. Le rendite de' provinciali, e specialmente del procuratore generale che sta in Roma, consistono in messe. Ogni frate che vuole una qualche licenza, una qualche grazia, deve pagarla con un certo numero di messe secondo la tassa; ed il provinciale, procuratore generale, o generale, intascano le elemosine, ed il frate assume l'obbligo di coscienza di dire quelle messe. L'introito del procuratore generale de' Cappuccini, consistente in messe, supera i quattromila scudi romani all'anno. E cotal mercato è santo, e nessuno se ne fa il minimo scrupolo; il papa lo sa, e non vi trova nulla a ridire.

Un altro mercato di messe si fa nelle chiese cogli altari privilegiati di cui abbiamo parlato in un'altra nota; ed anche quello è autorizzato. Un altro mercato è quello de' preti chiamati di vettura, di cui pure abbiamo parlato. Ve ne è poi un altro, poco conosciuto, di cui parleremo.

I Romani crederebbero avvilirsi se si dassero alla coltivazione della terra: per cui i contadini vanno a Roma o dalle Marche, o dagli Abruzzi. I giorni di festa, que' poveri contadini stanno oziando per le piazze, e specialmente si uniscono alla Rotonda, alla Madonna de' Monti, a piazza Montanara, ed a Campo di Fiore. Que' contadini ignorantissimi, sono per lo più eccessivamente bigotti e superstiziosi. Si cacciano in mezzo a loro alcuni preti, ed alle volte anche semplici chierici, atteggiati a compunzione, e vendono loro modaglie, scapolari e cose simili, che dicono essere benedette dal papa; poi incominciano a parlare di purgatorio, e domandano denari per messe; e per meglio allettarli si offrono a dire la messa anche per un paolo, mentre i Cappuccini stessi non la dicono a meno di un paolo e mezzo. I contadini sono presi, ed il prete, o finto prete fa ogni festa la sua buona raccolta.

Un altro luogo di caccia alle messe è il confessionale. Il confessore deve essere in alcuni casi imbuonito con una buona messa. Io conosceva un certo canonico di S. Eustachio che riceveva tante messe nel confessionale, che quando ne usciva, il chierico doveva andare con la granata a raccogliere tutte le cartine ove erano involtati i denari delle messe che riceveva ogni mattina. Quando poi le diceva? Il fatto è ch'egli era andato in Roma dal suo paese col solo breviario sotto il braccio, ed io lo ho conosciuto abitare un magnifico palazzo che si era comperato.

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