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Archivio parrocchiale. Matrimoni

Nota 10. alla lettera undicesima di Roma Papale 1882

Il libro di stato d'anime sta tutto l'anno sulla tavola del parroco nella parrocchietta: è la carta topografica della parrocchia; ogni individuo che parte di casa deve avvisarne il parroco, ed allora quell'individuo, o quella famiglia è cancellata dallo stato d'anime: ogni individuo o famiglia che nel corso dell'anno va ad abitare nella parrocchia deve andarsi a far registrare dal parroco, e scriversi nello stato d'anime. Quel libro è consultato ogni momento, e specialmente quando la pulizia o altro tribunale domanda informazioni al parroco. Esso non va in archivio che alla Pasqua; quando cioè è fatto il nuovo libro.

E poichè abbiamo parlato di archivio, sarà bene dire cosa è un archivio parrocchiale. Esso è composto dei libri di battesimi, di matrimoni e di morte: esso contiene i libri di stati d'anime, e le licenze de' matrimoni. Oltre a ciò ogni parroco ha due libri segreti che deve tenere chiusi a chiave; cioè il libro delle ammonizioni canoniche, ed il libro de' matrimoni segreti. Spieghiamo un po' meglio queste cose.

I libri di battesimo contengono i registri di tutti i fanciulli battezzati, tutti in latino, secondo la formula del rituale romano; i libri di matrimonio contengono i matrimoni celebrati; oltre a ciò, debbono esattamente conservarsi in filze, le licenze di matrimonio: i libri de' morti contengono, sempre in latino, la data della morte e della sepoltura. Ogni partita è firmata dal parroco. Da questi libri si estraggono le fedi. Le particelle estratte da questi libri e firmate dal parroco fanno fede pubblica avanti qualunque tribunale. Esse sono pagate secondo la tassa, cioè per principi uno scudo, per prelati e nobili baiocchi cinquanta, per particolari baiocchi trenta, per i poveri baiocchi dieci. È da notare che in Roma per ogni minima cosa ci vuole la fede di battesimo; per cui l'archivio è una buona fonte di rendita per un parroco.

Mi si domanderà: "Cosa sono le licenze di matrimonio? Non ha il parroco autorità di celebrare i matrimoni? Ha egli bisogno di avere una licenza?" Ecco cosa è la licenza. Quando deve celebrarsi un matrimonio, i contraenti debbono presentarsi al parroco, e cominciare dall'estrarre le fedi di battesimo e di cresima: il parroco deve esaminarli sul catechismo, e trovatili istruiti, li manda alla cancelleria del Vicariato per fare gli atti preparatorii: fatti questi, il parroco fa le pubblicazioni per le quali è pagato secondo la tassa, ma mai meno di baiocchi trenta; fatte le pubblicazioni, quando la cancelleria ha finito gli atti spedisce la licenza, la quale non significa altro che gli atti sono in regola, la licenza però è ben pagata dai contraenti. Le licenze si conservano come controllo, e se ne fa menzione nella particella del matrimonio.

Il libro delle ammonizioni canoniche è quel libro di cui abbiamo parlato in un'altra nota, nel quale sono registrate le cattive donne della parrocchia; alle quali il parroco di tanto in tanto fa una buona sgridata, e la registra. Queste sgridate si chiamano ammonizioni canoniche, sebbene i canoni non ne parlino punto.

Il libro de' matrimoni segreti è quello nel quale si registrano i matrimoni che non sono stati celebrati con le formalità legali. I matrimoni segreti non sono rari in Roma, un foglio di famiglia per esempio se sposa una cantante, una ballerina, una giovane di bassa condizione, contro la volontà de' suoi parenti; il matrimonio sta, ma egli può sorffrirne nella eredità, allora si fa il matrimonio segreto; i coniugi vivono con cautela, ed il loro matrimonio è pubblicato dopo la morte de' genitori, o degli zii, i quali non avrebbero lasciata la loro eredità al nepote se lo avessero saputo maritato con persona che non era di loro aggradimento. Un vecchio signore s'innamora della serva; ma egli ha de' figli grandi, ha una parentela; se sposasse pubblicamente la serva, potrebbe avere delle noie; la sposa in segreto; e, dopo la sua morte, egli stesso pubblica nel suo testamento il matrimonio, con un buon lascito alla serva divenuta signora, a scapito de' figli.

Il libro de' matrimoni segreti è inaccessibile: neppure il parroco può estrarre da esso alcuna particella; solo può dire: "Consta dal libro de' matrimoni segreti conservati presso di me, che i signori N. N. sono coniugi legittimi," senza indicare nè la data del loro matrimonio, nè il come, nè il perchè è stato celebrato. Quel libro nè gli estratti autentici di esso non possono essere domandati da nessun tribunale, neppure dal tribunale del cardinal vicario; e, se fossero domandati, il parroco deve ricusarli. Il solo cardinal vicario ha il diritto di visitare quel libro per sua privata informazione.

Daremo or una breve spiegazione della pratica de' matrimoni in Roma. Abbiamo già detto come si fanno i matrimoni ordinari. Oltre quelli però ve ne sono degli altri, i quali sono validi come gli ordinari, sebbene privi di tutte le forme.

Primi sono i matrimoni chiamati clandestini. Essi accadono così. Il concilio di Trento ha dichiarato che per la validità del matrimonio non si ricerca che il consenso espresso dei due contraenti fatto alla presenza del parroco e di due testimoni. Il Manzoni ha spiegato bene questa dottrina, e così ci risparmiamo di ripeterla. In Roma non sono rari tali matrimoni; ed i parrochi sono sempre in guardia per non essere sorpresi: ma non sempre vi riescono. Il parroco di S. Maria del Popolo fu avvertito da una delle sue bigotte, che nella notte sarebbe stato chiamato per confessare un moribondo che non voleva confessarsi che a lui; ma che, andando a quella casa, invece del moribondo, avrebbe trovati due sposi e due testimoni. Il parroco, se chiamato personalmente da un moribondo, non poteva ricusare di andarvi; quindi egli fece quella notte restare in parrocchia il beccamorti; e, quando venne la chiamata, pose il suo ferraiuolo ed il suo cappello al beccamorti, e, così bene imbacuccato ed informato del fatto, lo mandò in sua vece. Appena entrato nella casa, si presentano i due sposi e recitano il solito formulario: "Questa è mia moglie: Questo è mio marito," credendo che quello fosse il parroco; ma il beccamorti sbacuccatosi disse: "Ed io sono il beccamorti, per servirvi:" e via a gambe.

Oltre i matrimoni clandestini, vi sono i matrimoni forzati, e questi ordinariamente si fanno fra i cancelli delle carceri. Un giovane è accusato di avere sedotta una giovane: egli nega; non vi sono testimonianze, ma semplici indizi: il giovane è incarcerato; il tribunale del vicariato pronuncia la sentenza; o sposi la giovane, o vada in galera; posto il giovane in quella alternativa, è raro che scelga la galera; il matrimonio si celebra al cancello delle carceri, il giovane dentro, la giovane ed il parroco fuori, ed i due sposi si dànno la mano a traverso dei ferri. Compita la cerimonia, il cancello si apre, ed il giovane è libero. Altre volte, quando si tratta di qualche giovane di buona famiglia, si usano maggiori riguardi. Ecco un fatto accaduto a me nel mio esercizio parrocchiale. Una giovane figlia di un chirurgo era stata sedotta da un giovane di buona famiglia Toscana. La giovane e la madre ricorsero a me; io non voleva mettere la cosa in criminale, anche per salvare l'onore alla fanciulla, ma voleva che si facesse un matrimonio segreto da pubblicarsi a suo tempo. Feci venire il giovane, il quale confessò la seduzione; ma disse che aveva volontà di sposare la giovane, e che a tale effetto le aveva rilasciata una obbligazione in iscritto: solo voleva andare in patria per vedere se poteva ottenere il consenso da' suoi parenti. Io avrei accondisceso alla cosa, solo che facesse prima di partire una promessa legale, ed in tutte le forme di sposare la giovane, dichiarandosi autore del frutto della seduzione, che maturava. Il giovane promise tutto; ma la giovane e la di lei madre non accondiscesero. Allora il giovane mi diede parola che la sera sarebbe venuto a sposare segretamente la giovane.

Però la sera non venne, e fatte le debite ricerche si seppe che era partito. Corsi alla pulizia, e seppi che aveva vidimato il suo passaporto per la Toscana. Furono subito dalla pulizia spediti quattro carabinieri in un legno in posta, ed il giovane fu raggiunto a Monterosi, e condotto a Roma. La mattina il governatore di Roma mi fece avvertire che il giovane era a mia disposizione; lo feci condurre in parrocchietta da due carabinieri vestiti in borghese, e gl'intimai o di sposare, o di essere immediatamente condotto alle carceri del vicariato, e sottoposto alla giurisdizione criminale di quel tribunale. Egli scelse il matrimonio, e sposò la giovane.

Un altro genere di matrimoni sono quelli che si fanno in articulo mortis. Succede non di rado che un vecchio vedovo, in punto di morte, è costretto dal parroco, sotto pena di eterna dannazione, a sposare la serva; non importa che ne soffrano gli eredi. Il matrimonio si fa al letto di morte, senza che nessuno della famiglia se ne avveda; i due testimoni sono il vice parroco ed il sagrestano: il pretesto per cui si allontana la famiglia è di dare la estrema unzione al moribondo; invece gli si dà il matrimonio. Quel matrimonio è registrato fra i matrimoni segreti; per cui non si può mai sapere nè quando, nè in quale circostanze sia stato celebrato. Dopo la morte del vecchio, la serva pubblica il suo matrimonio, ed acquista tutti i diritti della vedova.

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